GAZA: IL COMITATO DELL'ONU DENUNCIA "IL DISPREZZO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE"

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

fonte: http://www.freedomflotilla.it/


La scorsa settimana, per la prima volta in 43 anni, i membri del Comitato speciale dell’Onu che ha il compito di indagare sulle politiche israeliane nei Territori Occupati palestinesi, ha ottenuto dall’Egitto post-Mubarak la possibilità di entrare a Gaza attraverso il valico di Rafah. La visita ha ulteriormente rafforzato la denuncia, da parte della commissione, delle condizioni terribili vissute dalla popolazione palestinese e del devastante impatto del blocco economico imposto da Israele, come già evidenziato in diversi rapporti del Comitato, pubblicati in occasione di precedenti sedute al Cairo, Amman e Damasco, in base alle testimonianze dei palestinesi della West Bank e di Gaza.

La relazione del Comitato ha sottolineato il “continuo disprezzo degli obblighi previsti dal diritto internazionale”, “l’esclusione dall’agricoltura del 35 per cento del territorio di Gaza a causa della zona cuscinetto lungo il confine”, “la limitazione a sole 3 miglia nautiche delle zone di pesca”, “la distruzione dell’economia palestinese”, “l’impossibilità di introdurre materiali da ricostruzione dopo gli attacchi israeliani del dicembre 2008 e gennaio 2009”.

Da anni, ormai, il movimento internazionale di solidarietà con il popolo palestinese si sforza di portare all’attenzione della comunità internazionale e dell’opinione pubblica la situazione economica, sanitaria, sociale della popolazione di Gaza sotto assedio e di tutto il popolo palestinese sotto occupazione. Lo ha fatto anche recentemente, tentando di raggiungere la Striscia di Gaza con la Freedom Flotilla 2 e la West Bank con l’iniziativa “Benvenuti in Palestina”. Iniziative che si sono scontrate direttamente e concretamente con il sistema di complicità internazionale che, mentre permette a Israele di proseguire le sue politiche, contribuisce attivamente ai tentativi di neutralizzare la solidarietà della società civile internazionale.

Che la denuncia delle politiche israeliane e della continua violazione della legalità internazionale arrivi dal Comitato speciale delle Nazioni Unite è un buon segnale. E’ ora, però, che alle denunce seguano iniziative concrete da parte di quegli organismi che devono garantire il rispetto delle oltre 70 risoluzioni violate da Israele. Finché ciò non avverrà, relazioni e risoluzioni rimarranno solo parole e il popolo palestinese continuerà a lottare per la sua liberazione, sostenuto da un movimento internazionale più deciso che mai.

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olivia 

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