"L' IRREQUIETO VENTO DEL NORD"

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

  Stranieri-al-cancello-di-casa.jpgC’E’ UN VENTO ‘NERO‘ che spira nel Vecchio Continente: è il vento della paura del diverso, della paura di una vita precaria, della povertà; è il vento della crisi, che spinge trasversalmente milioni di elettori, senza distinzione di classe, genere, età o nazione, a votare i nuovi Partiti ultra-conservatori ormai ben radicati sul territorio.

I nuovi motti, tanto semplici quanto efficaci, sono fedeli a quegli istinti umani primordiali che ciascuno ha dentro di sé, poiché fanno leva proprio sulla paura: il timore di regredire. E così assistiamo ai vari “Fuori gli stranieri, fuori i Musulmani che ci rubano il lavoro”, e chi più ne ha più ne metta. Quasi come se la nostra secolare storia fosse dimenticata in un solo istante, come se tutto quello che abbiamo passato sulla nostra stessa pelle, soprattutto in quest’ultimo secolo, non sia più realtà.

Proprio così, in ogni nazione, seppur difformemente, è rinato in fasce sempre più consistenti delle popolazioni quel sentimento nazional-individualistico delle “Piccole Patrie” che il processo d’integrazione europea, nato concretamente con gli inizi degli anni ’50, aveva pian piano attenuato in conseguenza dell’aggressivo nazionalismo europeo scaturito negli anni ’20-’30 e ’40. Quel cieco nazionalismo imposto dai vari totalitarismi, nessuno escluso, in cui la politica di potenza regnava sovrana.

La cosa più preoccupante poi è che tale fenomeno si sia sviluppato in quei paesi tradizionalmente social-democratici, come in Svezia, dove la SD vauro-bossi--copia-1.jpg(Democratici di Svezia), fazione di estrema destra, per la prima volta ha superato la soglia dello sbarramento e con il 5,7% dei voti è entrata in parlamento. Stesso potrebbe dirsi della Danimarca, dove il Partito Popolare, anti-islamico e anti-immigrazione, costituisce la terza forza politica parlamentare. Ma così anche in Finlandia: il Partito euroscettico dei Veri Finlandesi, forte di un recente 19%, è oggi il terzo partito in parlamento.

Sulla stessa linea d’onda, pochi mesi fa, perfino nei Paesi Bassi, un buffo ma cinico e spietato Geert Wilders, con il suo Partito delle Libertà, otteneva il 15,6% dei voti. Ma la lista non finisce qua: in Austria, sempre il Partito della Libertà di Jorg Haider ha ottenuto nel 2010 il 25,8% dei consensi, così come nella vicina Svizzera il Partito del Popolo nel 2007 ne conseguì il 28,9%. Non sono esclusi da questa tempesta ultra-conservatrice neanche la Francia con il Fronte Nazionale di Marine Le Pen o l’Italia con la Lega Nord.

Curioso è poi osservare come la retorica terminologica sia fortemente e cinicamente utilizzata da questi nuovi raggruppamenti. Notiamo infatti come le parole “libertà”, “popolo”, “democratici”, siano sistematicamente usate in maniera alquanto inopportuna. L’enfasi utilizzata per aggregare le paure dei popoli è sempre la stessa, nondimeno efficace in ciascun contesto nazionale: euro-scetticismo, anti-immigrazione, politiche contrarie all’islam, sono queste le nuove paure provocate, in parte, anche dalla globalizzazione e che i nuovi partiti di estrema destra sanno incalanare sapientemente. 

Ultima della lista, non certo tuttavia per l’imponenza con cui si sia razzisti---Vauro.gifsviluppato questo peculiare processo che invade l’Europa, è l’Ungheria. Qui infatti il fervore nazionalistico della destra ‘new generation’ è sfociato non solo in un partito, ma in una vera e propria ‘Nuova Costituzione’, fortemente voluta dal premier Viktor Orban. Questa sostituisce di fatto la carta costituzionale del 1949, più volte emendata dopo la svolta democratica del 1989: non più Repubblica, ma bensì Stato radicato nelle radici Magiare e Cristiane (tra i punti più controversi c’è il preambolo in cui si rivendicano le parti del territorio magiaro che alla fine della prima guerra mondiale vennero assegnati a Romania, Austria e Slovacchia, una formulazione che ha parecchio innervosito i paesi vicini).

La nuova legge fondamentale ridisegna l’assetto istituzionale magiaro, riducendo le possibilità di intervento degli organi di controllo come la Corte Costituzionale e aumentando i poteri d’intervento dell’esecutivo. Questo, per strano che possa sembrare, è il nuovo statuto di un paese presidente di turno dell’Unione Europea e membro della Nato.

“I tempi in cui l’ “Ungheresità” era schiacciata sono ora passati con questa identificazione di fede nazionale”, così ha esordito e commentato ai giornalisti l’euforico premier ungherese. La questione più allarmante è comunque la facilità con cui il suo partito, la FIDESZ (Alleanza dei giovani democratici), insieme al piccolo, ma non per questo ininfluente alleato, il partito di estrema destra JOBBIK, abbia raggiunto la maggioranza dei due terzi. Insieme, i due gruppi hanno infatti raggiunto il 70% dei consensi veltroni-da-giussano-di-vauro(circa il 52% la FIDESZ e il 16,7% la JOBBIK che per la prima volta è entrato in parlamento). Consenso che ha permesso di cambiare la costituzione in maniera quasi del tutto ‘semplice’ contro il misero 19% dei Socialisti.

Dopo la caduta del comunismo, è questa la prima volta che una coalizione di governo consegue una maggioranza così schiacciante. Infine, vi è da registrare come il nuovo movimento dello JOBBIK, guidato dal 31enne Gabor Vona, abbia stretto in questi ultimi anni un legame sempre più forte con l’organizzazione paramilitare della “Nuova guardia Magiara”.

E’ dunque questa la strada che l’Europa ha deciso d’intraprendere per combattere le nuove sfide globali? E’ questa l’Europa che i padri fondatori avevano pensato di creare? Come mai il movimento d’integrazione europea, che politicamente dovrebbe sfociare nella nascita degli ‘Stati Uniti d’Europa’, si è bloccato dopo l’inserimento della moneta unica, lasciando spazio al proliferare di movimenti xenofobi, anti-democratici e anti-storici? E soprattutto, cosa ha fermato la grande famiglia Socialista europea dal frenare, con precise riforme strutturali e nuove proposte, questa ondata ‘nera’ che pian piano sta invadendo la Vecchia (forse ormai fin troppo Vecchia) Europa?

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