CHE BONANNI CI PRESENTI SUO ZIO!!!
Solidarietà allo zio di Bonanni
Scusate, ma mentre tutti ridevano sulla battuta del segretario della Cisl dedicata alla manovra del governo Monti (”l’avrebbe potuta fare anche mio zio”, cioè – si presume – un idiota), a me il pensiero è andato alla figura di quel poverocristo che ha avuto una sola colpa nella vita: trovarsi come nipote Bonanni.
Si fa presto a dare dello scemo allo zio; di sicuro però non siamo scemi noi. E l’improvviso attivismo del numero uno della Cisl puzza, e puzza assai. Sa molto di Lega Nord, diciamo la verità: lealista fino a rasentare il parossismo con Berlusconi, barricadera ora che Silvio non c’è più (oddio, c’è ancora, ma sottocoperta).
La Cisl di Bonanni è la stessa che insieme a Uil e Ugl faceva i patti con il governo Berlusconi e Confindustria di soppiatto, escludendo a priori la Cgil che in tutti questi anni si è fatta carico in solitaria della battaglia contro la svendita dei diritti di chi lavora con numerose ore di sciopero. Bonanni che adesso fa il duro e puro si dimentica che se siamo dove siamo, è anche perché lui e il suo sindacato per anni hanno fiancheggiato di fatto i governi di centrodestra, alzando la voce ogni tanto giusto per dovere d’ufficio.
L’opposizione a Monti, giusta o meno che sia, è credibile se dietro c’è un comportamento coerente con il proprio passato. Siccome il Bonanni dell’era berlusconiana (Corriere della Sera, 29 agosto 2011) illuminava le masse rivelando che “lo sciopero è uno strumento antiquato”, adesso dovrebbe spiegarci cos’è cambiato. E soprattutto lo spieghi a suo zio. Che secondo noi tanto scemo non era. Ma a furia di stare dietro alle giravolte dell’illustre nipote ci è diventato.
dal blog di Matteo Pucciarelli
micromega
