L'ITALIA DIMENTICA LA SOMALIA - (paola)
fonte: http://goo.gl/MxZQR
di: Laura Boldrini
La Somalia vista dalle donne somale in Italia
Di settimana in settimana la situazione in Somalia peggiora e i numeri fanno sempre più paura. Il numero di chi muore di fame e di stenti, il numero di chi è affetto da grave malnutrizione, il numero di chi è costretto a scappare in cerca di cibo e acqua, il numero di chi si riversa senza più forze nei campi di rifugiati nei paesi confinanti.
Solo nel periodo dal primo al 20 luglio oltre 20mila sfollati si sono riversati dalle regioni del Sud verso la capitale Mogadiscio alla disperata ricerca di qualcosa da mangiare. Nello stesso periodo sono stati registrati 40mila rifugiati esausti, giunti nei campi situati in Kenia e Etiopia dopo aver camminato per settimane. E intanto il tasso di malnutrizione tra i giovani che arrivano nei campi ha toccato la soglia del 50 percento.
Tutto questo sta generando sgomento e senso di impotenza nella comunità somala in Italia. Specialmente tra le donne, da sempre attive anche nella sfera sociale e culturale.
“Io faccio tutto quello che posso. Sto sempre collegata ai siti somali, ascolto le radio per seguire quello che accade e cerco di darmi da fare il
più possibile per rendere nota la situazione anche qui in Italia”, dice Shukri Said, attivista per i diritti civili e fondatrice dell’associazione Migrare. “Quello che dispiace è l’allontanamento istituzionale dell’Italia verso la Somalia, paese con cui ha avuto forti legami storici. Fino ad ora il governo italiano non ha fatto alcun stanziamento mentre altri paesi che non hanno un vincolo così diretto con la Somalia lo stanno facendo”, sottolinea con amarezza Said.
Per Igiaba Scego, scrittrice di origine somala, autrice del libro recentemente pubblicato da Rizzoli “La mia casa è dove sono”, l’attuale
situazione in Somalia “va di male in peggio ed è colpa di tutti, di Al Shabaab, del Governo di transizione, dei clan e della comunità internazionale che si accorge della Somalia solo quando qualche nave mercantile viene presa d’assalto dai pirati.” “In questi giorni – aggiunge la scrittrice afro italiana – è più che mai evidente quanto l’Italia conosca poco la Somalia, come si sia dimenticata del passato e come non dimostri comprensione neanche per i rifugiati somali che arrivano a Lampedusa o per quelli che già sono qui da più tempo. In Francia – sottolinea – nelle scelte politiche così come nei media c’è sempre un’attenzione particolare per le ex colonie, cosa che invece sembra proprio non esserci in Italia”.
Oshan Lul Mohamed, presidente delle donne somale in Italia ed imprenditrice, in questi giorni ha messo in atto un tamtam per raccogliere
fondi tra i somali che lavorano e possono dare un contributo. “Stiamo avendo una risposta positiva, ognuno vuole fare la sua parte anche con poco, perché attraverso le televisioni somale noi da qui possiamo vedere il dramma che si vive a Mogadiscio e nel sud del paese. Queste donazioni – specifica Lul – verranno consegnate agli anziani che vivono nei campi profughi in Kenia e Etiopa affinché possano distribuirle in maniera equa tra chi ne ha più bisogno.” “Io me ne sono andata tanti anni fa e non ho più familiari in Somalia – aggiunge Lul – ma quello continuerà ad essere sempre il mio paese."
* * * * *
SEGUICI SU FACEBOOK, "TI PIACE ?": http://goo.gl/Om6Xz
* * * * *
Vedi Anche:
SOMALIA: LA CRISI UMANITARIA PIU' GRAVE DEL PIANETA - (paola)
CHI TOCCA I FILI... MUORE DI POLITICA --- (paola)
INVECE DI SALVARE GLI ENTI FINANZIARI, LO STATO DEVE CREARE POSTI DI LAVORO -
LA MALDISTRIBUZIONE DEI "SACRIFICI" (paola)
LIBRI: IL BERLUSCONISMO E LE DONNE. -
"VOI LA CRISI, NOI LA SPERANZA" - GLI ORTI URBANI DI GENOVA-VESIMA. -