FEDERAZIONE RUSSA: STRAGE IN DAGESTAN

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

                                                     Makhachkala  dopo l'attentato                       800_dagestan_russia_explosion_ap_110922.jpg                                                              
Un doppio attentato dinamitardo ha sconvolto il centro della capitale del Dagestan, Makhachkala, provocando secondo un primo bilancio sei morti e 61 feriti.

L’attentato, compiuto con due autobomba fatte esplodere a un quarto d’ora di distanza, ha colpito soprattutto le forze di polizia locali, nelle cui file si contano gran parte delle vittime.

La prima autobomba è scoppiata verso mezzanotte vicino all’ufficio regionale della polizia stradale; la seconda, poco distante, è esplosa quando sul posto sono accorse parecchie auto della polizia per i soccorsi, secondo uno schema fin troppo classico.

Il Dagestan è ormai diventato il punto di massima concentrazione della violenza nella Federazione Russa, e la polizia repubblicana è da tempo il bersaglio più colpito da bombe e agguati micidiali.

                                                                                              Dagestan.jpg

Difficile individuare con precisione gli autori degli attacchi, perché la regione vede una sovrapposizione continua tra le azioni dei gruppi terroristi islamisti e separatisti e quelle condotte invece dalle numerose bande legate a mafie etnico-politiche in lotta tra loro per il potere e gli affari.

La stessa polizia non appare come un corpo unitario ma è divisa secondo linee di appartenenza di clan spesso in conflitto tra loro.

Su un altro fronte, va registrato il fatto che diversi media hanno individuato i tre ceceni uccisi da un killer a Istanbul venerdì come membri del gruppo terrorista responsabile del sanguinoso attentato del gennaio scorso all’aeroporto moscovita di Domodedovo (37 morti). 

                                       167028537.jpgSecondo la versione accreditata dalla stampa, Berg-Khazh Musaev, Rustam Altemirov e Zaurbek Amriev sarebbero stati membri del gruppo islamista guidato dall’emiro Dokku Umarov e la loro uccisione sarebbe stata organizzata direttamente dal FSB (il servizio di sicurezza russo) attraverso un suo killer professionista, che la stampa russa e turca ha individuato in Aleksandr Zhirkov, 55 anni, un ufficiale che viaggia con passaporto diplomatico e che sarebbe responsabile anche di almeno due altre uccisioni “legali” di fuorusciti ceceni in Turchia.


La Russia, ricordiamo, al pari degli Stati Uniti ha reintrodotto de facto la pena di morte con una legge del 2006 che ha reso legale l’uccisione senza processo di presunti terroristi.

FSB-officer.gifLa legge fu voluta dall’allora presidente Putin dopo che in Iraq un gruppo di al Qaeda aveva rapito e ucciso quattro funzionari dell’ambasciata russa: l’ordine fu di “trovare e annientare” i responsabili, anche all’estero, e venne poi esteso a tutti i casi di terrorismo.

Secondo i giornali turchi, all’uopo sarebbe stato costituito un gruppo speciale del FSB, con sede a Berlino.

Singolare coincidenza, nello stesso giorno in cui i tre fuorusciti ceceni venivano uccisi a Istanbul, il tribunale di Mosca mandava liberi Fatima Yevloyeva e Umar Aushyev, rispettivamente sorella e amico di uno degli attentatori di Domodedovo, sollevandoli dall’accusa di complicità nella strage.

 fonte: http://goo.gl/WrM6Q

di Astrit Dakli

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