ACHAB50. - "I pensierini di Achab50" 4 e non solo!! -
La rivoluzione liberista, tra la crisi italiana e quella greca.
Finora i media hannno messo la sordina agli avvenimenti greci, soprattutto per quanto concerne i disordini di piazza.
Adesso, che si è lasciata degenerare la crisi, al contrario, viene agitato lo spauracchio.
Non si dice che un anno fa il debito greco era di 110 miliardi di euro e adesso è di 340.
Si dice che l'uscita dall'euro comporterebbe per l'Italia una svalutazione del 50%,
che in Grecia saranno "licenziati" 100.00 dipendenti pubblici, che le pensioni sono state tagliate del 20%, etc.

Tutto vero, per carità.
E questo stillicidio andrà avanti finchè non saremo disposti a firmare una cambiale in bianco a chiunque sappia rappresentarsi, ho verrà rappresentato, come Persona capace di "Salvare" il Paese.
Non riponiamo troppe speranze nella "società civile".
Siamo un popolo di vecchi!!!
Persino due studi circolati nelle banche americane Citigroup e Morgan Stanley avvertono Wall Street sui danni della "plutonomia".Il sistema politico dominato dal potere del denaro, dove le diseguaglianze hanno oltrepassato i livelli di guardia e la crescita non ha più le basi di massa su cui ripartire.
di dollariNel 2008 contro il parere di tutti e soprattutto del Fondo Monetario Internazionale aveva dichiarato bancarotta. Le sue ragioni erano semplici. Era materialmente impossibile onorare un debito di mille volte superiore al proprio PIL.
I poteri forti si attrezzano per la "rivoluzione liberale, (e sarebbe la migliore delle ipotesi), o piuttosto per una nuova fase del capitalismo, quella del biocapitalismo.L'una cosa non esclude l'altra e tutte e andranno a detrimento di quel che rimane della "democrazia".
Lavoro. Le aspettative che non ci sono più.
La nostra speranza fu che nei paesi emergenti i diritti del lavoro e le protezioni sociali,
nel giro di qualche lustro, sarebbero stati equiparati ai nostri.
Nella realtà le corporation hanno scelto di ridurre i nostri diritti, le nostre protezioni sociali al fine equipararle a quelle de Terzo, Secondo Mondo.
Continua peraltro il travaso di ricchezza dal lavoro alle rendite e ai compensi dei manager.
Debito pubblico.
Ci stiamo indebitando ad un tasso di interesse che è attorno al 5 per cento,mentre la crescita è sotto il punto percentuale.
Non ci vuole un fine matematico per capire che difficilmente, nel lungo periodo, le cose potranno finire bene.
Variazione sul tema, il futuro dei nostri figli!
"Il giorno in cui finiranno i nostri risparmi, quando noi genitori europei non ci saremo più e scompariranno i nostri stipendi e le nostre pensioni, che differenza ci sarà tra gli emigrati africani e i nostri figli?"
Banalità
Può una persona molto intelligente essere anche banale?
Se assume atteggiamenti di comodo, se tradisce il suo io più profondo, direi di sì.
Saul Bellow :
"La banalità è il travestimento di una potentissima volontà tesa ad
abolire la coscienza".
Il Presidente Amato ecludendo la sua candidatura, afferma in buona sostanza di
essere il migliore candidato possibile, se non addirittura l'unico. Spende la sua faccia, abbozza un programma minimo, rivendica una sua "verginità". Se tutto dovesse precipitare, se fosse l'ultima risorsa del Bel Paese? Potrà sottrarsi?
Può essere rovinoso un eccesso di virtu?
Le economie della zona euro stanno varando programmi economici di austerità per
raggiungere il pareggio di bilancio e promuovere la riduzione del debito sovrano.
La durezza di questi programmi, dai quali non resta esclusa neppure la "virtuosa" Germania, rischia di provocare una recessione profonda e di non breve durata.
Si sta ripetendo ciò che già si era verificato nel 1937, quando si passò repentinamente da programmi di "stimolo" a programmi di austerità per risanare i bilanci e gli effetti recessivi furono pesanti.
Nessuno è perfetto.
Il nuovo fenomeno di chi è povero pur avendo un lavoro.
In Germania, i lavoratori "poveri" (con una retribuzione mensile lorda
di circa 800), erano nel 2009 il 22,7 per cento, negli USA il 25 per cento, il 21,7 nel Regno Unito, il 17,6 in Olanda e solo il 10,1 in Francia, grazie al reddito minimo garantito.
In Italia sono il 14,5 per cento, percentuale che sale al 20,7 per cento al Sud eal 28,8 se si prendono in considerazione i soli operai.
Pensioni e pensionati: quello che nessuno vuol dire.
Nell'Unione Europea l'imposta sulle pensioni è pari a zero o è di pochi punti percentuali.
In Italia i pensionati nostrani non godono di nessuna "comprensione" e sono
sottoposti alle stesse aliquote di chi ancora è in attività, pur usufruendo di un reddito in genere più basso.
OMAGGIO A DANIELE SILVESTRI
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