DELLA VALLE, BOMBASSEI, MONTEZEMOLO. IMPRENDITORI "AL POTERE"?

Pubblicato il da tommasoliguori50


Il momento potrebbe essere arrivato.

 

                                                      orizzontale-della-valle-geronzi.jpg

Il protagonismo degli industriali, sbocciato nelle ultime settimane e montato via via fino a prefigurare un vero e propri:

«partito dei padroni» - dal manifesto in 5 punti di Emma Marcegaglia alla pubblicità/invettiva di Diego Della Valle - potrebbe precipitare tutto su un solo nome, catalizzatore: Luca Cordero di Montezemolo.

Che già da tempo si sospetta voler varcare la soglia per
entrare direttamente in politica, con la sua «Italia Futura», ma che finora di fatto ha tenuto il piede entro la striscia gialla.

E però oggi il presidente della Ferrari, già numero uno della Confindustria (non è di poco conto il fatto che sia stato il predecessore e quasi il mentore di Emma Marcegaglia) potrebbe «strappare il sipario» e salire finalmente sul palco.

bombassei-e-montezemolo.jpgL'occasione gli sarebbe offerta dal discorso di inaugurazione (ben 30 minuti, oggi a Bari) della filiale pugliese della sua Fondazione, che pronunciato nel momento in cui l'Italia attraversa una pesantissima crisi
economica oltre che politica, declassata dalle agenzie di rating, potrebbe diventare il decalogo del «guru» che gli imprenditori nostrani (e non solo loro) aspettano da tempo.

E l'espressione «strappare il sipario» non l'abbiamo usata casualmente: «Il sipario strappato» è il titolo dell'editoriale di ieri di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera.

Il direttore torna a chiedere che Berlusconi si dimetta, con l'impegno a non ricandidarsi - «come in Spagna» - e spiega che il problema sta nell'immagine dell'Italia - «è a pezzi» - affermando che nessuno vuole investire nel nostro Paese proprio a causa della nostra scarsa credibilità,casini-e-montezemolo.jpg mentre «ci piaccia o no, chi investe non può non tener conto del giudizio delle agenzie di rating».

Insomma, sembra di sentire le lamentele fatte dagli imprenditori, e la volontà di una discontinuità è chiaramente comune.

Che il Corriere si faccia interprete della classe imprenditoriale non è un mistero, soprattutto ora che questa si muove in chiave antiberlusconiana: non solo il manifesto di Marcegaglia è stato percepito come un attacco al premier e al governo, ma non vanno dimenticati i «vai via» indirizzati al ministro Matteoli dall'assemblea dell'Ance Confindustria: costruttori che ieri, tra l'altro, a Milano per gli Stati generali del settore, tornavano ad affermare che «il governo ha fatto poco» (parole del presidente Paolo Buzzetti).

Ancora: significativamente l'appello di Della Valle è stato accolto con ostilità sia dal Pd che dal Pdl, mentre è piaciuto all'Udc di Casini, all'Api di Rutelli, al Fli dei finiani: a tutti quei soggetti, cioè, che potrebbero incarnare nuovi equilibri sempre tarati sul centrodestra, ma più verso il centro, con una immagine più presentabile e «moderata».

Un altro futuribile «outsider», ovvero il ministro Maroni, a cui lo stesso suo governo e la medesima sua Lega stanno visibilmente ormai stretti, ha giudicato l'appello dell'uomo Tod's «da tenere in considerazione».

Insomma, ci sarebbe tanto spazio per la discesa degli industriali in politica.

Lo notava perfino Maurizio Crozza nell'ultima satira a Ballarò: «Sono gli unici al momento a fare opposizione».

E va tenuto anche conto del fatto che i «padroni» - e il recente decalogo ultraliberista della Bce - affascinano pure il Pd, o comunque gran parte di esso.

Dall'altro lato, va ricordato che Emma Marcegaglia è in scadenza: quest'anno terrà il suo ultimo discorso a Capri senza politici (e soprattutto senza governo) sul palco.

trio terzo poloOrmai si è attaccata addosso l'etichetta di «antigovernativa»: tanto che si è ventilato che non solo Sergio Marchionne abbia fatto uscire la Fiat da Confindustria proprio per sottolineare invece la sua gratitudine all'esecutivo (per l'articolo 8) - lettura forse troppo politichese, ma tutto fa brodo - ma si è saputo che anche le Cartiere Pigna (titolare un deputato Pdl, Giorgio Jannone) usciranno, proprio perché - dice Jannone - «c'è un tandem politico fra Marcegaglia e le prese di posizione di Montezemolo: lo sbilanciamento politico di Confindustria è eccessivo».

Per il futuro gli industriali starebbero guardando all'uomo forte Alberto Bombassei, ferratissimo su relazioni industriali e contratti (quindi un osso duro, un «animale» da globalizzazione), ma insieme quella figura che - date le sue recenti critiche alle posizioni di Marcegaglia - potrebbe riannodare il filo con la Fiat di Marchionne e situare la Confindustria su argini meno «comunisti» (si fa per dire) e comunque non anti-governativi.

 fonte: http://goo.gl/7QDeS

di Antonio Sciotto

* * * * *

Vedi Anche:

"QUANDO UNA NAZIONE RINUNCIA ALLA SOVRANITA' MONETARIA OGNI ALTRO RAGIONAMENTO SULLA SUA SOVRANITA' RISULTA FUTILE"..

IL DIKTAT DI BCE LEGITTIMA L'INTERVENTISMO DI CONFINDUSTRIA E RAFFORZA L'ANIMA CENTRISTA DEL PD. bracciodiferro2

- PERCHE' L'ITALIA NON E' UN PAESE LIBERO - (Tommaso)

CRISI DEL DEBITO. LA BCE COMMISSARIA IL GOVERNO O LA DEMOCRAZIA??

DE MAGISTRIS AVEVA RAGIONE?? INCHIESTA WHY NOT, SI CELEBRA IL PROCESSO!!

  KRUGMAN. - RAGIONAMENTI SULL'EUROPA.

"GLI ERRORI DELL'EUROPA" intervista a Luciano Gallino.

ACHAB50. - "I pensierini di Achab50" 4 e non solo!! -

 



Pubblicità

Con tag POLITICA

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post