CINEMA - Che Guevara: "L'ARGENTINO" - "LA GUERRIGLIA" - di Steven Soderbergh.

Pubblicato il da tommasoliguori50

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"Che" - L'argentino -
Film di Steven Soderbergh. Con Benicio Del Toro, Demiàn Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Mínguez, Jorge Perugorría. 2009.
Titolo originale Che: Part One. Biografico.

Il 26 novembre 1956 Fidel Castro parte verso Cuba con un gruppo di un'ottantina di ribelli.
Uno di loro è Ernesto Guevara, un medico argentino a cui presto verrà attribuito il soprannome 'Che'.
Il gruppo ha una finalità precisa: abbattere il regime dittatoriale di Fulgencio Batista sostenuto dagli americani.
Il "Che" si dimostra da subito un combattente abile particolarmente versato nell'arte della guerriglia.
Diventa così sempre più famoso tra i suoi compagni e tra la popolazione per la sua determinazione mista a una profonda passione per i più deboli e sfruttati.
Ben presto diventerà un comandante e, con la vittoria dei castristi, uno dei miti di quella rivoluzione.    
Scardinando le convenzioni della continuità, con stacchi avanti e indietro nel tempo (bello il ritorno alla terrazza del primo incontro con Fidel) e spostamenti nello spazio -dalla foresta tropicale alla sede delle Nazioni Unite - che la dicono lunga sulla versatilità del protagonista, Soderbergh parla anche di se stesso, del suo cinema, che rimbalza tra esplorazione e diplomazia, tra le immagini ultravivide dell'avventura (girate con la Redcam) e quelle declinate nel bianco e nero glamorous targato Nordamerica e società dello spettacolo.
CHE L'ARGENTINOSono due binari: da un lato si fa strada un leader, tra i colpi dell'asma e dei fucili nemici, dall'altro nasce una stella, sotto i flash dei fotografi e delle interviste romantiche.                 
Il personaggio di Che Guevara (ri)nasce nel corpo più massiccio di Benicio Del Toro (lontano anni luce dal ragazzino sensibile dei Diari della motocicletta) e si costruisce per azioni, per tono della voce, per furore dello sguardo: prima con le armi del cinema che con quelle della storia.
Quel che fa Soderbergh è esattamente questo: entrare nella dimensione esperienziale della rivoluzione, al ritmo dei passi stanchi, delle notti di veglia, delle decisioni da prendere sul momento, degli errori commessi per sempre, per raccontare di un uomo che ha fatto di un'idea una pratica, per esporci, in pratica, un'idea di cinema.
Pessimo il doppiaggio.
Voto 7-

 

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- "Che"  - La guerriglia -
Film di Steven Soderbergh. Con Demiàn Bichir, Rodrigo Santoro, Benicio Del Toro, Catalina Sandino Moreno, María D. Sosa.
Titolo originale Che: Part Two. Biografico

All'apice della gloria, Ernesto “Che” Guevara lascia Cuba a Fidel Castro e sparisce. Ricompare segretamente in Bolivia, dove riunisce un gruppo di compagni cubani e di reclute del posto per dare l'avvio all'addestramento dei ribelli che un giorno orteranno, nelle intenzioni, la rivoluzione in tutta l'America Latina, dal Perù al Cile, all'Argentina, al Brasile.
Ma il sostegno locale è scarso, il territorio inospitale, la sua presenza viene scoperta e gli scontri hanno inizio anzitempo.
Il Che, che vorrebbe raggiungere i minatori sulle Ande, viene arrestato e ucciso.
"Che" - L'Argentino era in un certo senso un'odissea, per quanto di movimento contrario, non un ritorno ma un approdo, Che – Guerriglia è un'iliade: il racconto di un assedio e di una caduta.
Bloccati dall'indifferenza della popolazione e dalla risoluzione dei potenti, che non sono disposti a permettere un'altra Cuba, il Che e i compagni non avanzano ma girano intorno, impaludati, con l'acqua fredda ormai all'altezza delle spalle e i fucili puntati addosso.
Trionfare o morire, ora; la resa non è contemplata, l'abbandono non esiste.
Solo in questa logica strettissima si spiega l'assoluta mancanza di pietà neiconfronti di chi cade.
Non c'è elaborazione del lutto, perché non c'è ingiustizia nella perdita: la fede (rivoluzionaria) giustifica e ripaga del sacrificio.
L'altra assenza più palpabile di qualsiasi presenza è quella dell'elemento femminile.
Tania è un compagno, un soldato, mentre la vittoria, la rivoluzione e la morte sono le che-la-guerriglia-2.jpeguniche donne del gruppo, entità fantasmatiche, cui si consegna,
però, niente meno che la vita.
Lo stesso Che è il fantasma di quello che era stato a Cuba, più stanco, vecchio, malato e bello; le autorità boliviane negano al mondo la sua presenza nella loro terra e lui non può indossare il proprio nome, deve diventare un altro, uno fra gli altri.
Soderbergh continua in questa seconda parte dell'opera  il suo discorso sulla posizione dell'individuo Ernesto Guevara all'interno della collettività e dell'inquadratura.
Lo spettatore fa fatica a seguire una cronaca di  gesta eroiche declinata nei piccoli dettagli, nei lunghi tempi morti della quotidianità,  nella paura che umanizza ritmi e personaggi.
In "Guerriglia" è la storia a spingere fuori il suo protagonista, nel momento in cui la popolazione non lo segue, nessuno si unisce lui.
Il "Che" è solo e noi siamo soli con lui.
Voto: 7+.

Vedi anche:

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"CHE" ED "OBAMA", DUE RIVOLUZIONI DIVERSE. (tommaso - il controcanto -)

VENTI DI CRISI, VENTI DI GUERRA (tommaso)

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