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La grave crisi del Regno Unito
"L'economia britannica stoppata dalla crisi dell'euro", titola il Daily Telegraph in seguito alla pubblicazione di un rapporto dell'Ernst & Young Item Club, che definisce la situazione economica del Regno Unito "peggiore di quanto pensavamo".
Secondo il consiglio economico del Club, "gli elementi in crescita sottolineati nelle nostre previsioni di tre mesi fa – gli investimenti e le esportazioni – sono stati ostacolati dall'aumento dell'incertezza a proposito delle Grecia e della stabilità dell'eurozona".
Il Club prevede che l'economia britannica crescerà di appena lo 0,9 per cento nel 2011, il che significa "crescita praticamente ferma da qui alla fine dell'anno".
Con i tagli decisi alla spesa pubblica che iniziano a farsi sentire, l'Item club prevede che entro la primavera del 2013 il numero di disoccupati nel Regno Unito avrà raggiunto quota 2,7 milioni. Gli autori del rapporto consigliano una modifica dell'imposta di bollo e "un taglio delle tasse mirato" per stimolare la crescita, e additano "la deludente risposta dei leader europei alla crisi"
fonte: http://goo.gl/32k06
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"I Paesi Bassi, un paradiso fiscale per le multinazionali", titola De Volkskrant. Il quotidiano riprende uno studio della ong britannica ActionAid, che ha scoperto che le 100 maggiori multinazionali quotate in borsa a Londra mantengono in totale 8.492 filiali all'estero, di cui 1.330 nei Paesi Bassi. Soltanto lo stato americano del Delaware ospita un numero maggiore di società estere.
I Paesi Bassi sono "un luogo di transito dove le società possono appoggiare i loro capitali in viaggio verso i paradisi fiscali senza essere interrogate"; spiega il quotidiano di Amsterdam. Inoltre il paese attira gli artisti di tutto il mondo, perché i diritti d'autore incassati all'estero non sono tassabili secondo la legislazione olandese.
ActionAid attacca questa forma di evasione fiscale sottolineando che i mancati guadagni per gli stati penalizzano i paesi in via di sviluppo, che ricevono un terzo degli aiuti che potrebbero essere erogati. "Senza l'evasione fiscale gli obiettivi di sviluppo del millennio avrebbero potuto essere raggiunti senza problemi", precisa ActionAid. De Volkskrant cita l'esempio di Shell e Bp, che "controllano più di cento società nei Caraibi, dove non c'è nemmeno una goccia di petrolio.
fonte: http://goo.gl/ZimQ0
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