FILM -TV : "QUALCOSA DI TRAVOLGENTE" STUDIO UNIVERSA , 1° FEBBRAIO ore 21,15 - Un film di Jonathan Demme. Con Ray Liotta, Jeff Daniels, Melanie Griffith, George 'Red' Schwartz, Leib Lensky. 1986 -

Pubblicato il da tommasoliguori50


Verticaale-locandina.jpgQualcosa di travolgente

Un travolgente processo di trasformazione on the road di una femme fatale e di uno yuppie conformista

Marzia Gandolfi    

Un film di Jonathan Demme. Con Ray Liotta, Jeff Daniels, Melanie Griffith, George 'Red' Schwartz, Leib Lensky. 1986 - Thriller -
Charlie Driggs vive a New York una vita noiosa fino a quando non incontra Lulu, una giovane donna disinibita che lo convince a seguirla in un week-end di sesso, alcool e stravaganze. Affascinato e sedotto dalle grazie e dalle manette di Lulu, Charlie si rivela sorprendentemente brillante, intraprendente e trasgressivo. Qualche chilometro, motel e ristorante dopo Charlie scopre che la seduttrice in black sta dissimulando la sua vera identità, quella di Audrey Hankel, cresciuta in Pennsylvania con una madre fintamente ingenua e un marito poco raccomandabile. Ray Sinclair, uscito di galera e deciso a "riconquistare" il cuore di Audrey, intralcia i due amanti in ogni modo e con ogni mezzo. Sarà l'inizio di una fuga on the road che si concluderà a New York.
Negli anni Ottanta il cinema di Jonathan Demme è colorato di colori vivi e primari, le sceneggiature sono brillanti ed estroverse, la musica traboccante di esotismo e allegria, i personaggi eccentrici e stravaganti. Al centro di Qualcosa di travolgente, come di Una vedova allegra ma non troppo, c'è un personaggio alle prese col suo processo di trasformazione. Una storia di redenzione complicata da virate improvvise che fanno scartare il registro del film: dal comico al sentimentale, dal sentimentale all'action, dall'action al thriller. Charlie è un imbranato con villetta suburbana e una Ford Station Wagon, Lulu è una trasgressiva con 1-copia-22.jpgappartamento in stile multietnico nell'East Side e un libro di Frida Kahlo. La storia in apparenza è semplice: il pavido Charlie dovrà liberare il represso che c'è in lui trasgredendo con l'impulsiva Lulu. Ma il tono scanzonato del film e l'ostentata volontà di un lieto fine non impediscono di contare i momenti non rari in cui il discorso di Demme si fa esplicitamente politico (vedi il racconto di Ray sugli afroamericani e sulle rapine ai negozianti). Perchè il suo cinema, fin dagli esordi, si vuole politico, "femminista" e impegnato su alcune specifiche cause umane e sociali. Questa intenzione si può leggere soprattutto nei suoi protagonisti, emarginati verso cui Demme esibisce una spiccata solidarietà e simpatia. Il personaggio di Lulu, una "travolgente" Melanie Griffith, interpreta alla perfezione la volontà dell'autore, aprendosi ai contatti e alle relazioni umane, deprecando il razzismo (legge Winnie Mandela), non curandosi delle apparenze, trasgredendo i comportamenti conformisti.
4-copia-4.jpgResta però un dubbio sul senso del disubbidire di Lulu/Audrey: l'impulsività femminile può essere accettata fino a un certo punto, limite entro il quale il maschio ragionevole (il Charlie di Jeff Daniels) deve ricondurla ed esorcizzarla attraverso la morte del vero ribelle: il cattivo Ray di Liotta. Rimossa la trasgressione e inibita l'emotività di Lulu, il principio femminile viene integrato e temperato dentro un abito elegantemente borghese. Questa volta è Charlie a invitarla a salire sull'auto, a prendere il volante e a guidarla nella vita. Da soggetto "travolgente" Lulu diventa oggetto del desiderio conteso tra due uomini, da forza liberatrice a "bellezza" salvata dall'eroe virile. I conti non tornano, il riscatto femminile nemmeno.

Marzia Gandolfi

fonte : mymovies.it
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=19518

 

 

 


 

 

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