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Fuorionda imbarazzante per Sarkozy e Obama su Netanyahu

"Non posso sopportarlo, è un bugiardo"… “Tu te ne lamenti, pensa a me che devo averci a che fare molto più spesso di te”. La persona in questione è il premier israeliano Benjamin Netanyahu, e le parole sono state pronunciate da Nicolas Sarkozy e Barack Obama in un fuorionda quantomai imbarazzante, captato durante il G20 di Cannes.
Tutto è successo per un caso fortuito: gli organizzatori del summit forniscono ai giornalisti le cuffie per la traduzione della conferenza stampa tra il presidente francese e quello statunitense.
Alcuni cronisti le collegano subito ed ecco che il gioco è fatto. Ignari del fatto che i microfoni siano già accesi, i due leader parlano di Netanyahu in un modo poco lusinghiero e le loro parole fanno il giro del mondo. Una vera e propria gaffe che Israele per ora non commenta.
fonte: http://goo.gl/nQmiO
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Ballottaggio presidenziale in Liberia

I liberiani votano per il ballottaggio presidenziale all’indomani dei violenti scontri che a Monrovia hanno fatto alcuni morti e diversi feriti. Il candidato dell’opposizione Winston Tubman boicotta il voto, dopo avere denunciato brogli al primo turno, conquistato dalla presidente uscente Ellen Johnson Sirleaf, fresca di premio Nobel per la Pace.
Nonostante il clima poco sereno, molti elettori non vogliono perdere l’opportunità di esprimere la loro preferenza. “Sono molto contento di queste elezioni – dice un elettore -. Non ci lasceremo convincere a non votare. Voteremo per esercitare un nostro diritto”. “Quando gli elettori lasceranno il seggio con la tessera elettorale e l’inchiostro sul dito – dice un altro elettore -, altri saranno incoraggiati a votare”.
Questo ballottaggio si svolge all’ombra degli scontri di ieri, esplosi dopo l’intervento della polizia per disperdere una manifestazione di protesta dei sostenitori di Tubman a Monrovia. L’11 ottobre a spuntarla è stata Ellen Johnson Sirleaf. Eletta nel 2005, a lei viene attribuito il merito di avere pacificato il Paese, dopo una guerra civile che dal 1989 al 2003 è costata la vita a circa 250.000 persone.
Secondo gli analisti il voto odierno avrebbe potuto sancire la ritrovata stabilità della Liberia, creando un clima favorevole per attirare gli investitori stranieri verso uno dei Paesi più poveri al mondo. 
fonte: http://goo.gl/bmqz9