GLI INTERESSI COMMERCIALI DELLA CINA IN AFRICA

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

La potenza asiatica compra terre e importa materie prime a prezzi ribassati. Allarme della Fao

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Una forma di moderno colonialismo sta caratterizzando i territori dell’Africa in questi ultimi anni. Si chiama land grabbing, ed è l’appropriazione (tramite affitto o acquisto) di grandi appezzamenti di terreni ad uso agricolo. La Coldiretti lancia l’allarme: "La Cina ha già acquistato oltre tre milioni di ettari di terreno per una superficie pari al Lazio e all’Abruzzo insieme - soprattutto in Africa e Sud America per scopi agricoli ma l’interesse all’accaparramento di terra si estende anche alle risorse minerarie ed energetiche che vengono sottratte alle comunità locali".

L’interesse commerciale della Cina nei confronti dell’Africa è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, passando da un giro d’affari di 11 miliardi di dollari nel 2000 a 90 nel 2009.

L’economia cinese, in continuo sviluppo, necessita di risorse energetiche, presenti in grandi quantità sul territorio africano, e di un ampliamento del bacino commerciale nel quale far circolare i prodotti manifatturieri.

ChinaCycle.jpgI dati relativi al 2009 confermano questa tendenza: il 64% delle importazioni cinesi dall’Africa era costituito da petrolio greggio, che sommato a minerali, metalli, pietre preziose e legnami arrivava al 90% delle merci. La Cina, come riportato in una nota del Forum di Cooperazione sino-africana, è diventata la più importante destinazione delle esportazioni africane con scambi commerciali che, nel 2010, hanno raggiunto 25,6 miliardi di dollari.

Per riuscire ad ottenere simili risultati, il governo cinese ha facilitato le operazioni commerciali, stabilendo l’abbassamento dei dazi per aprire maggiormente il mercato nazionale ai prodotti africani e, sul fronte finanziario, ha creato un fondo da 10 miliardi di dollari per garantire crediti agevolati e sostenere gli investimenti.

Al centro di queste manovre economiche ci sono anche due istituzioni pubbliche: la China Exim Bank, che si occupa del sostegno e dello sviluppo dei rapporti commerciali nazionali, e la Sinosure, una compagnia di assicurazioni alle esportazioni e ai crediti.

La China Exim Bank è la terza banca più grande al mondo per il credito alle esportazioni. A differenza della maggior parte delle banche commerciali che applicano l’Equator Principle, cioè un codice di regolamentazione per i finanziamenti approvato dalla Banca Mondiale nel 2003, la Exim BankCinesi-in-Africa.jpg ignora queste forme di disciplina in materia commerciale, risultando così avvantaggiata sui paesi occidentali che operano sullo stesso mercato.

La Sinosure, che ha un capitale sociale di 580 milioni di dollari messi a disposizione dallo Stato, è l’unico istituto della Cina che si occupa di assicurare le esportazioni e gli investimenti esteri, e nel 2007 il 26% delle sue operazioni a medio e lungo termine erano concentrate in Africa.

Il progetto economico cinese, inoltre, come già affermato dall’Ocse nel 2008, è di legare gli investimenti diretti all’estero agli aiuti allo sviluppo erogati dal governo. I dati in questo senso sono frammentari dato che la Cina non è membro del Comitato d’aiuto allo sviluppo dell’Ocse che monitorizza i fondi internazionali, ma si stima che nel 2006 il totale dei prestiti e delle linee di credito ammontasse a circa 19 miliardi di dollari, destinati ad Angola, Guinea equatoriale, Gabon, Nigeria e Repubblica del Congo.

Queste manovre, come afferma Coldiretti, "hanno portato ouvriers-chinois.jpgall’insediamento di 14 aziende di Stato in Zambia, Zimbawe, Uganda e Tanzania e si prevede che presto che un milione di nuovi imprenditori agricoli cinesi potrebbe essere presente nel continente africano".

Ma il pericolo più imminente legato al land grabbing, come anche denunciato dalla Fao, che tra gli altri progetti, si occupa anche di finanziamenti per lo sviluppo rurale, è di aggravare le condizioni di crisi economica e alimentare dell’Africa che ora più che mai sta cercando soluzioni concrete e a lungo termine per debellare la fame, soprattutto attraverso lo sfruttamento agricolo del territorio.

Un progetto non realizzabile se i terreni vengono acquistati e utilizzati da altri.

fonte:  http://goo.gl/IDIIY
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C
<br /> mi  sembra  che  i  cinesi  arrivano  semplicemente  con  un  ritardo  di  50  anni  con  la  nostra  stessa <br /> politica.  nulla  di  nuovo  insomma.  dopo  la  colonizzazione-dove  avevamo  già  derubato  il  derubabile- sono  come <br /> detto 50  anni  che  sfruttiamo  lo  sfruttabile  portando  in  europa  o  in  america  ciô'  che  ci  serve <br /> lasciando  nel  paese  africano  solo  una  misera  percentuale  a  dei  capi  fantoccio  che  poi  immediatamente <br /> portano  quei  soldi  nelle  nostre  banche  invece  di  reinvestirli  a  casa  loro.<br />
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