SE BEHETOVEN NON FOSSE STATO SORDO, NON SAREBBE STATO BEHETOVEN!!
La sordità ebbe un forte impatto sullo stile musicale
dell'artista tedesco: secondo un gruppo di ricercatori olandesi, a mano a mano che la perdita dell'udito diventava più forte, le partiture subivano una evoluzione.
Fino alle sinfonie così come le conosciamo oggi.
Secondo alcuni ricercatori coordinati da Edoardo Saccenti che hanno
pubblicato un articolo sul British medical journal il compositore
tedesco «utilizzava meno le frequenze che sentiva peggio».
Gli studiosi, che hanno analizzato le opere di Beethoven, comprese le
partiture, le note, gli strumenti, sostengono che «in principio il compositore smise di udire le note più acute.
Di conseguenza, a mano a mano che la sordità avanzava, utilizzava sempre più le note basse e medie».
In una lettera all'amico e medico Wegeler del 1801 confessa la sua
preoccupazione.
Ma nel frattempo cerca di compensare questo difetto:
nel 1815 inizia a servirsi di una trombetta per udire meglio le note
delle sue composizione.
Nel 1817, quasi completamente sordo, costruisce un pianoforte con le corde più tese.
«O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi
fate passare per tale, come siete ingiusti con me (...) -scrive il
compositore nel Testamento di Heiligenstadt indirizzato ai fratelli
Kaspar Karl e Nikolaus Johann - ho dovuto isolarmi presto e vivere
solitario, lontano dal mondo.
Nonostante tutti gli ostacoli della natura, ha fatto di tutto per essere ammesso nel novero degli artisti e degli uomini di valore».
fonte : lastampa.it/costume
http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/435491/