UMBERTO ECO. PROFESSORE, SCRITTORE, INTELLETTUALE.

Pubblicato il da tommasoliguori50

Umberto Eco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932) è un semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale. Nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell'Università di San Marino. Dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna.
umberto-eco1.jpg
Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.
Nel 2000 ha ricevuto una candidatura al premio nobel per la letteratura, a distanza di tre anni dalla vittoria di Dario Fo, per i suoi studi sulla semiotica.

Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco è socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Biografia
Liceo e Azione Cattolica
Conseguita la maturità al liceo classico "Giovanni Plana" di Alessandria, sua città natale, in gioventù fu impegnato nella GIAC (l'allora ramo giovanile dell'Azione Cattolica).
Nei primi anni cinquanta fu chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco dell'AC (progenitore dell'attuale MSAC).
Nel 1954 abbandonò l'incarico (così come avevano fatto Carlo Carretto e Mario Rossi) in polemica con Luigi Gedda.
Durante i suoi studi universitari su Tommaso D'Aquino, smette di credere in Dio e lascia definitivamente la Chiesa Cattolica; in una nota ironica, in seguito commentò: "si può dire che lui [Tommaso D'Aquino] mi abbia miracolosamente curato dalla fede."

Filosofia e cultura medievale
Laureatosi in filosofia nel 1954 all'Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull'estetica di San Tommaso d'Aquino, iniziò a interessarsi di filosofia e cultura medievale, campo d'indagine mai più abbandonato (vedi il volume Dall'albero al labirinto), anche se successivamente si dedicò allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e all'indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico.

Nel 1956 pubblica il suo primo libro, un'estensione della sua tesi di laurea dal titolo Il problema estetico in San Tommaso.


Tra i "corsari" per lo svecchiamento RAI
Nel 1954 partecipò e vinse un concorso della RAI per l'assunzione di telecronisti e nuovi funzionari. Con Eco vi entrarono anche Furio Colombo e Gianni Vattimo.
Tutti e tre abbandonarono l'ente televisivo entro la fine degli anni cinquanta.
Nel concorso successivo entrarono Emmanuele Milano, Fabiano Fabiani, Angelo Guglielmi, e molti altri.
I vincitori dei primi concorsi furono in seguito etichettati come i "corsari" perché seguirono un corso di formazione diretto da Pier Emilio Gennarini e avrebbero dovuto, secondo le intenzioni del dirigente Filiberto Guala, "svecchiare" i programmi. Con altri ingressi successivi, tra i quali Emilio Garroni e Luigi Silori, i "corsari" innovarono davvero l'ambiente culturale della televisione, ancora molto legato a personalità provenienti dall'EIAR, venendo in seguito considerati come i veri promotori della centralità della RAI nel sistema culturale italiano.

Dall'esperienza lavorativa in RAI, incluse amicizie con membri del Gruppo 63, Eco trasse spunto per molti scritti, tra cui il celebre articolo del 1961 Fenomenologia di Mike Bongiorno.

Critica letteraria e condirezione Bompiani Umberto Eco nel 2002.
Dal 1959 al 1975 è stato condirettore editoriale della casa editrice Bompiani. Nel 1962 pubblicò il saggio Opera aperta che, con sorpresa dello stesso autore, ebbe notevole risonanza a livello internazionale e diede le basi teoriche al Gruppo 63, movimento d'avanguardia letterario e artistico italiano.


Carriera universitaria
Nel 1961 iniziò anche la sua carriera universitaria che lo portò a tenere corsi, in qualità di professore incaricato, in diverse università italiane: Torino, Milano, Firenze e, infine, Bologna dove ha ottenuto la cattedra di Semiotica nel 1975, diventando professore ordinario.
All'università di Bologna è stato direttore dell'Istituto di Comunicazione e spettacolo del DAMS, poi ha dato inizio al Corso di Laurea in Scienze della comunicazione.
Infine è divenuto Presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche che coordina l'attività dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Nel corso degli anni ha insegnato anche in varie università straniere tra cui UC-San Diego, New York University, Columbia University, Yale, Collège de France, École Normale Supérieure. Nell'ottobre 2007 si è ritirato dall'insegnamento per limiti di età.

Studi su mass media e cultura di massa
Dalla fine degli anni '50, Eco inizia a interessarsi all'influenza dei mass media nella cultura di massa, su cui pubblica articoli in diversi giornali e riviste; saranno raccolti principalmente in due libri Diario minimo (1963) e Apocalittici e integrati (1964). Apocalittici e integrati (che ebbe una nuova edizione nel 1977) è un libro di analisi delle comunicazioni di massa di taglio sociologico.
Particolarmente noto tra il grande pubblico il breve articolo del 1961 Fenomenologia di Mike Bongiorno (incluso in Diario minimo).

Sullo stesso tema, nel 1967 svolge a New York un seminario che sarà in seguito frequentemente citato nelle discussioni sulla controcultura e la resistenza al potere dei mass media: Per una guerriglia semiologica.[6] Sarà in seguito pubblicato in Il costume di casa (1973).


Inizio degli studi semiotici
Nel 1968 pubblica il suo primo libro di teoria semiotica, La struttura assente.
 Gli studi semiotici hanno avuto un punto fermo nel Trattato di semiotica generale (1975) e negli articoli per l'Enciclopedia Einaudi (poi riuniti in Semiotica e filosofia del linguaggio, 1984).

Nel 1971 ha fondato Versus - Quaderni di studi semiotici, una delle maggiori riviste internazionali di semiotica, rimanendone direttore responsabile e membro del comitato scientifico fino a oggi.
È anche stato segretario, vicepresidente e dal 1994 presidente onorario della IASS/AIS ("International Association for Semiotic Studies"). È stato invitato a tenere le prestigiose conferenze Tanner (Università di Cambridge, 1990), Norton (Università di Harvard, 1993), Goggio (Università di Toronto, 1998), Weidenfeld (Università di Oxford, 2002) e Richard Ellmann (Università Emory, 2008).


Giornali, traduzioni, dibattiti.
Ha collaborato dalla sua fondazione, nel 1955, alla rivista L'espresso (su cui dal 2001 scrive la nota rubrica sull'ultima pagina La bustina di Minerva, nella quale tra l'altro ha dichiarato di contribuire personalmente a Wikipedia), ai giornali Il Giorno, La Stampa, Corriere della Sera, la Repubblica, il manifesto e a innumerevoli riviste internazionali specializzate, tra cui Semiotica (fondata nel 1969 da Thomas Albert Sebeok), Poetics Today, Degrès, Structuralist Review, Text, Communications (rivista parigina del EHESS), Problemi dell'informazione, Word & Images, o riviste letterarie e di dibattito culturale quali Quindici, Il Verri (fondata da Luciano Anceschi), Alfabeta, Il cavallo di Troia ecc.

Ha collaborato alla collana "Fare l'Europa" diretta da Jacques Le Goff con lo studio La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea (1993).
Ha tradotto gli Esercizi di stile di Raymond Queneau (nel 1983) e Sylvie di Gérard de Nerval (nel 1999 entrambi presso Einaudi) e ha introdotto opere di Johan Huizinga, Roland Barthes, James Joyce, Ersilia Zamponi, Eugenio Battisti, David Lodge, Fabio Mauri, Achille Campanile, Roman Jakobson, Jurij Michajlovič Lotman, Rudolf Arnheim, Alexandre Dumas, Elie Wiesel, Oreste del Buono, Eugène Sue, Edmondo De Amicis, Carlo Collodi, Alessandro Manzoni, Giorgio Celli, il Beato di Liébana e di artisti quali Eugenio Carmi, Enrico Baj, Massimo Bucchi, Leonardo Cremonini, Vittorio Gregotti, Emilio Tadini, Gian Ruggero Manzoni, che è stato suo allievo al DAMS, e molti altri. Ha anche collaborato con i musicisti Luciano Berio e Sylvano Bussotti.

I suoi dibattiti, spesso dal tono divertito, con Luciano Nanni, Omar Calabrese, Paolo Fabbri, Ugo Volli, Francesco Leonetti, Nanni Balestrini, Guido Almansi, Achille Bonito Oliva o Maria Corti, tanto per nominarne alcuni, hanno aggiunto contributi non scritti alla storia degli intellettuali italiani, soprattutto quando sfiorano argomenti non consueti (o almeno non ritenuti tali prima dell'intervento di Eco), quali la figura di James Bond, l'enigmistica, la fisiognomica, la serialità televisiva, il romanzo d'appendice, il fumetto, il labirinto, la menzogna, le società segrete o più seriamente gli annosi concetti di abduzione, di canone e di classico.

Grande appassionato del fumetto Dylan Dog, a Eco è stato fatto tributo sul numero 136 attraverso il personaggio Humbert Coe, che ha affiancato l'indagatore dell'incubo in un'indagine sull'origine delle lingue del mondo. È stato inoltre amico del pittore e autore di fumetti Andrea Pazienza che fu suo allievo al DAMS di Bologna, e ha scritto la prefazione a libri di Hugo Pratt, Charles Monroe Schulz, Jules Feiffer e Raymond Peynet.


Esordio letterario
Nel 1980 Eco esordì nella narrativa. Il suo primo romanzo, Il nome della rosa, riscontrò un grande successo sia presso la critica che presso il pubblico, tanto da divenire un best-seller internazionale tradotto in 47 lingue. Il nome della rosa è stato anche tra i finalisti del prestigioso Edgar Award nel 1984.

Nel 1988 pubblicò il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, satira dell'interpretazione paranoica dei fatti veri o leggendari della storia e delle sindromi del complotto.
Questa critica dell'interpretazione incontrollata viene ripresa in opere teoriche sulla ricezione (cfr. I limiti dell'interpretazione). Romanzi successivi sono L'isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004) e Il cimitero di Praga (2010), tutti editi in italiano da Bompiani.

Nel 2012 è stata pubblicata una versione "riveduta e corretta" del suo primo romanzo Il nome della rosa, con una nota finale dello stesso Eco che, mantenendo stile e struttura narrativa, è intervenuto a eliminare ripetizioni ed errori, a modificare l'impianto delle citazioni latine e la descrizione della faccia del bibliotecario per togliere un riferimento neogotico.
Teorie della narrazione

Molte poi sono le sue opere sulle teorie della narrazione e della letteratura: Il superuomo di massa (1976), Lector in fabula (1979), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994), Sulla letteratura (2002), Dire quasi la stessa cosa (2003, sulla traduzione). È stato inoltre precursore e divulgatore dell'applicazione della tecnologia alla scrittura. Il 14 maggio 2009 ha inaugurato la ventiduesima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Torino, dove ha presentato in anteprima mondiale il libro Non sperate di liberarvi dei libri scritto con Jean-Claude Carrière.

In contemporanea alla nomina di "guest curator” (curatore ospite) del Louvre, dove nel mese di novembre ha organizzato una serie di eventi e manifestazioni culturali, è uscito per Bompiani Vertigine della lista, pubblicato in quattordici paesi del mondo.

L'11 maggio 2011 Bompiani ha pubblicato una raccolta dal titolo Costruire il nemico, il cui primo saggio riprende temi già presenti ne Il cimitero di Praga, che raccoglie saggi occasionali che spaziano nei vari interessi dell'autore, come quello per la narratologia e il feuilleton ottocentesco.
Profilo letterario e opere

Egli racconta storie realmente accadute o leggende che hanno come protagonisti celebri o meno conosciuti personaggi storici. Per mezzo di alcuni di loro intavola dibattiti filosofici sull'esistenza del vuoto, di Dio o sulle caratteristiche dell'universo. Eco è attratto da temi piuttosto misteriosi sui quali prova a far luce (i cavalieri Templari, il sacro Graal, la sacra Sindone ecc.); contrasta aspramente chi, però, ne discute senza conoscerne bene i contesti storici. Nei suoi romanzi, gli scienziati e gli uomini che hanno fatto la storia sono trattati con indifferenza nell'epoca in cui è ambientata l'opera. L'umorismo è utilizzato molto dallo scrittore di Alessandria che dà sfoggio delle sue conoscenze approfondite sulla semiotica e sulla letteratura. Le frasi in latino sono usate spesso e perciò vengono viste con indulgenza, nella stesura dei brani, da Eco che, sviluppando l'opera su una trama intrecciata e studiata in precedenza, fa comprendere al lettore i problemi dell'attualità, dando perciò una morale e degli insegnamenti filosofici. Ne Il nome della rosa Eco discute sulla questione del riso, mettendo in risalto i timori degli uomini medioevali. Ne Il pendolo di Foucault fa luce sul sacro Graal e sui cavalieri Templari, facendo cenni ai misteri dell'età antica. Ne L'isola del giorno prima fa coincidere l'umanità intera con il naufrago Roberto de la Grive, che cerca un'isola al di fuori del tempo e dello spazio. In Baudolino crea un personaggio medioevale, senza far trapelare la natura menzognera o non del protagonista, il quale viaggia alla ricerca di un paradiso terrestre. Ne La misteriosa fiamma della regina Loana riflette sulla natura e sulla forza del ricordo; in questo caso rivolto a episodi accaduti nel XX secolo. Ne Il cimitero di Praga indaga sulla natura del complotto e sulle cause delle persecuzioni degli Ebrei.


fonte : Wikipedia, l'enciclopedia libera.
http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Eco

 

bracciodiferro2

Commenta il post