CLAUDE PICASSO E LE OPERE DI SUO PADRE

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

fonte: http://www.corriere.it/cultura                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

                                                                                         picasso-guernica.jpg

PARIGI - Maurice Bresnu detto Nounours cioè «Orsacchiotto» fu l'autista di Picasso negli ultimi anni di vita, dal 1966 al 1973. Anche la moglie Danielle faceva parte della servitù a Notre-Dame de Vie, una delle ville in Costa Azzurra di Picasso. Le due coppie diventarono amiche, Nounours divenne il confidente del maestro. Andavano assieme a cena fuori e a vedere la corrida, e Picasso - come sue abitudine - gli regalava spesso disegni e dipinti, con o senza dedica...

Fu tutto spontaneo? Una bella amicizia senza interesse, o una frequentazione meno pura di quanto Picasso amasse credere?

La Picasso Administration, la società che gestisce gli interessi dei suoi eredi, comincia a pensare che verso la fine della sua vita il grande pittore fu vittima di una diabolica macchinazione, orchestrata dai suoi amici più umili e per questo più fidati: Maurice Bresnu, l'autista, e Pierre Le Guennec, l'elettricista. Ladro il primo, ricettatore il secondo.

picasso-testa-di-donna_200x267-copia-1.jpgClaude Picasso, il figlio dell'autore di Guernica, vuole dimostrare che le 171 opere riemerse quasi per caso, nel settembre scorso, da un baule dimenticato nel garage dell'elettricista in pensione a Mouans-Sartoux, non sono un regalo dell'artista, ma il frutto di un furto. Organizzato insieme, secondo l'inchiesta condotta dalla Picasso Administration, da Nounours e l'elettricista. «La polizia era scoraggiata perché l'indagine si presentava molto complicata, i protagonisti sono morti - spiega l'avvocato Jean-Jacques Neuer -: Picasso nel 1973, sua moglie Jacqueline nel 1984. Noi non ci siamo arresi e abbiamo scoperto cose molto interessanti».
                                                                                      
Per cominciare, autista ed elettricista sono cugini. Maurice Bresnu è stato testimone al matrimonio di Pierre Le Guennec, che ha sempre detto di essere entrato a fare parte dei dipendenti del maestro per caso, perché Jacqueline Picasso rispose a un suo piccolo annuncio.

Falso, secondo l'avvocato degli eredi. Sarebbe stato Maurice Bresnu a piazzare Le Guennec dai Picasso, prevedendo già di approfittare della generosità del pittore e desiderando assicurarsi la presenza di un complice.

L'autista è morto nel 1991, sua moglie nel 2009, e non avevano figli, le opere donate anche a lui da Picasso sono passate a lontani cugini. Soprattutto disegni erotici, forse un centinaio tra disegni, tempere e pastelli, e 26 ceramiche.

Una parte è stata messa all'asta da Christie's nel 1998, e un'altra dovevaclaude-vestito-da-torero-1956.jpg essere messa sul mercato a Parigi il 9 dicembre 2010, ma la vendita venne rinviata dopo l'arresto dell'elettricista.

Pierre Le Guennec è accusato di ricettazione delle opere di Picasso in suo possesso. Avrebbe custodito quadri e disegni rubati dall'autista Maurice Bresnu. «Solo 7 o 8 opere ricevute dai Bresnu hanno una dedica di Picasso - ha osservato la Picasso Administration -. Il problema si pone per tutto il resto».

Gli eredi del maestro vogliono rientrare in possesso di centinaia di pezzi, e non esitano a offrire una nuova, più triste versione della vecchiaia di Picasso: un debole ingannato dalla sua corte, più che un uomo ricchissimo disinvoltamente generoso con le persone comuni.

Intanto, a Londra, Christie's ha venduto i quadri che raffigurano tre delle numerose amanti di Picasso - Dora Maar, Marie-Therese Walter e Françoise Gilot - per oltre 48 milioni di euro.

Forse turlupinato dagli amici, ma pur sempre un genio.

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olivia

 

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O
<br /> La ringrazio per le sue dotte citazioni, è stato un piacere ascoltarla. Non mancherò di venire sul suo sito. Molto cordialmente, Olivia<br />
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U
<br /> GLI EBREI FINANZIARONO IL MOVIMENTO DI RESISTENZA DEL GENERALE DE GAULLE CON IL PATRIMONIO FRANCESE DI OPERE D'ARTE ?<br /> <br /> <br /> Non é bene pensar male ma difficilmente si sbaglia. Alcuni ricordano che nel 1941, per finanziare il movimento francese di resistenza contro i nazisti, Jean Cocteau chiese aiuto ai Curatori di<br /> Musei del Sud della Francia e ad artisti ebrei o comunque "confratelli" o "compagni", di partecipare ad una inizativa segreta: quella di declassificare opere d'arte appartenenti allo Stato<br /> francese allora collaborazionista (Governo Petain), o di donare opere d'arte al Movimento di Resistenza. Ovviamente le opere sarebbero state inamovibili nei Musei fino alla fine della guerra,<br /> affinché non fosse notata la loro movimentazione dal Feldmaresciallo nazista Ermann Goering, appassionato cacciatore di opere d'arte. Il Generale De Gaulle avrebbe garantito la loro consegna ai<br /> banchieri anglo americani qualora la guerra fosse stata vinta, altrimenti tutti avrebbero perso tutto. Tuttavia i banchieri avrebbero richiesto anche delle fideiussioni che sarebbero state<br /> rilasciate dalle più rinomate ed abbienti famiglie ebree d'europa le quali, a loro vota, avrebbero richiesto come contro-garanzia delle opere d'arte che sarebbero state loro consegnate appena il<br /> trasferimento fosse stato sicuro. Dopo la fine vittoriosa della guerra (1945), il Generale De Gaulle avrebbe dovuto consegnare tali opere e continuare a pagare la restituzione rateale del<br /> prestito (concesso al Movimento di Resistenza per la durata di 70 anni, dal 1941 al 2011) tuttavia, essendo gli interessi assai alti in ragione all'alto rischio dell'esito della guerra valutato<br /> al momento della concessione del prestito, Egli avrebbe deciso di "tagliare la testa al toro" (di Sion) e di restituire il prestito. Il Generale De Gaulle avrebbe incaricato André Malraux, il neo<br /> Ministro dei Beni Culturali della Repubblica francese, di trovare una soluzione, una "escamotage": tutte le opere oggetto di garanzia sarebbero state dichiarate distrutte dai tedeschi in tempo di<br /> guerra così che si potesse configurare la richiesta di un "risarcimento dei danni di guerra". La Germania sconfitta avrebbe così consegnato una "nota di debito" che sarebbe stata "girata"<br /> alle banche Anglo-Americane, liberando il Movimento di Resistenza da questo impegno al risarcimento, mentre sarebbero rimaste attive le fideiussioni private delle faniglie ebree fino al termine<br /> della restituzione del prestito (2011). Nel frattempo le opere d'arte declassificate sarebbero rimaste nei Musei (in alcuni casi anche esposte al pubblico...), mentre ai privati fideiussori le<br /> opere sarebbero state consegnate (in Italia nel 1961) con impegno alla loro restituzione alla Francia nel 2011 ?  Questo lotto di opere di Picasso provenienti dall'elettricista di Picasso,<br />   potrebbe trattarsi di un lotto di opere consegnate a garanzia ad una importante famiglia ebraica francese la quale avrebbe così trovato un' "escamotage" per la loro restituzione alla<br /> Fondazione Picasso? Ai posteri l'ardua sentenza. Cordialmente "Joackinder" (Umberto Joackim Barbera della stirpe dei Levi-Segre), sceneggiatore cinematografico ed anch'egli hobbista collezionista<br /> di un centinaio di opere d'arte declassificate dalle rispettive Fondazioni e ritrovate dopo la guerra vittoriosa. (-:<br />
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