ESCHSCHOLTIA

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Schede piante >> ESCHSCHOLTZIA CALIFORNICA (Escolzia)

FAMIGLIA: Papaveraceae.

HABITAT: originaria della California e del Messico, soprattutto nelle dune costiere e nelle valli aride in prossimità del mare. È attualmente coltivata in molti altri paesi a clima temperato-caldo.

PARTE USATA: le parti aeree della pianta.

PREPARAZIONE FARMACEUTICA CONSIGLIATA: estratto secco nebulizzato e titolato in alcaloidi totali espressi come protopina min. 0,35% (Farmacopea Francese X).
La posologia giornaliera utilizzata negli studi pubblicati in letteratura è di 5-6 mg/kg/die, da prendere in un’unica soministrazione 30-45 minuti prima di coricarsi. Siccome tali studi sono stati condotti con estratti diversi con titoli diversi, il valore posologico suddetto rappresenta un valore medio indicativo.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è una droga ricca di alcaloidi isochinolinici, che rappresentano circa lo 0,5% del peso della droga secca. I più abbondanti sono le pavine, tipiche del genere Eschscholtzia, quali escolzina e californidina. La droga contiene anche eterosidi flavonolici, in particolare rutina, ed escolziaxantina, che è un pigmento xantinico.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

Azione ipnoinducente: la principale azione di questa droga è a livello del sistema nervoso centrale, dove svolge attività ipnoinducente senza causare stordimento al momento del risveglio, poiché tale effetto non supera le sei ore.
L’Escolzia è più attiva nelle femmine rispetto ai maschi, e può avere azione antalgica generale legata in buona parte a sedazione di origine centrale. La protopina possiede soprattutto un’azione sedativa, ipnoinducente e antalgica, ma secondariamente ha anche attività antiflogistica e antiserotoninica.
Si è visto che il fitocomplesso dell’Escolzia inibisce parzialmente l’attività degli enzimi che degradano le endorfine, aumentando in tal modo l’azione biologica delle encefaline e della beta-endorfina.
È stato anche dimostrato che estratti idroalcoolici di questa droga inibiscono la degradazione enzimatica delle catecolamine e la sintesi dell’adrenalina, come pure l’attività della dopamina beta idrossilasi, della monoamino-ossidasi tipo B e della diamino-ossidasi. Questi risultati indicano che il fitocomplesso di questa droga mantiene elevati livelli di catecolamine nel cervello grazie a inibizione delle loro vie cataboliche enzimatiche, e ciò spiega le sue proprietà sedative, ipnotiche e antidepressive.

Studi clinici: uno studio clinico effettuato su 20 pazienti affetti da insonnia mai trattata farmacologicamente ha dato i seguenti risultati: 12 pazienti ritornavano ad un sonno normale, della durata di 6-8 ore senza risvegli notturni, sei soggetti riducevano il tempo di addormentamento a 15 minuti, con alcuni risvegli notturni seguiti però da rapida ripresa del sonno, 2 pazienti abbandonavano lo studio per l’assenza di risultati tangibili. Tutti ricevevano estratto secco titolato di Escolzia, con una posologia di 2 g. al giorno per 30 giorni. Nello stesso studio venivano valutati anche 40 pazienti affetti da insonnia ma in terapia farmacologica con ipnoinducenti. I risultati sono stati i seguenti: 14 pazienti hanno progressivamente potuto abbandonare il farmaco e servirsi solo dell’Escolzia, 20 soggetti hanno diminuito il dosaggio del farmaco ma non sono riusciti ad eliminarlo, 6 pazienti non hanno avuto risultati significativi (2).

INDICAZIONI PRINCIPALI: insonnia lieve o moderata.

AZIONE PREVALENTE: ipnoinducente.

EFFETTI COLLATERALI: può provocare sonnolenza se assunta durante le ore diurne. In caso di trattamenti prolungati a dosaggi piuttosto elevati possono manifestarsi fenomeni di assuefazione.

CONTROINDICAZIONI: va usata con prudenza nel bambino al di sotto dei 6 anni di età. è sconsigliabile nel primo quadrimestre di gravidanza e durante l’allattamento.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.

TOSSICOLOGIA: l’analisi tossicologica in vitro sui metaboliti degli alcaloidi di questa droga ha dato esito negativo.

BIBLIOGRAFIA:

1)Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Baldacci R. Contribution a l’utilisation en medecine de ville d'Eschscholtzia californica. Phytotherapy 22, 31-33, 1990.
3)Reimeier C. et al. Effects of ethanolic extracts fron Eschscholtzia californica and Corydalis cava on dimerization and oxidation of enkephalins. Arzneimittel Forsch. 45, 132-136, 1995.
4)Kleber E. et al. Modulation of key reactions of the catecholamine metabolism by extracts from Eschscholtzia californica and Corydalis cava. Arzneimittel Forsch. 45, 127-131, 1995.
5)Schafer H.L. et al. Sedative action of extract combinations of Eschscholtzia californica and Corydalis cava. Arzneimittel Forsch. 45, 124-126, 1995.
6)Banz. Nr.178 del 21-9-1991: Eschscholtzia californica (Kalifornischer goldmohn) (Monografia Commissione E).

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