- LIBRI - Andrea Camilleri - Il gran Circo Taddei e altre storie di Vigata -

Pubblicato il da tommasoliguori50


- Il gran Circo Tadddei  e altre storie di Vigata -
 Andra Camilleri. Sellerio Editore. Euro 14, pag.325.Andrea Camilleri Gran Circo Taddei

Otto storie ("Gran Circo Taddei"; "Il merlo parlante"; "La fine della missione"; "Un giro di giostra"; "La congiura"; "Regali di Natale"; "La trovatura"; "La rivelazione"), tanto perfette e compiute da costituire ciascuna un breve romanzo.
Ci sono i personaggi della Vigàta di ogni tempo, l'inventario di una Sicilia dalle inesauribili sfaccettature: avvocati brillanti, chiromanti improvvisate, contadini e studentesse, preti e federali, comunisti sfegatati, donne risolute, un repertorio che suscita il sorriso o la pietà, e sempre un forte coinvolgimento.
Sullo sfondo, il fascismo.
Nel racconto "La fine della missione", Mariannina si lamenta perché il fascismo punisce chi non concepisce dei figli o premia chi invece ne mette al mondo molti, come se l’infertilità fosse una colpa. Mariannina e altre donne di Vigàta, non esistendo allora la fecondazione assistita, ricorreranno a rapporti extraconiugali, a volte anche col consenso dei rispettivi mariti. Perché c’è in ballo il sussidio, un’eredità, la promozione, la benevolenza del partito.
Camilleri sbeffeggia il machismo meridionale e l’ideologia fascista, attraverso elementi boccacceschi. L’erotismo è sempre molto presente. Uomini e donne, vecchi e giovani, desiderano, tradiscono, si prendono con una fisicità anche animalesca e quando incontrano il sentimento, lo vivono con grande passione.
Lo schema narrativo delle otto storie prevede quasi sempre una risoluzione finale, lo svelamento dello scherzo, le tessere trovano ognuna il proprio posto nel mosaico.
Tornando alla definizione di Camilleri, in queste pagine prendono vita maschere di una commedia dell’arte, abbandonano le assi del palcoscenico e scendono per le strade di Vigàta.

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Gelosi, furbi, imbroglioni, maneggioni, irascibili, corteggiatori, amanti della bella vita, traditi e traditori, infelici, eroi e prepotenti, avvocati e contadini, comunisti, fascisti e uomini di Chiesa.
Camilleri  in quella "piazza della memoria" che è Vigàta, attinge a storie vere o verosimili sedimentate fra i suoi ricordi.
Le reinventae  le racconta con una capacità affabulatoria straordinaria, fatta di acume, ironia e tanta umanità.


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