NON SOLO E.T.A. di Alberto Ravizzoli.
Non solo E.T.A.
“Euskadi Ta Azkatasuna” che tradotto significa “Patria Basca e Libertá”.
Si la sigla del gruppo erroristico basco, nato nel 1959, come costola dissidente del PNV, Partito Nazionalista Basco, che ispirandosi allarivoluzion cubana, inizialmente lottó contro la dittatura del generale Franco.
Ma al di lá di associare l´ETA com i paesi baschi, cosa sappiamo esattamente di questa antica civiltá?
Poco o nulla.
Consultando um atlante geográfico noteremo come la comunitá basca é divisa tra Spagna e Francia: la Euskadi o Comunitá Autonoma de Paesi Baschi dal lato spagnolo ( composta dalle provincie di Biscaia, Guipuzcoa e Alava) e la Eukal Hervia, il lato francese, riunito nel Dipartimento dei Pirenei Atlantici e formato dalle provincie di Zuberoz, Lapurdi e Benafarroa. Uma área totale di 20.600 km² com circa 3 milioni di abitanti.
La Navarra, da sempre rivendicata dal movimento separatista basco, fa parte della omonima Comunitá Autonoma (Spagna).
I Baschi popolano quella parte dei Pirenei fin dal 2.000 A.C., bem prima quindi dei Celti.
Addirittura alcune teorie accreditano che la civiltá basca soppiantó gli antichi abitanti
neandertaliani.
Sicuramente fu solo con la fine del domínio Romano che i baschi cominciarono
a guadagnare autonomia.
Per secoli i baschi hanno strenuamente difeso la pripria cultura, língua e origini, r
esistendo a tutte le invasioni che si sono succedute nel tempo: romani,
appunto e poi visigoti, Franchi, normanni e i mori.
La língua basca non há nessun legame com altro ramo lingüístico al mondo. L´Euskera é oggi
l´única língua di origine pré indo-europea anora parlata in Europa occidentale e di sicuro la piú ântica del continente.
Il suo lessico particolare, la sua struttura grammaticale, difficile da imparare per i non nativi, com 24 casi di declinazione diversa, non si é laciata minimamente influenzare dalle lingue dei conquistatori, e oggi si sovrappone allo spagnolo ed al francese.
Popolo da sempre legato al maré, alla terra ed alle tradizioni familiari; sono stati i baschi per primi ad introdurre il commercio del pesce sotto sale (per meglio conservarlo), riconosciuti ed apprezzati maestri balenieri.
La cucina basca, tutta a base di pesce e frutti di mare, é una delle meglio apprezzate al mondo.
Un popolo che, come tanti altri, há sempre sofferto l´oppressione e il preconcetto.
Schieratosi col governo repubblicano di centro-sinistra, fu duramente colpito dalla repressione della dittatura franchista alla fine della guerra civile spagnola (1936/1939). Piú di 100.000 persone furono costrette all´esilio, intellettuali e politici torturati ed uccisi.
Il regime franchista tentò in tutti i modi di cancellare il popolo basco nella sua identitá, fin´anche proibendo di parlare l´Euskera.
Solo con la costituzione del 1978, il governo spagnolo riconobbe diritti specifici ai baschi, al pari di altre etnie.
Oggi le province basche godono di ampia autonomia, culturale, política ed econômica. La sicurezza pubblica é di competenza locale.
Diversa la situazione in Francia, nella quale il sitma é centralizzato e nessun dipartimento gode di differenze o autonomie rispetto agli altri.
Una ultima curositá.
Anche se non vi sono certezze, sembra che la parola “basca” deriva da “boscus o buscus” (appunto Bosco, foresta).
Molti elementi della cultura basca rinforzano
questa idea. Canzoni e poesie di origine medioevale omaggiano l´albero Guernikako”, una pianta vecchia del 14° secolo nella cittá spagola di Guernica.
Sotto quest´albero i leaders baschi
si riunivano per prendere le decisioni piú importanti che venivano promulgate sotto forma di congiunto di leggi, i “fueros”, che la corona spagnola giurava di rispettare. Quella stessa pianta attraversó i secoli, giungendo intatta fino al 19°, quando seccó e fu sostituita.
Non é per caso, forse, che il bombardamento nazista di Guernica del 1937, una atroce barbárie che Pablo Picasso rese eterna nella sua celebérrima tela , tutto distrusse tranne una cosa: próprio quella pianta, la Guernikako, ancora oggi símbolo della cultura e resistenza basca.
Alberto Ravizzoli
Rif.bibliografici:
- Il nazionalismo basco (1876-1975), José Lui de la Granja Souza, Arco Libri , 2000
- Studio antropológico e storico del popolo basco, Julio Carlo Batoja, Istmo Edizioni, 2000
Vedi anche
DILMA: PRESIDENTE O POLIZIOTTO? (dal Brasile : Alberto Ravizzoli)
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