BAMBINI E SOCIAL NETWORK - (paola)
La Rete è un immenso contenitore di idee.
Le idee sono belle e brutte, quindi anche la Rete può assumere aspetti positivi e aspetti negativi.
Quando vedi un gruppo di ragazzi che si impegnano per il sociale, ti rendi conto di quanto sia importante la condivisione istantanea. E’ un arma potente.
Facebook e Twitter l’hanno capito in ritardo, ora hanno paura del mostro che sono diventati: hanno favorito le rivoluzioni democratiche.
Sono le nuove navi da guerra della civiltà, come missili hanno le parole, come controlli semplici tastiere qwerty. -"Qwerty" deriva dalla sequenza delle lettere dei primi sei tasti della riga superiore della tastiera (ndr).
Però bisogna ricordarsi che anche i bambini (specchio dei loro genitori) frequentano Facebook, nonostante esistano social network specifici per bambini.
E la novità è che la Disney ha comprato "Togetherville", per bambini fino ai 10 anni.
L’ingresso nel settore riapre il solito dibattito sull’opportunità che i bambini abbiano accesso alla rete: come, quanto, con che tipo di controllo? E soprattutto, con quali rischi?
La Disney ha pensato a tutto: Togetherville, per ora solo in inglese, verifica tutti gli account dei nuovi iscritti attraverso l’account di Facebook dei genitori, che è obbligatorio. 
Una volta effettuato questo passaggio, il bambino ha a disposizione il suo profilo e la sua rete virtuale di conoscenze e amicizie, tutte preventivamente filtrate e approvate dal genitore.
Oltre a comunicare con gli altri bambini, iscriversi a network specifici, gli utenti possono accedere a giochi adatti alla loro fascia d’età, disegnare e condividere i propri lavori, guardare video selezionati dallo staff.
Sul sito viene spiegato, in pochi semplici punti, come mai Togetherville sarebbe il modo più sicuro per controllare l’accesso dei propri figli alla rete: in poche parole il bambino non può fare nulla senza l’approvazione virtuale del genitore.
Solo i genitori o i tutori legali la cui identità è stata verificata attraverso il Children’s Online Privacy Protection Act (la carta di protezione della privacy dei bambini online), possono creare e amministrare un account per i loro bambini.
"Sei tu a selezionare su Facebook gli amici fidati e i loro bambini, per creare il network sicuro di tuo figlio. Non c’è il rischio che incontri utenti anonimi".
Finestre di messaggi predefiniti tra cui scegliere, commenti moderati, nessuna chat privata, nessuna possibilità di effettuare upload dal proprio computer.
I genitori possono monitorare l’attività dei propri figli online in tempo reale.
Non è possibile cercare i bambini tra gli utenti di Togetherville. "Sono sempre i genitori che scelgono chi ha accesso alla bacheca dei propri figli".
Quanti genitori, stressati dal lavoro, preoccupati per il mutuo....saranno così disponibili al controllo serale?
E quanti genitori, estranei al computer, magnificando i loro bambini per la loro "incredibile capacità informatica", li lasciano soli davanti al pc?
Sarà un modo per avvicinare i bambini alla rete in sicurezza?
O, piuttosto, il passo definitivo verso la colonizzazione precocissima della rete da parte dei social network?
AZIENDA ITALIA. A.A A. VENDESI ,(tommaso)
"PREGHIERA BRIANZOLA A UN COLONNELLO" - (Paola)
VENTI DI CRISI, VENTI DI GUERRA (tommaso)