CINEMA : "ABOUT ELLY", DIRETTO DA ASGHAR FARHADI, ORSO D'ARGENTO PER LA MIGLIOR REGIA. -

About Elly è un film del 2009 diretto da Asghar Farhadi.
Festival di Berlino 2009: Orso d'argento per il miglior regista
Quattro coppie di amici di Teheran si recano in una località balneare sul Mar Caspio per passare tre giorni assieme.
Sono tutti ex studenti che si sono conosciuti alla Facoltà di Legge dell'università.
Tre delle coppie sono sposate, mentre l'altra è costituita da Ahmad ed Elly.
Ahmad è stato sposato in Germania, ma ora è divorziato. Elly, che fa la maestra nell'asilo della figlia di Sepidé, è single.
Sepidé ha proposto ad Elly di passare la vacanza con loro proprio per farle conoscere Ahmad.
Decidono di andare nell'appartamento che affittano di solito, ma giunti a destinazione viene detto loro che anche i proprietari hanno deciso di trascorrere una vacanza, quindi devono trovarsi un altro posto.
È rimasta libera solamente una villa proprio davanti al mare.
Siccome l'acqua è profonda e ci sono tre bambini piccoli, e nella villa i cellulari non prendono, sono un po' preoccupati ma, non avendo più tempo per cercare, decidono di accettare la villa.
La mattina dopo Ahmad ed Elly vanno a fare un giro da soli in città, con la "benedizione" del gruppo.

Elly chiama sua madre, senza dirle con chi è, poi la rassicura dicendole che sarà a casa il giorno seguente.
Nel pomeriggio, mentre gli uomini giocano a pallavolo, e due donne sono in città, i bambini rimangono a giocare sulla spiaggia.
Improvvisamente uno di loro rimane preso dalle onde. Dopo una disperata ricerca, viene fortunatamente tratto in salvo.
Quando sembra essere tornata la calma, ci si accorge che Elly è sparita. Ricominciano le ricerche, ma la donna non viene ritrovata. Viene chiamata la polizia per formalizzare la dichiarazione di scomparsa di Elly: stranamente, Sepidé non sa il suo cognome. Le ricerche continuano incessantemente, mentre gli altri s'interrogano se la sera prima Elly abbia potuto udire qualcosa che l'abbia offesa, ma il ritrovamento della sua borsa dentro la villa fa scartare questa ipotesi.
La mattina dopo, l'ultimo giorno di vacanza, il gruppo è completamente spossato. Dopo una riunione, si decide di avvisare la famiglia di Elly: la madre però soffre di cuore, e Ahmad si ricorda che la mattina in cui erano andati in città Elly aveva ricevuto una chiamata da un'altra persona, e aveva chiuso il telefonino dicendo che avrebbe richiamato lei.
Decidono quindi di chiamare quel numero.
Il marito di Sepidé, Amir, prende il cellulare, va in una zona dove c'è campo e telefona. La persona che risponde è il fratello di Elly. Con una scusa lo convince a raggiungerli in città, assicurandogli che gli avrebbe spiegato la situazione a parole.
Quando Amir rientra in casa e spiega che ha parlato con il fratello di Elly, Sepidé rivela che quell'uomo era in realtà il fidanzato di Elly che, infatti, non ha fratelli.
Sepidé sapeva che Elly era fidanzata da qualche anno e che da qualche tempo voleva chiudere la relazione.
Le aveva quindi proposto di conoscere un suo amico.
I tre giorni di vacanza sarebbero stati l'occasione più propizia ed Elly aveva accettato. Nasce un'accesa discussione: il gruppo disapprova fortemente il comportamento di Sepidé.
All'appuntamento si recano Ahmad e Sepidé.
La donna sale in macchina con il ragazzo e, durante il tragitto fino alla villa, gli racconta che Elly è probabilmente morta.
Giunti alla villa, l'uomo chiede di essere lasciato solo davanti alla spiaggia.
Alla casa, poi, si decide di dire al ragazzo il vero motivo per cui Elly era stata invitata alla vacanza.
La sua reazione è immediata: colpisce con un pugno al viso Ahmad. Dopo essersi calmato, chiede di parlare a quattr'occhi con Sepidé.
I due si trovano soli in una stanza. Il ragazzo le fa una domanda precisa: "Io ho dedicato ad Elly tre anni della mia vita, quindi la prego di dirmi la verità.
Quando lei ha proposto ad Elly di venire con voi, Elly le ha risposto 'Non posso venire' oppure no?".
Sepidé le risponde di no.
Affranto, esce dalla stanza. In quel momento giunge la notizia che la polizia ha ritrovato il corpo di una ragazza annegata. Il fidanzato di Elly si presta al riconoscimento della giovane donna.
Dopo aver espletato questa formalità, prende la via di casa.
È davvero raro trovare ai festival (perché il mercato italiano non ne recepisce nessuno) un film iraniano che esca dagli stereotipi consolidati e legati a due location pressoché inevitabili: Teheran oppure i villaggi in cui regnano povertà e desolazione. In questo caso si è di fronte a una fortunata e assolutamente riuscita eccezione.
Lo stile di ripresa è dinamico e ricco di sottolineature non didascaliche ma ciò che più conta è la descrizione di una fascia generazionale decisamente differente rispetto all'immagine che i media ci offrono dell'Iran.
Sono trentenni che hanno una loro solidità economica e che apparentemente
differiscono dai loro coetanei occidentali solo per il fatto che le donne indossano il chador pur mostrandosi colte ed emancipate.
Emancipate?
Qui si inserisce la critica sociale di Fahradi.
Perché, come accade ovunque, il gioco di cercare di far incontrare un lui e una lei che potrebbero essere reciprocamente disponibili non può che intrigare gli amici.
Ma le regole rigide dell'onore e di una moralità dettata dalla fede religiosa non possono essere violate.
Così come non è possibile l'esercizio della sincerità.
Un regime teocratico, per quanto non possa impedire che la modernità si insinui nei varchi che riesce faticosamente ad aprire, impone l'obbligo della menzogna.
Ciò che appare non è ciò che è e chi ne è a conoscenza tace per evitare catastrofi che, invece, si configurano come inevitabili.
Fahradi riesce a trasformare un tranquillo weekend in un weekend di paura facendo assurgere la vicenda a metafora di una condizione esistenziale dominata dal potere del retaggio di tradizioni ancestrali che reclamano le loro vittime.
L'immagine che chiude il film sintetizza abilmente la difficoltà di un processo che richiederà ancora sforzi considerevoli.
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