BERLUSCONI COME BREZNEV?

Pubblicato il da tommasoliguori50

                                                                                       
 Italia in ginocchio
 Loris Campetti - Il Manifesto -
    Un paese invecchiato, sfibrato e sfiduciato.

Un paese in ginocchio.

È questa la radiografia dell'Italia berlusconizzata in cui crollano le aspettative di lavoro, i giovani cervelli fuggono all'estero, quelli che restano conducono una vita precaria sostenuta dai genitori che però stanno impoverendo.

Diminuisce il risparmio, persino la scolarizzazione è in caduta libera. Si lavora e si studia sempre di meno, non si fanno investimenti, si ammazza la ricerca.

Ieri ce l'ha raccontato l'Istat, domenica l'abbiamo visto in una delle più efficaci puntate di Report, sabato è stata la volta del Censis.
225px-Brezhnev-color.jpg    Altro che luci e ombre, come goffamente sostiene, arrampicandosi su specchi insaponati, qualche pierino in forza al governo: l'Italia è al collasso, sempre più diseguale tra nord e sud e tra ricchi e poveri, tra uomini e donne e tra lavoratori (o aspiranti tali) indigeni e migranti.

Certo, lo sapevamo, ce l'ha raccontato qualche mese fa Marco Revelli nel suo ultimo libro Poveri noi.

Il fatto grave è che non si vede inversione di tendenza; anzi la crisi, che ormai è anche sociale e culturale, si sta aggravando e il tunnel sembra sempre più lungo e scuro.
    Questa debacle che ci getta nel sottoscala dell'Europa non è tutto «merito» di Berlusconi, ma nessun altro sarebbe riuscito meglio del telepredicatore delle paure in questo miracolo al rovescio.

 Con una politica economica dissennata che ha distrutto risorse intellettuali e materiali.

E viene ancora a raccontarci che dovremmo avere paura dei comunisti, dei rom, dei minareti, dei centri sociali, quando è proprio da Berlusconi, dal suo governo e dalle sue politiche che dobbiamo guardarci.

Già parlare di politica economica - per non dire industriale - è un eufemismo: Berlusconi lo sfrontato e Tremonti il contabile non hanno progetti per il paese, sanno solo tagliare, tutto tranne i sottosegretari, i capital games e i loro interessi.

Siamo rimasti uno dei pochi paesi in cui parlare di reddito di cittadinanza è una bestemmia, ci riempiono la testa con l'amore e la famiglia mentre sterilizzano l'amore (fare figli è un lusso per pochi) e immiseriscono l'ultimo ammortizzatore sociale per un paio di generazioni di giovani precarizzati o espulsi.

Poi ci dicono che dobbiamo riprendere a consumare.

Finalmente dal paese qualche segnale di vita è arrivato: dai giovani, dagli operai e dagli studenti che portano in piazza la loro dignità, e dalle urne, domenica prossima, potrebbe arrivare un secondo segnale generale: l'Italia ha paura, sì, ma di Berlusconi ed è pronta a liberarsene.

http://www.ilmanifesto.it/

 

Vedi anche: 

ITALIA A RISCHIO POVERTA'.

SOLO I POVERI PAGANO LE TASSE -

- BILANCIO DELLO STATO - SERVIRA' UNA MANOVRA DA 35 MILIARDI -

L'EUROPA MOSTRA I MUSCOLI, MA NON PUO' PERMETTERSI IL FALLIMENTO DEI PIIGS. (Tommaso)

"POVERA ITALIA" - (paola)

                                                                                                                                bracciodiferro2

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L
<br /> <br /> trovo molto vero e triste questo articolo....anche io ho scritto qualcosa su berlusconi e l'italia:<br /> <br /> <br /> perchè Berlusconi.....vabbhè, sarebbero troppi i perchè!, facciamo perchè Berlusconi ?...<br /> lui può tutto, decide tutto, cambia tutto, lui  pensa quello che dicono le televisioni, pensa<br /> quello che scrivono i giornali, penso che pensi anche quello che la gente come me pensa di lui, ma tanto lui pensa che non lo riguarda, non è un problema suo cosa la gente pensi di<br /> lui..<br /> <br /> <br /> mi piacerebbe un parere continua su:http://italiaperche.blogspot.com/2011/05/maofidele-finalmente-silvio.html<br /> <br /> <br /> grazie e buonalettura<br /> <br /> <br /> <br />
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