EUROPA TRA INFLAZIONE, DEFLAZIONE E DEBITI (Tommaso)
Europa tra inflazione, deflazione e debiti.
Perchè Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo non possono "fallire" e nemmeno ristrutturare il debito affinchè sia più agevole rimborsarlo?
La Germania, o meglio le banche tedesche hanno prestato a Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo 569 miliardi di dollari.
,Il Regno Unito o meglio, le banche inglesi 431 miliardi.
Francia e le sue banche 380 miliardi.
L’Italia ha un' esposizione di soli 81 miliardi e sembra quindi potenzialmente isolata dalla crisi
, ma potrebbe subire il cosiddetto effetto domino.
Non possiamo aiutare i paesi a rischio perchè l'"azzardo morale", da chiunque venga commesso, deve essere punito.
Non possiamo lasciarli fallire, perchè metteremmo in seri guai i risparmiatori Tedeschi, Francesi e Inglesi.
Si ripeterebbe un nuovo caso "Argentina" che tanta ripercussione ha avuto anche in Italia.
Come già è avvenuto per i Paesi del terzo mondo, imponiamo loro piani di austerità severissimi, che tante sofferenze impongono a questi popoli al solo fine di riscuotere integralmente i nostri crediti, interessi compresi.
Queste misure dovrebbero provocare la cosiddetta "svalutazione interna"
che attraverso l'abbattimento dei salari e del welfare renderebbero competitivi
questi Paesi.
Ma, neanche questi sacrifici sembrano dare i loro frutti.
Oltre al danno anche la beffa!
Per quanto concerne il contesto internazionale il prezzo del petrolio e delle materie prime sono alle stelle.
Importiamo inflazione.
Siamo costretti ad alzare i tassi di interesse, che potrebbero spingerci verso una stagnazione o peggio verso una recessione.
Il quadro è articolato.
Secondo Paul Krugman, recente premio Nobel "assistiamo al ritorno dell'economia della depressione.
A suo giudizio se ne esce attuando moderate politiche di stampo keynesiano.
L'Europa, proclami a parte, segue politiche rigidamente liberiste".
Chi ha ragione?
La situazione è in continua evoluzione.
Queste dispute potrebbero essere superate dall'urgenza dei fatti.
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