IL NEW YORK TIMES STRAPAGA L'AD USCENTE BLOCCANDO I PIANI PENSIONISTICI DEI GIORNALISTI
Divampa la polemica intorno al New York Times. I sindacati attaccano: la somma stride con i sacrifici chiesti ai giornalisti. L'azienda vorrebbe congelare i piani pensionistici per fronteggiare le crisi.
Non si placa la polemica per la buonuscita milionaria concessa all'amministratore delegato del New York Times, Janet Robinson, che lascerà il suo incarico con la fine dell'anno. I sindacati sono sul piede di guerra: i 15 milioni concessi alla Robinson, infatti, stridono con le richieste di tagli agli stipendi e congelamento dei piani pensionistici chiesti ai dipendenti per fronteggiare la crisi.
Lo scorso 15 dicembre, il New York Times ha annunciato l'uscita dell'amministratore delegato. A stretto giro sono iniziate a circolare le indiscrezioni sulla maxi-buonuscita.
In totale, il pacchetto vale quasi 15 milioni di dollari, fra i 10,9 milioni di benefit pensionistici e i 4,5 milioni che saranno pagati per una consulenza della durata di un anno. Per i sindacati si tratta di somme che stridono rispetto ai sacrifici chiesti ai dipendenti. Tanto più che, nei sette anni, del
mandato della robinson, il titolo del New York Times ha ceduto l'80% del suo valore in borsa e il 25% solo nell'ultimo anno.
La cifra riconosciuta all'ex ad, tuttavia, è in linea - anzi addirittura inferiore - a quella pagata ad altri numeri uno di gruppi editoriali. Craig Dubow, dopo aver lasciato la guida di Gannett (editore, tra gli altri, di Usa Today), a ottobre, ha ricevuto 37,1 milioni di dollari. E i suoi risultati non erano molto diversi da quelli della Robinson.
fonte: http://www.repubblica.it/economia/finanza/
