FOTOGRAFI : JOAN COLOM
Joan Colom in mostra a Barcellona
La fondazione Foto Colectania in Barcelona, propone al pubblico un lavoro
classico di uno dei più importanti fotoreporter spagnoli degli anni ’50, Joan Colom, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente. Lo spazio, vero e proprio riferimento del movimento fotografico internazionale contemporaneo, ha nella tradizione e innavazione delle sue linee guida, un forte veicolo attrattivo per quell’utenza caratterizzata da differenti estimatori coinvolgendo in particolar modo gli studenti delle molteplici scuole dell’immagine sorte nella capitale catalana negli ultimi 40 anni, periodo in cui il franchismo viene fortemente annullato dai differenti movimenti giovanili e reazionari nei confronti del “padre padrone” e del suo atteggiamento ostile, prevaricatore e dannoso in un periodo storico europeo molto delicato specialmente dal punto di vista esistenziale. In questo contesto, il lavoro di Colom assume connotazioni liberatorie nel vedere la vita di strada di uno dei quartieri più avventurosi di Barcelona : il “Raval” o anche detto “barrio chino”. Con il tempo invece lo spessore documentario assume maggiore importanza specialmente se comparato
alla realtà quotidiana del quartiere in cui le dinamiche rimangono perlopiù le stesse mentre che sono i tratti somatici a differenziarsi manifestando in questo caso la forte presenza di giovani ragazze dell’est. I protagonisti di “gent del carrer” (gente di strada) infatti sono perlopiù soggetti coinvolti nei goliardici siparietti tra donne e uomini alla ricerca di un investimento per la soddisfazione delle necessità istintive ; il mestiere più antico al mondo, nel lavoro di Colom, assume forti caratteri teatrali cui scena reale della vita quotidiana propone differenti riflessioni che vanno da quelle più comprensive a quelle più moralizzanti. In ogni caso…the show must go on! Le numerose immagini montate creativamente a coppia su un unico supporto, stabiliscono un simpatico dialogo per l’utente davanti alle forti silhouette ed espressioni cariche di stupore. Il netto ritaglio e la verticalità dell’immagine per quel tipo di fotografia documentaristica, fanno del lavoro di Colom una vera e propria innovazione linguistica tanto superficialmente criticabile da quei canoni strutturali per la definizione ed incasellamento mentale nella lettura dell’immagine. Per i curiosi della
modalità di scatto, Colom si contraddistingue per aver colto l’attimo senza vedere in macchina, sistemando a priori la distanza di messa a fuoco e scattando generalmente con la macchina nascosta da una giacca. Tale
modalità risulta fondamentale nei casi di pericolo. Colom, qualche anno fa in un incontro con un gruppo di lavoro (me compreso), poneva molta attenzione a questo tipo di atteggiamento fondamentale per quel soggetto di strada che farebbe rinunciare a molti. In ogni caso, sono proprio queste le situazioni in cui il fotografo sviluppa quel sesto senso fondamentale per seguire la propria curiosità ; una curiosità che a volte può portare ad alcuni problemi come quello di trovarsi nel posto
sbagliato e al momento sbagliato. Forse l’importante anche in questo caso è apprendere la lezione e accettare la realtà.. Un grazie all’autore per la sua sensibilità nel rendere visibile qualcosa di proibito… (da chi poi ?). Il suo lavoro è stato accostato qualche volta a quello di Antoine d’Agata (Magnum Photo) ma personalmente preferisco l’approccio di Colom.
di Rodolfo M. Rocca
fonte : fratellitartaglione.org
http://goo.gl/jT8SX
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