LIBRI: I DUE PAMPHLET DI STÉPHANE HESSEL CHE HANNO RIVOLUZIONATO LA FRANCIA

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

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Se ha novantatre anni oggi significa che nella vita ne ha viste tante. Se ha novantatre anni oggi e scrive un libro significa che ne sa proprio tante. Se poi si aggiunge che a novantatre anni si diventa l’autore del libro più venduto di Francia, già diventato uno dei più importanti casi editoriali dell’anno, non serve molto altro per restarne affascinati.

Lui si chiama Stephane Hessel ed è un ex partigiano nato a Berlino da genitori ebrei. Vissuto in Francia, ha anche partecipato alla resistenza francese a Londra e al controspionaggio al tempo di Vichy. È stato arrestato e internato dalla Gestapo nazista. Due volte. E due volte scappato dai campi di concentramento tedeschi in maniere inimaginabili. Poi, la liberazione di Francia e l’impegno come diplomatico presso il Ministero degli esteri francese, per infine assistere e contribuire alla redazione della Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell’Uomo.

Una vita che piena è dir poco. E che è fondamentale tenere in considerazione per presentare il suo libro intitolato “Indignatevi!”
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È un monito e un consiglio per vivere costruttivamente il proprio tempo. Non serve essere all’epoca dei nazisti per farlo.
Perché la nostra società, che in linea di massima è molto simile a quella francese, anche se in particolare può essere molto diversa, offre migliaia di motivi per indignarsi. La disuguaglianza sostanziale che affligge la maggior parte della popolazione (mondiale) rispetto a una ristrettissima elite di “fortunati”, per esempio.

Le condizioni del lavoro che ridicolizzano le conquiste fatte nei primi decenni del dopoguerra. I diritti sociali e umani che si assottigliano, per tutti, non solo per le minoranze poco importanti e rilevanti economicamente. L’accoglienza dei migranti e dei rifugiati che è presentata dai politici come un lusso difficile e rischioso da permettersi per uno stato.

I media che contribuiscono ad acuire le paure della gente e si fanno mezzi31+BehxUAxL. SL500 AA240 di propaganda e non di informazione e cultura. Il mondo dei “giovani” che potrebbero fare cose belle è in mano ai “vecchi” che fanno cose brutte. Perché è così. E un novantatreenne lo sa. E non gli va bene. E si indigna.
E invita i lettori a seguirlo. Per la dignità di ogni uomo.

Per essere uomini degni. Senza la paura di sembrare dei sempliciotti  utopistici/moralistici che non sono integrati e non accettano lo spirito del tempo, come la maggioranza tende a fare.

Perché se l’indifferenza è la compagna peggiore di qualsiasi uomo, l’indignazione è la possibilità di cambiamento e trasformazione di questo mondo per contribuire a migliorarlo e tutelarlo, per stare meglio tutti. Pensando che in fondo non è difficile. È fondamentale.

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"Impegnatevi!" (ed. Salani, 5,20 € su Feltrinelli.it) di Stéphan Hessel, è il naturale seguito di “Indignatevi!”, da poco recensito e accolto con grande successo dai lettori di mezza Europa.

Hessel in questo libro riprende una conversazione, o meglio una vecchia intervista, che lo scrittore aveva fatto ad un giovane laureato, Gilles Vanderpooten, realizzando così uno scambio di idee e considerazioni, una sorta di confronto fra due generazioni sui temi più scottanti e importanti per costruire un futuro migliore: dalla ricerca di uno sviluppo sostenibile che possa durare nel tempo, al ruolo delle istituzioni internazionali, dall’ecologia al problema della disoccupazione giovanile.

Il concetto principale che Hessel offre in questo libro è che l’indignazione, da sola, non basta. Con parole dell’autore: “Quando incontro degli studenti delle scuole superiori che non sanno ancora cosa faranno nella vita, il mio messaggio per loro è: «Interrogatevi su ciò che vi indigna e vi scandalizza e, quando l’avrete scoperto, cercate di capire come, concretamente, potete agire per contrastano»… Resistere non significa semplicemente riflettere o descrivere. Bisogna anche intraprendere un’azione.“

41XT5MtKacL._SL500_AA240_.jpgEcco dunque che l’uscita di questo libro non poteva mancare come seguito a Indignatevi!, per la natura stessa del primo titolo, che richiedeva un seguito. Per Hessel, infatti, "accontentarsi è pericoloso", la “relativa felicità” e la “relativa soddisfazione” uccidono l’indignazione”.

La resistenza dunque si fa e si promuove con l’intelligenza, la comprensione, la creatività e la voglia di fare. Pensando più agli altri che a se stessi, perché come è sottinteso in questi volumi, la rivoluzione esteriore parte dalla rivoluzione interiore.

Hessel, in questa conversazione, pone a confronto due generazioni: lui 93enne, Gilles 25enne. Proprio per questo, per lo scambio di vedute tra due visioni diverse, ma non troppo, "Impegnatevi!" fa presa sia sulle nuove generazioni che quelle precedenti.

E Hessel ha tanta carne al fuoco di cui parlare, dato che proprio lui è stato uno dei prigionieri, per esempio, nei campi di concentramento nazisti di Buchenwald e di Dora, mentre nel 1948 divenne co-redattore della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, per poi ricevere la medaglia della Legion d’onore e diventare ambasciatore di Francia.

Hessel si è sempre impegnato, appunto, nella divulgazione dei valori umani più belli e più profondi, ricercando spesso il dialogo con i giovani, che sono il futuro di ogni popolo e, quindi, del mondo intero.
 "Impegnatevi!" è un altro libro, forse più forte del precedente – e scritto anche anteriormente – perché chiede al lettore un’azione, un’attività che è più difficile da sostenere della sola indignazione, che parla della lotta all’indifferenza. Questa è considerata da Hessel come il peggiore degli atteggiamenti in quanto fa perdere una delle caratteristiche che ci rende umani.

 “Ho scritto un libro”, spiega Hessel, “perché avevo la netta sensazione che si stesse camminando nella direzione sbagliata e volevo esortare i giovani a cambiare rotta, a riprendere quella giusta. Riscoprendo i valori della Resistenza che mi hanno formato”.

"Impegnatevi!" dunque è un libro indirizzato ai giovani, scritto per risvegliare le coscienze, per affrontare con determinazione il presente allo scopo di costruire il futuro.

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