MILTON H. ERICKSON: "LA MIA VOCE TI ACCOMPAGNERA,' Estratto

Pubblicato il da tommasoliguori50

La mia voce ti accompagnerà di Milton H. Erickson. - Estratto -

                                    Il professor RodriguezErickson.jpg

Io mi mando in trance per essere più sensibile alle intonazioni e alle inflessioni dei discorsi dei miei pazienti. E anche per poter sentire meglio.
Entro in trance e e dimentico la presenza degli altri. E la gente mi vede in trance. c'era un paziente, un tale Rodriguez, un professore di psichiatria che stava in Perù. costui scrisse che voleva fare psicoterapia con me. Lo conoscevo di fama. Sapevo che aveva una istruzione molto superiore alla mia. Sapevo che aveva un ingegno più pronto del mio. Lo consideravo molto più intelligente di me. Ed ecco che ora mi chiedeva di venire da me come paziente.
Mi chiesi: "Come faccio a trattare un uomo che è più intelligente, più colto, più pronto di me?". Questo qui era spagnolo della Castiglia, un tipo estremamente arrogante, arrogante e duro, molto difficile da trattare. gli diedi appuntamento per le due di un dato giorno. Presi nome, indirizzo e recapito, se era sposato, tutti i dati. Poi tirai su lo sguardo per chiedergli: "Come vede lei il suo problema?" La sedia era vuota.
guardai l'orologio. Nn erano le due e qualcosa. Erano le quattro. Notai che avevo una cartella con dei fogli di carta dentro. Così mi resi conto che ero entrato in trance ipnotica per intervistrlo.
E poi un giorno, dopo dodici-quattordici oree di terapia, Rodriguez balzò in piedi e disse: "Dottor Erickson, lei è in trance!"
Mi svegliai e dissi: "Senta, so benissimo che lei è più brillante di me, e più intelligente, più pronto, molto più colto. So anche che lei è molto arrogante. Sentivo che non avrei saputo come trattarla e mi chiedevo come avrei fatto. Non seppi, fino a dopo il primo colloquio, che il mio inconscio aveva deciso di pensarci lui. So di avere dei fogli di carta, degli appunti nella cartella. Non li ho ancora letti. e li leggerò ora, dopo che lei se ne sarà andato".
Rodriguez mi guardò corrucciato e disse, additando una fotografia:
"Quelli lì sono i suoi genitori?"cover-copia-3.jpg
"Sì", risposi io.
"Che cosa fa suo padre?", chiese.
"E' un agricoltore in pensione".
"Contadini"!, disse Rodriguez in tono di scherno.
C'è il fatto che io sapevo che lui conosceva bene la storia. "Sì, contadini", dissi. "E per quanto ne so, nelle sue vene scorre il sangue dei bastardi dei suoi antenati". Lui sapeva che i vikinghi erano dilagati per tutta l'Europa. Da quel momento in poi si controllò bene.
C'era voluto un rapido sforzo di pensiero, per tirare fuori "nelle sue vene può scorrere il sangue dei suoi antenati".
Sapevo che Rodriguez se ne era andato dall'Inghilterra senza pagare a Ernest Jpnez la parcella per l'analisi ricevuta. Sapevo che se ne era andato dalla Duke University lasciando alle spalle un sacco di debiti.
così, quando cominciammo l'ultima settimana, mi feci dire da lui i nomi di tutte le p0ersone importaanti che conosceva. Annotai i loro indirizzi. Lui era molto contento di poter fare la scena in quel modo.
Io li annotai tutti e poi gli dissi: "Mi paga in assegno o in contanti?".
"Lei mi ha ingannato", disse.
"Ho pensato che fosse indispensabile. La mia parcella me l'ero guadagnata".
Così ricevetti la mia parcella. Altrimenti, perchè mai avrei voluto sapere nomi e indirizzi di tutti quei suoi importanti amici? Rodriguez sapeva riconoscere al volo un ricatto.

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