CHE BONANNI CI PRESENTI SUO ZIO!!!

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

Solidarietà allo zio di Bonanni

Scusate, ma mentre tutti ridevano sulla battuta del segretario della Cisl dedicata alla manovra del governo Monti (”l’avrebbe potuta fare anche mio zio”, cioè – si presume – un idiota), a me il pensiero è andato alla figura di quel poverocristo che ha avuto una sola colpa nella vita: trovarsi come nipote Bonanni.
 
Si fa presto a dare dello scemo allo zio; di sicuro però non siamo scemi noi. E l’improvviso attivismo del numero uno della Cisl puzza, e puzza assai. Sa molto di Lega Nord, diciamo la verità: lealista fino a rasentare il parossismo con Berlusconi, barricadera ora che Silvio non c’è più (oddio, c’è ancora, ma sottocoperta).
 
La Cisl di Bonanni è la stessa che insieme a Uil e Ugl faceva i patti con il governo Berlusconi e Confindustria di soppiatto, escludendo a priori la Cgil che in tutti questi anni si è fatta carico in solitaria della battaglia contro la svendita dei diritti di chi lavora con numerose ore di sciopero. Bonanni che adesso fa il duro e puro si dimentica che se siamo dove siamo, è anche perché lui e il suo sindacato per anni hanno fiancheggiato di fatto i governi di centrodestra, alzando la voce ogni tanto giusto per dovere d’ufficio.
 
L’opposizione a Monti, giusta o meno che sia, è credibile se dietro c’è un comportamento coerente con il proprio passato. Siccome il Bonanni dell’era berlusconiana (Corriere della Sera, 29 agosto 2011) illuminava le masse rivelando che “lo sciopero è uno strumento antiquato”, adesso dovrebbe spiegarci cos’è cambiato. E soprattutto lo spieghi a suo zio. Che secondo noi tanto scemo non era. Ma a furia di stare dietro alle giravolte dell’illustre nipote ci è diventato.


dal blog di Matteo Pucciarelli

micromega

       olivia

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