PIU' NE HANNO..PIU' NE VOGLIONO..PIU' CE NE TOLGONO..
La rivoluzione di Emma sul patrimonio degli altri
Il giorno dopo il passo indietro di Silvio, facciamo il punto sulla proposta shock della leader degli industriali, la patrimoniale. Molti ne parlano, qualcuno si sorprende, lei la invoca ma in cambio chiede molto.
Nel day after della resa di Silvio Berlusconi consegnata nelle mani del
capo dello Stato, ecco ripartire con maggior vigore il dibattito sul “che fare”, nel tentativo di porre rimedio all’attacco dei mercati all’Italia, rispondendo alla semplice domanda: cosa si attendono gli speculatori per evitare di bersagliare i titoli del nostro debito sovrano?
La risposta è presto detta. Un governo di unità nazionale che dia certezze rispetto all’attuazione delle manovre lacrime e sangue che l’Europa ci impone. Un programma ambizioso, da attuare in tempi rapidi, non può che essere sostenuto da una grossa coalizione, che operi di concerto con le parti sociali. Ad esempio Confindustria, che non ha lesinato critiche a un governo Berlusconi troppo “timido” sulle riforme strutturali. Le proposte della Marcegaglia ben si sposano con i diktat di Bruxelles.
Tutte quante, tranne una: la patrimoniale. E siccome su questa proposta si è scatenato un dibattito che non trova fine, cerchiamo di fare chiarezza.
Quale patrimoniale?
Gli industriali vorrebbero “una patrimoniale non progressiva sulle persone fisiche”, vale a dire un’imposta che colpirebbe i beni immobili e mobili del contribuente fornendo in questo modo gettito extra per far fronte all’emergenza.
Per che cosa?
Questo gettito servirebbe a ridurre le tasse alle imprese nel tentativo di far ripartire la crescita.
Cosa in cambio?
Vendita di beni pubblici, meno Stato e burocrazia. Maggiore flessibilità nel mercato del lavoro.
Chi pagherebbe?
Pagherebbe maggiormente il ceto medio e coloro che già pagano le tasse. Come ricordato ad Articolotre dal professor Bondonio, infatti, c’è il rischio di far pagare due volte chi già le paga. I furbetti potrebbero dunque scamparla. Inoltre, la patrimoniale trova giustificazione soprattutto nell’elevatissima evasione fiscale nazionale. Ma immaginiamo che Tizio e Caio guadagnino entrambi 100. Se Tizio, con un’altissima propensione al consumo, spende tutto il suo reddito in vacanze, e Caio invece si compra una casa, quest’ultimo dovrebbe pagare anche sulla casa, dopo aver pagato l’imposta sul reddito. Insomma, pur partendo dallo stesso guadagno Tizio contribuirebbe meno alla spesa pubblica.
Perchè lo chiede?
Perché i grandi patrimoni, intestati molto spesso a società, più o meno di comodo, non verrebbero toccati. E si tratta, ad esempio, del 10 per cento degli immobili residenziali in Italia. Inoltre, la non progressività avrebbe la conseguenza di penalizzare maggiormente i patrimoni meno consistenti. Dunque, gli industriali chiedono che paghino tutti per coprire meno tasse per loro. Scandalo? Nient’affatto, la Marcegaglia fa solo quello per la quale è stata eletta.
Chi la sostiene?
Il governo Berlusconi si è da sempre dichiarato contrario. Il Terzo Polo e il Pd sono favorevoli alla proposta della Confindustria, in particolare nel colpire solo gli immobili delle famiglie. L’Idv si è detto possibilista, mentre Sel e Fds vorrebbero tassare solo i grandi patrimoni. Attraverso l’imposizione della patrimoniale si otterrebbero risorse extra senza penalizzare eccessivamente i consumi.
Ma ha buon gioco chi sostiene che se di patrimoniale si vuole parlare, debba essere intesa nel modo più ampio possibile. Per evitare che i soliti dannati paghino pure stavolta. Con la beffa di credere che anche gli altri abbiano dato una mano.
fonte: http://goo.gl/2ZAa2
di Lorenzo Mauro