GALILEO FU IL PRIMO ESEMPIO DI FUGA DEI CERVELLI - di Marco Paolini
Galileo? Un personaggio vitalissimo, uno straordinario uomo di scienza, «ma anche pieno di contraddizioni: di errori ne ha fatti tanti, ha preso molte cantonate e nella vita privata era un disastro!».
Parola di Marco Paolini. Affabulatore torrenziale e inarrestabile, l'attore ha aperto la stagione del Teatro Stabile di Roma, (al Teatro Argentina fino a domenica), con «ITIS Galileo», spettacolo scritto con Francesco Niccolini, grazie alla consulenza scientifica di Stefano Gattei e a quella storica di Giovanni De Martis.
Parabola semiseria sullo scienziato di Pisa, dissertazione ampia e approfondita su splendori e miserie di un protagonista davvero speciale della nostra storia. Insomma, la irresistibile ascesa di un «astro», è proprio il caso di dire, che dopo gli onori conoscerà gli orrori del carcere e l'umiliazione dell'abiura, morendo poi vecchio e cieco agli «arresti domiciliari» (dice sempre Paolini) nella sua villa vicino a Firenze.
Marco Paolini, 55 anni, ha aperto la stagione del Teatro Stabile di Roma
La sigla riportata nel titolo, ITIS (ovvero istituto tecnico industriale) rimanda al mondo della scuola, perché l'intento didattico-pedagogico, come sempre nell'attore bellunese, prevarica persino lo sforzo drammaturgico e lo scopo artistico.
Una lezione di «impegno civile» anche questa, come quelle cui ci ha abituato sin dai tempi di «Vajont», dove il palcoscenico rigorosamente spoglio si trasforma ben presto in luogo di analisi di un fenomeno, che viene sviscerato, scandagliato e quindi consegnato alla riflessione del pubblico.
Il pretesto stavolta è l'avventura umana e intellettuale del padre della scienza moderna, ma il fine è quello di condurre un ragionamento irriverente e caustico sui rapporti tra fede, ragione e superstizione. Perché Galileo, «che usa il pensiero», nell'epoca oscura in cui visse era una «mina vagante»: unico elemento simbolico che compare in palcoscenico, sospesa in alto come un pendolo.
Paolini ripercorre l'intero tragitto esistenziale di Galileo, prendendo spunto dal celebre «Dialogo sui due massimi sistemi del mondo», e fioccano le battute sagaci: «Ma perché, dopo la rivoluzione copernicana, la mattina noi apriamo il giornale e continuiamo a leggere l'oroscopo delle stelle fisse di Tolomeo?». E ancora: «Galileo non si è mai laureato in matematica... ed è stato il più giovane precario assunto in una università». «Quando dall'università di Pisa si trasferì a quella di Padova, dove gli era stata offerta una prestigiosa cattedra, fu il primo esempio di fuga di cervelli all'estero... sì, perché all'epoca, andare da Pisa a Padova era come emigrare in un'altra nazione!».
Poi Paolini scantona nella sfera privata, quella dell'uomo Galileo: la relazione con Marina Gamba, donna da cui ebbe tre figli («... nati dalla fornicazione»), le beghe, il disbrigo degli affari domestici... «e anche le grettezze», sottolinea sornione l'affabulatore che, pur riconoscendo la «simpatia» dello scienziato, non gli risparmia critiche e giudizi taglienti. Ma la parte più spassosa dello spettacolo arriva quando vengono i nodi al pettine con la Chiesa.
Qui Paolini usa un vocabolario («il Vaticano avvia un dossieraggio su Galileo») e dei riferimenti a personaggi di oggi, che divertono la platea: «Ve l'immaginate voi l'incontro di papa Urbano VIII e Galileo? È come pensare a un dialogo tra papa Ratzinger e Margherita Hack!».
Alla fine il tribunale dell'Inquisizione e l'accusa di eresia: «Viene convocato a Roma, ma lui è già vecchio e malato. Vorrebbe mandare un certificato medico, ma il ministro Brunetta minaccia la visita del medico fiscale... Galileo si rassegna e, per paura di far la fine di Giordano Bruno, abiura: "Sono stato frainteso... è colpa della solita stampa!"».
fonte: http://goo.gl/DmXbX
Emilia Costantini
* * * * *
Vedi Anche:
LIBRI . "IL SUGGERITORE" di Donato Carrisi.
"Non uccidere" pellicola antimilitarista di Autant-Lara, censurata 50anni fa.
PITTORI: JACK VETTRIANO E LA SUA VENA EROTICA
MUSICA . "ODD SOUL" dei Mutemath con video
BIOGRAFIA DI JOSEPHINE BAKER E DELLA SUA "TRIBU' ARC-EN-CIEL"
CINEMA: "L'ORA DI RELIGIONE" un film diretto da MARCO BELLOCCHIO