CINEMA: "L'IMBROGLIO NEL LENZUOLO", un film di Alfonso Arau.
L'imbroglio nel lenzuolo
un film di Alfonso Arau

Tratta dall’omonimo romanzo di Francesco Costa, la pellicola prodotta e interpretata da Maria Grazia Cucinotta, e diretta dal messicano Alfonso Arau, descrive l’arrivo del cinematografo in un piccolo borgo siciliano. Nel cast Geraldine Chaplin, Primo Reggiani, Anne Parillaud ed Ernesto Mahieux.
Siamo nel 1905, quando in un piccolo paesino della Sicilia sbarca il cinematografo.
La gente accorre numerosa.
Non crede ai propri occhi.
Sembra impossibile, quasi un miracolo, che quei piccoli raggi di luce siano in grado di portare la vita sopra a un lenzuolo.
Suggestioni forti e sconosciute: a vedere quel treno che corre veloce sui binari, e sembra diretto proprio lì in mezzo alla platea, qualcuno lascia rapidamente il suo posto per timore di finire schiacciato da quel po’ po’ di locomotiva.
Superate le ansie da convoglio ferroviario, poi, il fascino della Settima arte ha il sopravvento.
Riesce a catturare l’attenzione di tutti, uomini e donne d’ogni genere e casta.
Tra gli inguaribili entusiasti c’è anche Federico.
È giovane, intraprendente, sveglio e studia Medicina.
Sale d’anatomia e giuramento d’Ippocrate, però, non rientrano nei piani del ragazzo, quanto, piuttosto, nei desiderata di mamma Alma, che, per portare a casa qualche soldo, suona il pianoforte durante le pellicole mute nel teatro di don Gennarino.
È proprio lì che scocca la scintilla, Federico abbandona Ippocrate & Co. e convince don Gennarino – che si è messo in testa di produrre un film – a farsi affidare l’incarico di scrivere e poi girare la storia. Il pruriginoso mecenate vuole una protagonista femminile e desnuda per il suo La casta Susanna.
E Federico riesce a trovarla in Marianna, bellissima ragazza, povera e analfabeta, che sbarca il lunario togliendo il malocchio.
Sarà lei, inconsapevolmente, la starlette dell’opera.
La magia del lenzuolone
L’onda transalpina alzata dal cinématographe dei fratelli Auguste e Louis Lumiere
travolge lo Stivale, fino alla lontana terra di Trinacria.
Scombussolamento, gioia mista a terrore, curiosità, magia, voyeurismo: una gamma infinita di sensazioni avvolge anche gli abitanti di un piccolo borgo siculo, incantati da quelle immagini tremolanti che prendono vita su un lenzuolone bianco.
Qualcuno spia dietro.
È una roba difficile da spiegare, c’è da diventar matti.
Un macchiettistico tenutario del teatrino locale è rapito dal demone di celluloide, decide di produrre un bel film e trova nello svogliato studente di Medicina, Federico, il regista e sceneggiatore che darà un senso alla sua idea.
Una bella storia, quella narrata dal libro di Francesco Costa, che colpisce Maria Grazia Cucinotta. “Spesso mi chiedono che cosa spinge un produttore a investire in un progetto cinematografico – spiega l’attrice messinese.
Nel mio caso, il tutto è avvenuto in modo casuale.
Un giorno qualcuno ti regala un libro e tu, come per magia, pagina dopo pagina, ti innamori all’istante di quella storia e dei suoi protagonisti.
Ti innamori di un’idea che stava lì da sempre e che qualcuno con passione ha saputo raccontare, con originalità e intensa emozione!”.
Nasce così, la voglia di portare L’imbroglio nel lenzuolo sul grande schermo.
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