BANANE ED ANANAS PER ESPORTARE LA COCA

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

mappa-ecuador.gifIl sommergibile della droga scoperto in Ecuador.
L’Ecuador confina a nord con la Colombia ed a sud con il Perù, ma non stiamo parlando di geografia, bensí di narco-geografia.
                                                   
Se è noto a tutti che la Colombia è il più grande produttore al mondo di Coca, seguita dal Perù, che per altro almeno  nel 2009 è riuscito a sottrargli il primato, non è altrettanto noto come l’Ecuador rappresenti invece il territorio più strategico per lo smistamento della cocaina in  tutto il resto del mondo, e ancora meno nota, l’infiltrazione dei ‘narcotraficantes’ del Messico. E tutto questo mentre in Messico si sta consumando una vera e propria guerra della droga, con oltre 28mila morti dal 2006, le Istituzioni che traballano sotto i colpi della narco-economia, e con lo scontro diplomatico tra USA e Ecuador che di certo non favorisce la lotta ai trafficanti nel Paese sudamericano, o meglio non garantisce il supporto nordamericano, che invece è tutto concentrato sul Messico.

Nel 2009  un sequestro record di 64 tonnellate, nel 2010 altre 18 tonnellate sottratte alle organizzazioni criminali, arriviamo al 2011 e solo primo trimestre sono state sequestrate 9  tonnellate di cocaina.
 

                                                                                             DROGA.jpg   

Cifre che fanno comprendere come l’Ecuador stia confermando la propria supremazia sul mercato mondiale degli stupefacenti.
L’attenzione si sta concentrando sui metodi che i trafficanti escogitano per far arrivare sui mercati europei e nord americani il proprio ‘prodotto’, perché fortemente esplicativa della forza dell’organizzazione, del suo radicamento e per tanto della difficoltà della lotta per un paese come l’Equador.

E di pochi giorni fa la notizia di un carico di  banane ed ananas proveniente dalla Colombia e diretto in Spagna e Belgio, nel quale erano state nascosti 1.021 chili di cocaina. La maggior parte della droga si trovava all’interno degli ananas che contenevano una sorta di capsula di cera gialla imbottita di coca, la quale è stata individuata dai cani antidroga.                                                              Plastic_ananas.JPG

Già nel 2009 i ‘narcotraficantes’ avevano scelto l’ananas per trasportare la cocaina, sempre in Spagna, e anche in quell’occasione la Polizia aveva operato un maxisequestro di 900 chili di polvere.
                                                                                                   
Sequestri a parte, la cocaina in Europa e negli Stati Uniti arriva, e può anche prendere le spoglie di innocui lecca lecca: 394 grammi pronti per la Spagna sono stati sequestrati lo scorso 30 marzo. Addirittura  può essere nascosta in  prodotti spray: la cocaina si trasforma allo stato liquido e poi si sistema in una bomboletta che conta con appositi doppi fondi in cui viene abilmente nascosta. Con questo metodo, nel 2009, per esempio, una donna aveva tentato di trasportare  più di un chilo e mezzo di cocaina in Spagna, Paese prediletto dalle organizzazioni criminali che operano dall’Ecuador.

Anche la cioccolata, i giocattoli o i preservativi possono servire allo scopo. Cosi come carichi di gamberi, pesce o fiori.
E poi, in ordine di tempo, l’ultima trovata: cocaina ed eroina liquida camuffata dentro dei porcellini d’india che dovevano essere spediti negli Stati Uniti.                                          Ecuador-sottomarino-con-la-coca-nascosta-copia-1.jpg

E se tutto ciò non fosse già sufficiente a inquadrare la forza di questo mercato, ecco un metodo degno della guerra fredda: veri e propri sottomarini montati in Ecuador che poi venivano caricati e mandati a destinazione sono stati scoperti nel 2010. Si tratta di sottomarini che possano trasportare anche 4 tonnellate di cocaina, costruiti artigianalmente ma comunque in grado di arrivare in Messico e negli Stati Uniti.

Tutto questo mentre da alcuni anni in Ecuador la piccola delinquenza e la delinquenza organizzata stanno assumendo dimensioni sempre più preoccupanti che fanno pensare non solo alla presenza, ormai assodata, di gruppi colombiani, ma anche a quella di gruppi molto più spietati e influenti come quelli messicani.  Le tensioni diplomatiche con gli USA, e con alcuni vicini come la Colombia, non aiutano di certo il Paese a far fronte al problema forte di una cooperazione multilaterale.

narcotraffico.jpgDurante la XVIII Conferenza Internazionale sul controllo delle Droghe (IDEC) tenutasi a inizio mese a Cancún, l’Ecuador è stato indicato come un Paese sul quale si stanno registrando fatti importanti nel definire le nuove metodologie di traffico, altresì sono stati evidenziati gli ottimi risultati derivanti dalla collaborazione Messico-Usa-Colombia, che ha di fatto assestato duri colpi ai cartelli messicani, e però la cooperazione invocata nel documento finale di Cancùn strategie globali e regionali, consultazione e scambio di informazioni in tempo reale, condivisione di intelligence, meccanismi giuridici comuni, ecc…sembra essere ancora lontana per l’Ecuador.

di Salvatore Foti

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olivia

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