Evviva gli Emma - Boys (L'Ingenuo)
Economisti liberisti di destra e di sinistra (?!) ci dicono che la globalizzazione ci deve imporre necessariamente la privazione di qualche (qualche? o tutti?) diritto e ispirati manutengoli della Marcegaglia affermano: "Nei paesi che crescono si lavora dieci ore al giorno... Non è tirannia sono le leggi del mercato".
Pensavo l'Italia fosse un paese già cresciutello ma evidentemente mi sbagliavo... Comunque
sia, nei paesi civili che crescono si lavora otto al giorno a quanto mi consta: a meno che non si voglia considerare la Germania un paese in decrescita. Il piccolo problema della produttività e della resa delle ore lavorate sembra secondario per questi soloni confindustriali che pensano di risolvere tutto attraverso l'aumento dell'orario lavorativo: forse costa meno a loro retribuire un maggior numero di ore che investire in innovazione per accrescere la produttività, migliorando tanto la qualità del loro prodotto
quanto le condizioni di vita dei propri dipendenti.
Eppure sul Reno si investe di più in migliorie produttive e si pagano pure meglio i dipendenti senza imporre loro orari sino-indiani come vorrebbero gli Emma-boys adesso terrorizzati da feste che spuntano come funghi (vedi 17 marzo).
Eppure i cinesi e gli indiani dovremmo inondarli di prodotti di qualità invece di imitarli negli orari di lavoro: stranamente il nostro orgoglio industriale sabaudo è assente su quei mercati dove i pelandroni renani invece ottengono successi di vendita crescenti: non bastano certo le griffe modaiole e la sola Ferrari, prodotto necessariamente di nicchia, a farci reggire come competitors.
"La Cina è una grande realtà con la quale dobbiamo confrontarci" ciancia John Elkann che probabilmente si misura solo con involtini primavera e gamberi in agrodolce in qualche ristorante cinese chic di Torino...
Meditiamo, meditiamo, meditiamo...
L'Ingenuo