Ingenuità della democrazia

Pubblicato il da tommasoliguori50

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In questi giorni, abbiamo assistito al piano rivoluzionario che ha preso piede nel mondo arabo, partendo dalla Tunisia per arrivare in Egitto, dove il presidente in carica Mubarak è dovuto scappare all'estero, scaricato come un vecchio abito dal famoso zio Sam, Inghilterra e l'Europa. Povero Mubarak, corteggiato e sostenuto dai cari amici occidentali, per frenare l'ascesa del potere islamico, ritenuti pericolosi e mina vagante per l'equilibrio precario della attuale superpotenza, ora il re si trova nudo, abbandonato al suo destino, a domandarsi quale sarà il suo futuro. Gli organi d'informazione hanno ribattezzato la rivolta del popolo egiziano, la rivoluzione dei gelsomini. Il popolo chiede democrazia e libertà civili, ma giorni fa è uscito da un report di Wikileaks, che Washington è da anni che pilota questa rivolta senza armi, tramite il mondo d'internet. Allora alla mente ci viene il ricordo di anni fa, della famosa rivoluzione delle rose in Georgia, seguita poi da quella arancione in Ucraina, per far perdere terreno politico e fisico alla Russia, che dopo la caduta del 1992, è ritornata a essere competitiva e pericolosa,dato che ha amicizia e collaborazione con Cina e Iran. Il famoso zio Sam, nel lontano 1979 istruì e armò i Talebani, per sconfiggere i russi nell'Afghanistan per poter conquistare lo spazio territoriale, per poter sconfiggere il vecchio colosso Urss, e tenere a bada la Cina. Non crediamo nei miracoli, le rivoluzioni non avvengono per caso. Anche nel passato, la crisi bolscevica del 1917 fu pilotata dalla Germania, per espandere il socialismo, che poi si è rivelato una dittatura, quello che ci dobbiamo chiedere, dopo la spodestazione di Mubarak cosa accadrà? Governi di transizione guidate dalle potenza americana e company, oppure se si andrà elezioni con regolari votazioni democratiche, chi ci garantisce che il mondo occidentale non perda la sua definitiva partita, perchè ha perso il controllo su questa regione, consegnando definitivamente il mondo arabo nelle mani del movimento islamico? Possiamo concludere sostenendo anche questa teoria da non sottovalutare, ossia che il mondo occidentale si stia preparando a una guerra contro il mondo arabo di matrice islamica, per giustificare la paura del terrorismo, per poter accedere e impossessarsi dello spazio geopolitico che gli garantirà, in un futuro non prossimo, di un probabile conflitto con la Cina, previsto nel 2025. Per questo, prima di entusiasmarci gridando viva la democrazia e la libertà, guardiamo con circospezione tutti i fatti e gli eventi passati e presenti che ci circondano.

 

Platone73

 

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P
<br /> <br /> Se vogliamo coltivare un vero spirito di democrazia, non possiamo permetterci di essere intolleranti. L'intolleranza<br /> tradisce la mancanza di fede nella propria causa.<br /> <br /> <br /> Mahatma Gandhi<br /> <br /> <br /> xoxo Pam<br /> <br /> <br /> <br />
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<br /> <br /> Se vogliamo coltivare un vero spirito di democrazia, non possiamo permetterci di essere intolleranti. L'intolleranza<br /> tradisce la mancanza di fede nella propria causa.<br /> <br /> <br /> Mahatma Gandhi<br /> <br /> <br /> xoxo Pam<br /> <br /> <br /> <br />
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P
<br /> <br /> <br /> @Platone73<br /> Bellissimo articolo che condivido pienamente.<br /> Certo che per aiutare queste democrazie a germogliare servirebbe un flusso di investimenti, oltre al sostegno occhiuto dell'esercito.<br /> Se questa operazione riuscirà si tratterà di democrazie a sovranità limitata, ormai sono tutte così.<br /> <br /> <br /> <br />
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