LA TURCHIA TRIVELLA VICINO AI GIACIMENTI CIPRIOTI

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

400px-Suddivisione_amministrativa_del_Cipro.pngNessun cambio di rotta. Nonostante gli appelli congiunti di Ue e Stati Uniti, la Turchia non ha intenzione di richiamare la nave Piri Reis, mandata nel Mediterraneo orientale alla ricerca di giacimenti sottomarini di idrocarburi.

La Piri Reis è salpata venerdì scorso dal porto di Smirne per cercare nuove riserve energetiche. Al momento, i geofisici turchi si trovano vicino alla piattaforma di trivellazione greco-cipriota. “La Piri Reis continuerà a cercare i giacimenti finché lo riterrà necessario”, ha chiarito un funzionario del ministero degli Esteri all'Hurriyet Daily News.

L’attività delle navi turche conferma la tensione nel Mediterraneo orientale sulle riserve di idrocarburi, salita dopo l’annuncio del governo greco-cipriota dell’inizio delle esplorazioni in un blocco offshore sud-orientale, individuato da Israele.

Durante la settimana scorsa, il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha rivelato la posizione degli Stati Uniti sulle tensioni fra Ankara e Nicosia. “Washington sostiene le esplorazioni cipriote” ma “non pensa che questo possa compromettere le trattative per la riunificazione delle due Cipro”.
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Non sono dello stesso avviso i politici europei, prima fra tutti l’Alto Rappresentante per gli affari esteri Catherine Ashton che ha esortato la Turchia ad astenersi da qualsiasi tipo di minaccia contro i greci-ciprioti, dopo che la Turchia aveva dichiarato il proprio interesse sui giacimenti scoperti da Israele.

L’ ultimo appello è del Commissario UE all´Allargamento Stefan Fule che, durante una sessione del Parlamento europeo, ha bollato il comportamento della Turchia come “irresponsabile”. “La politica di Ankara è da condannare”, ha aggiunto Fule “la Cipro greca ha il diritto di ricercare le risorse naturali nella sua zona economica e può concludere accordi con paesi terzi per l'esplorazione di idrocarburi”, ha concluso il Commissario.

Il premier Recep Tayyip Erdogan non ha perso tempo e parlando da un convegno, tenutosi ad Ankara, ha ribattuto con decisione: “la Repubblica di Cipro sta attuando un sabotaggio nel nome delle trivellazioni, ma le istituzioni che hanno come missione quella di garantire la pace restano in silenzio. Molte questioni internazionali sono in stallo, tutti i Paesi ne devono prendere atto”.

Benché le tensioni fra Turchia ed Ue hanno subito un’accelerazione nell’ultima settimana, la diplomazia bilaterale è stata scossa dalla richiesta, da parte di Ankara, di non assegnare a Cipro la presidenza di turno nel secondo semestre del 2012. Richiesta naturalmente respinta.
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Ora la questione più pressante riguarda i negoziati di pace riguardanti Cipro. Dal 1974 l’isola mediterranea è suddivisa in due Repubbliche, una greco-cipriota e l’altra turco-cipriota. “L’unificazione di Cipro porterebbe alla stabilità e alla pace all'interno dell'Unione europea e soprattutto in una delle regioni più tormentate del mondo”, ha riferito Fule all’Ansa.

“Credo che la Turchia e l'UE hanno molto più da guadagnare con il dialogo che con la tensione, soprattutto dopo la primavera araba, in un momento in cui la posta è molto alta. La Turchia e l'UE devono sostenere i popoli del Nord Africa in termini di democrazia e diritti umani assicurando inoltre stabilità e prosperità”.

fonte:  http://goo.gl/XB86c

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