IL DIRITTO DI MORIRE A MODO NOSTRO - paola

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

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La Camera ha rinviato al mese di marzo la discussione sul progetto di legge che disciplina il "come dobbiamo morire", anche se la nostra Costituzione dice che «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario».

Questo vuol dire che ogni cittadino italiano, nel pieno delle sue facoltà mentali, è padrone di decidere se, nel corso o alla fine della propria vita, vuole curarsi o meno.

E se, per grave malattia o improvvisa disgrazia, viene a mancare la sua possibilità decisionale, cosa succede? 

Verrebbe espropriato del potere di governare liberamente la propria vita.

La nostra volontà, insomma, è solo un "orientamento", ma di fatto siamo nelle mani di ciò che decide "un politico medico" non "il nostro medico".

Rodotà :
"Una politica incapace di guardare ai problemi veri della società si fa di colpo prepotente, si dichiara padrona dei corpi delle persone, pretende di impadronirsi davvero delle vite degli altri".

Il presidente del Consiglio dichiara che "su temi etici e scuole cattoliche terrà conto delle indicazioni della gerarchia ecclesiastica", trasformando in offerta sacrificale i diritti dei cittadini, incurante di quel che dice la Costituzione.

Dichiarazione ancor più inquietante perché seguita dall'intenzione di riformare la Corte Costituzionale, che di quei diritti è custode.
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Le "dichiarazioni anticipate di trattamento" sono vere macchine inutili, frutto di un delirio burocratico che impone faticose procedure alla fine delle quali vi è il nulla, visto che sono prive di ogni forza vincolante.

Diritto alla salute art,32: "La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

È una delle dichiarazioni più forti della nostra Costituzione, una sorta di nuovo habeas corpus, con il quale l'Assemblea costituente, promette ai cittadini che non "metterà la mano" su di loro, sulla loro vita.

Non siamo soltanto di fronte ad una "legge truffa", ma all'abbandono del lungo cammino che, partito dalle esperienze tragiche delle tirannie del Novecento che si erano violentemente impadronite dei corpi delle persone, era approdato all'affermazione netta della essenzialità del consenso dell'interessato.

La persona, considerata prima come oggetto del potere politico e sottomessa alla volontà del medico, trovava così la sua libertà, la sua pienezza di "soggetto morale". Non è un caso che la prima dichiarazione dei diritti del nuovo millennio, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, abbia voluto affermare, insieme, l'inviolabilità della dignità della persona e il rispetto del suo consenso libero e informato.
                                                                                              LUCA COSCIONI
La riconsegna della persona e del suo corpo al potere politico e al potere medico, che sarebbe l'esito vero dell'approvazione del progetto di legge, è fondata su due affermazioni ideologiche.

La prima: l'essere la vita "indisponibile", mentre è vero l'opposto, come dimostra l'ormai consolidato diritto al rifiuto e alla sospensione delle cure, che da tempo le persone già esercitano anche quando sono ben consapevoli che ciò può determinare la loro morte.

La seconda: il divieto di rinunciare all'alimentazione e all'idratazione forzata, che le società scientifiche di tutto il mondo considerano trattamenti sanitari, ai quali dunque devono essere applicate le stesse regole generali.

Proprio il voler trasformare queste affermazioni ideologiche e antiscientifiche in norme vincolanti tradisce l'intento autoritario della legge, l'inammissibile imposizione di un "obbligo di vivere".ENGLARO.jpg

Tre domande finali. Perché la Chiesa italiana non ha assunto un atteggiamento analogo a quello delle Conferenze episcopali tedesca e spagnola che hanno dato il loro contributo all'approvazione di ragionevoli leggi sul testamento biologico?

Perché al di qua delle Alpi questioni che altrove alimentano una grande discussione civile, diventano indiscutibili questioni di fede?

Perché una maggioranza malata di "sondaggite" non tiene conto delle rilevazioni di Eurispes, che ancora di recente hanno confermato che il 77% degli italiani è favorevole al diritto di decidere liberamente sulla fine della vita?

             olivia

 

 

  Vedi:

  OBAMA CREA IL PRIMO SUPER-STATO - paola

  Medio Oriente - sfida all'Iran (tommaso)

  FAME E FINANZA (paola)  



 
 

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