CINEMA : "CASA DI BAMBOLA"

Pubblicato il da tommasoliguori50

Casa di Bambola


ottavia-piccolo.JPG    
Un film di Gianni Serra. Con Ottavia Piccolo, Gianni Cavina Drammatico, - Italia 1986.
Sin dalle prime battute della commedia, l'impressione che si ha della protagonista femminile è quella di una donna che si comporta come una bambina capricciosa che gioca e si diverte tutto il giorno e si rabbuia per futili motivi come quando il marito le ordina di non mangiare dolci.

Il mutamento e la presa di coscienza di Nora avvengono improvvisamente quando finalmente capisce che suo marito non era in realtà quella nobile creatura che lei credeva che fosse. Nora comprende che il suo ruolo in quel matrimonio durato 8 anni, è stato quello di una semplice e bella marionetta costretta a vivere in una casa di bambola, come aveva d'altronde sempre fatto fin dalla nascita. Torvald la chiama incessantemente "lucherino", considerandola alla stessa stregua di un animale domestico molto rumoroso e vivace; un vezzegcavina.jpggiativo da accollare al linguaggio del maschilismo più retrivo.

Nora è ricattata da Krogstad a causa di un prestito illecito che lei aveva contratto, falsificando la firma del padre, per salvare la vita di suo marito. Quando suo marito Torvald scopre il fatto, viene assalito dall'ansia e dal tormento di perdere la propria reputazione. Quest'angoscia annebbia ogni altro pensiero e, in preda alla disperazione, dichiara a Nora che allontanerà quella che ora egli considera un'indegna moglie dalla cura dei suoi figli, senza riconoscere che il gesto, anche se compromettente, era stato dettato dall'amore per lui.

Grazie all'intervento di un'amica di Nora, che dichiara a Krogstad di volersi sposare con lui, il ricatto che minacciava la famiglia della protagonista viene annullato. Torvald, appena appresa la felice notizia, prorompe esclamando "sono salvo!", e perdona all'istante sua moglie. Per Nora, però, la vita non può ritornare ad essere quella di prima: è troppo tardi. Tutte le sue illusioni sono state tradite e le sue certezze infrante. Ella decide, quindi, di abbandonare suo marito in cerca della sua vera identità e, come dice lei stessa a Torvald, per «...riflettere col mio cervello e rendermi chiaramente conto di tutte le cose».

L'autore descrive nei suoi appunti la sua decisione dicendo: «Depressa e confusa dalla sua fede nell'autorità, perde la sua fede nella sua correttezza morale e nella sua capacità di crescere i suoi figli. Una madre in una società contemporanea che proprio come certi insetti che fuggono e muoiono quando compiono i loro doveri nella propagazione della loro razza.»

fonte: wikipwdia.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_di_bambola

 

 


 

 

bracciodiferro2

Commenta il post