IL PENSIERO DELLA CHIESA SUI REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

Qual'è il pensiero della Chiesa riguardo i quattro referendum che andremo a votare?
«Nessuna indicazione di voto» ma la sollecitazione ad «andare a votare e a invitare altri a fare lo stesso» per i referendum del 12 e 13 giugno prossimi. Questa è l'indicazione della commissione nazionale Giustizia, Pace e Creato della famiglia di suore e padri domenicani, vista la "sensibilità dei temi di cui si parla". La commissione ha deciso di non esprimere un consiglio di voto, ma vuole invitare la famiglia domenicana tutta a partecipare responsabilmente a questo momento e spazio di democrazia.

Questa volta riteniamo particolarmente importante esercitare questo diritto-dovere per la sensibilità dei temi di cui si parla: acqua, nucleare e giustizia. Il primo, l'acqua, è un diritto fondamentale e non solo un
bisogno. Il secondo, il nucleare, ci chiede di decidere non solo per il presente, ma per un lungo futuro».

SULL'ACQUA SERVE RESPONSABILITÀ

La famiglia domenicana ricorda che monsignor Crociata, segretario generale della Cei, ha sottolineato come «sul tema dell'acqua, i vescovi italiani esortano a una 'responsabilita' e cura sempre più grande perché i beni comuni rimangano e siano salvaguardati e custoditi per il bene di tuttì». Quindi, concluda la nota, «vado a votare e invito altri a fare lo stesso».

AVVENIRE 

A preoccuparsi che non avvenga nessuna strumentalizzazione politica dei quesiti referendari è il quotidiano Avvenire, che teme «un voto impropriamente caricato di significati politici». Così il 2 giugno in un articolo intitolato significativamente 'Questioni di merito' si legge che i quesiti referendari «non riguardano il destino di un esecutivo e del suo leader, ma il futuro di un Paese. E bisogna far sì», sottolinea il quotidiano della Cei, «che nonostante certo frastuono questo risulti chiaro».

FAMIGLIA CRISTIANA

A scrivere sul nucleare nel settimanale Famiglia cristiana è invece Beppe Del Colle: «Il governo ha cercato di evitare il referendum sul nucleare proprio per cancellare uno dei motivi (forse il più 'popolare', dopo il recente disastro della centrale nucleare giapponese) della partecipazione dei cittadini alla giornata referendaria; per questo, ha prodotto la recente legge 'omnibus' con la quale si fissano una moratoria di un anno e nuove norme sulla realizzazione delle centrali nucleari già programmate con molta enfasi mesi fa.

Evidentemente Berlusconi», prosegue Famiglia Cristiana, «immaginava che la Cassazione avrebbe annullato questo referendum, o avrebbe almeno chiesto che l'articolo 5  della legge 'omnibus' obbligasse a riformulare il quesito, il che avrebbe richiesto del tempo, scoraggiando così la partecipazione della gente al voto del 12 giugno. Ma questo non è stato», sottolinea ancora il diffuso settimanale cattolico, «e il Cavaliere deve aggiungere alla disfatta elettorale delle amministrative anche il peso della più che probabile vittoria dei sì per tutti e quattro i quesiti».

Crozza -Odore di radiazioni! Il nucleare in Italia-15 marzo 2011

olivia
 
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