Repubblica Democratica del Congo - Rifugiati di guerra
Repubblica Democratica del Congo: dopo due anni il rimpatrio dei rifugiati
Nel nord della Repubblica Democratica del Congo due tribù, gli Enyele e i Munzaya, sono in guerra da oltre due anni. Gli scontri riguardano i diritti sull’agricoltura e la pesca nel villaggio di Dongo, nella Provincia dell’Equatore. Nell’ottobre del 2009 persero la vita 60 persone dopo che nel villaggio di Munzaya furono date alle fiamme 200 case.
Da allora più di 16 mila civili, la maggior parte di etnia Munzaya, fuggirono dal nord e dopo aver attraversato il fiume Oubangui trovarono rifugio nella confinante Repubblica del Congo; nel solo 2010 gli sfollati furono 114 mila.
L’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha chiesto lo stanziamento di 59 milioni di dollari per provvedere cibo, ripari, acqua, istruzione, sanità e altre necessità ai rifugiati sparsi in circa 100 siti lungo i 600 km di riva del fiume Oubangui.
Nel giugno del 2010 l’UNHCR e i governi di Kinshasa e Brazzaville arrivarono a un accordo per organizzare e favorire il rimpatrio volontario dei cittadini sfollati. Secondo il governo di Kinshasa circa 93 mila profughi erano pronti per tornare nella provincia nord-occidentale dell’Equatore.
Così a novembre le autorità annunciano il rimpatrio (previsto per l’aprile 2011) promettendo migliori condizioni sanitarie e di sicurezza per poter rientrare in patria. Alla Repubblica Democratica del Congo è stato inoltre chiesto di adottare una legge di amnistia sui fatti di guerra, escludendo i crimini più gravi.
Il rimpatrio è previsto per le prossime settimane. Gli operatori dell’ UNHCR nella Repubblica Democratica del Congo stanno lavorando a Dongo,
a Libenge e a Mbandaka per creare (attraverso corsi di formazione centrati sull’educazione alla pace, alla riconciliazione e alla mediazione) le condizioni adeguate per l’accoglienza di chi volontariamente decida di tornare nel Paese d’origine. Inoltre l’Adsse, l’Associazione per lo sviluppo sociale e la salvaguardia dell’ambiente, continua la sua campagna di sensibilizzazione
per incoraggiare la popolazione locale ad accogliere i rifugiati e a sostenerli durante i primi mesi di rientro. Il trasporto dei rifugiati, fanno sapere da Brazzaville, avverrà su baleniere attraverso il fiume Oubangui. Il gruppo di lavoro tecnico ha annunciato che nella prossima riunione verrà stabilito il calendario delle operazioni di rimpatrio, che dovranno avvenire con la massima sicurezza.
di Francesco Caselli
VEDI ANCHE:
DIRITTI UMANI - Repressioni e torture
A COSA SERVE LA GUERRA - Edoardo Bennato
FRONTEX CONTRO I MIGRANTI paola
BANANE ED ANANAS PER ESPORTARE LA COCA
SOLO I POVERI PAGANO LE TASSE -
E SE ANDASSIMO TUTTI A SCUOLA DI ETICA DAGLI ABORIGENI?
IL TURISTA STRANIERO NON AMA PIU' IL SOLE ITALIANO