GOVERNO TECNIC: DAL "DON GIOVANNI" ALLA "MESSA DI REQUIEM"!!

Pubblicato il da tommasoliguori50

 


 

 

 

Bavaglio tecnico

di Norma Rangeri
La ricchezza che non c'era, per vent'anni è apparsa ogni giorno sui nostri schermi, obbligandoci a guardarla, ammirarla, sognarla. Una grande bolla mediatica che ha oscurato la verità agli italiani alimentando il populismo e offrendo un un formidabile sostegno al neoliberismo. Il governo Monti ha squarciato il velo mostrando una realtà cruda che la sua manovra ora rende feroce colpendo i pensionati da mille euro al mese.

 
Tuttavia, liberarsi dalla disinformazione, dal potere della manipolazione non sarà semplice, è l'eredità più profonda del berlusconismo e Berlusconi non si è ritirato a vita privata, è ancora il guardiano della comunicazione. Fiorello è bravissimo e i formidabili ascolti segnalano il gradimento verso il cambiamento. Ma l'oscuramento della diretta sulla cruciale conferenza stampa del presidente del consiglio, interrotta per mandare i onda il quiz di Frizzi parla da solo e la vespizzazione di Monti è la continuità che non ti aspetti. Non sappiamo se e quando la più grande azienda culturale del paese uscirà dal tunnel, né quale impegno il governo metterà nella vicenda delle frequenze regalate a Mediaset e Rai. Dicono che il ministro Passera avrebbe intenzione di aprire il dossier, ma senza crederci troppo.
Purtroppo, invece, sappiamo, per averlo scoperto ieri nelle pieghe della manovra economica, che i fondi all'editoria in cooperativa e no-profit saranno eliminati.

 


 

 

L'opera che Tremonti aveva iniziato ora Monti (per interposto sottosegretario all'editoria) si preoccuperà di completare. Niente più contributi diretti, e dal 2013 forse una riforma che consentirà di distribuire risorse (sempre che il pareggio di bilancio lo consenta) ai giornali in crisi o a quelli che ammoderneranno le tecnologie. Peccato che, nel frattempo, le cento testate (e 400 mila copie vendute) già in apnea con il sistema bancario, soffocheranno e quel che non è riuscito al tycoon di Arcore sarà fatto dai professori, con un'operazione politicamente indecente e, naturalmente, tecnicamente perfetta.
Lasciare affogare il mondo dell'editoria pura, non eterodiretta da conflitti di interessi, avrebbe una sua crudele coerenza: esercitando la forza con i deboli colpendo, dopo i pensionati, le piccole e medie imprese senza padroni.

Le nostre critiche al governo di Mario Monti sono radicali, ma non gratuite e sulle nostre pagine lettori e collaboratori discutono se «baciare il rospo», slogan ormai famoso coniato ai tempi del governo Dini. Una compagine ministeriale di illuminati dovrebbe apprezzare la libertà di chi esprime un'altra visione del mondo, rispettare le voci del dissenso anziché tacitarle come nella peggiore tradizione del berlusconismo.

fonte: il manifesto.it
http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6014/

 

 

bracciodiferro2


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