- REMUNERARE IL CAPITALE, REMUNERARE IL LAVORO -
E Sarkozy fa l' industriale: premi di produzione automatici
«Un bonus obbligatorio di mille euro in busta paga»

Tra il 2004 e il 2010, i dipendenti delle società quotate alla Borsa di Parigi hanno conosciuto un aumento dello stipendio dell' 8%.
Nello stesso periodo, i dividendi agli azionisti sono aumentati del 110%.
Nasce da questa disparità, oltre che dalle mega-retribuzioni e le liquidazioni d' oro dei manager, la misura decisa dal presidente Nicolas Sarkozy: le aziende con più di 50 lavoratori, che sono in attivo e pagano dividendi, saranno obbligate per legge a versare premi salariali ai dipendenti.
«Tengo molto alla condivisione della ricchezza - ha detto il presidente in visita agli operai di una fabbrica nelle Ardenne -, è una questione di giustizia.
Ritengo normale che i salariati e gli operai, ai quali tanti sacrifici sono stati chiesti durante la crisi, possano anche loro beneficiare della ripresa».
Una misura che riguarda circa otto milioni di lavoratori e che è stata criticata da più parti appena il ministro del bilancio François Baroin ha cominciato a parlare, nei giorni scorsi, di un «bonus obbligatorio di mille euro» per i dipendenti delle aziende in attivo.
Sempre più spesso in disaccordo con la politica del governo, la presidente del Medef (la Confindustria francese) Laurence Parisot si è detta «stupefatta» da una proposta «incomprensibile».
Gli imprenditori sostengono che spetta al management scegliere se distribuire gli attivi con dividendi e premi salariali, o dedicarli a nuovi investimenti.
La sinistra, per esempio con l' economista Thomas Piketty, parla di «fumo negli occhi», di una misura demagogica in vista delle elezioni della primavera 2012.
L' accusa di strumentalità non potrà che accompagnare Sarkozy a ogni sua mossa, di qui al voto: dall' intervento in Libia all' economia, alle decisioni sugli immigrati, ogni sua parola è giudicata sempre un disperato tentativo di riconquistare il consenso - stando ai sondaggi - ormai perduto.
In particolare, Sarkozy aveva fatto del «potere d' acquisto» della classe media uno dei cavalli di battaglia della sua precedente campagna elettorale nel 2007, alla quale sono seguiti pochi risultati concreti.
Questa proposta viene giudicata un tentativo in extremis di mantenere le promesse.
Ma il presidente risponde alle critiche: «Vedo issarsi davanti a me i muri della conservazione e dell' immobilismo, a sinistra perché avrebbero voluto farlo loro e non l' hanno mai fatto, a destra perché è troppo, al centro perché non è ancora abbastanza».
Il governo vuole che il bonus ai dipendenti - la cifra di mille euro per adesso non è confermata - venga versato già nel corso di quest' anno, e premerà perché il Parlamento approvi la legge prima dell' estate.
Tra i tanti scontenti, anche 5,2 milioni di funzionari pubblici: i loro stipendi sono congelati, e i premi salariali non li riguardano.
Stefano Montefiori
http://archiviostorico.corriere.it/2011/aprile/22/Sarkozy
Vedi anche:
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