ULTIME NOTIZIE IN BREVE
Egitto: governo lascia a una settimana dal voto
Il governo egiziano lascia, dopo 3 giorni di disordini e violenze nella piazza simbolo della rivoluzione che ha segnato la storia del Paese. I 40 morti della piazza Tahrir e le migliaia di feriti a una settimana dalle elezioni hanno gettato l’esecutivo nel caos.
Il mandato del governo Essam Sharaf è stato rimesso nelle mani del Consiglio Supremo delle Forze Armate che tiene le redini di una transizione troppo lunga: è questa la critica della piazza.
Un comunicato del Consiglio Supremo delle Forze Armate è stato trasmesso dalla tv egiziana: è l’invito all’apertura immediata di un dialogo tra le forze politiche per capire le cause della crisi e intervenire in nome della stabilità del Paese.
Nessuna decisione sarebbe stata ancora presa definitivamente riguardo le sorti dell’esecutivo. Quel che è certo è che la protesta è rivolta non tanto nei confronti del governo, quanto dei vertici militari che stanno guidando l’Egitto del dopo Mubarak.
La prima tra le richieste emerse dagli ultimi giorni di protesta è la formulazione chiara, da parte dei militari, del calendario col quale lasceranno il potere.
fonte: http://goo.gl/bni2N
-------------------------------
USA: fallisce il negoziato sui tagli di spesa

Nessun accordo al Congresso americano sui tagli di spesa da 1.200 miliardi di dollari: la super-commissione non è stata in grado di risolvere l’impasse tra democratici indisponibili ai tagli ai programmi di assistenza e repubblicani che non accettano invece un incremento delle tasse per le fasce più agiate della popolazione. Constatata l’impossibilità di un accordo, i due co-presidenti hanno chiuso con un nulla di fatto i lavori.
Un’occasione mancata, per il democratico John Kerry:
“Avevamo un’opportunità per dimostrare al mondo che il Congresso degli Stati Uniti sa come si governa, e nello stesso tempo, in una fase di particolare fragilità economica dell’Europa, avremmo potuto provare di essere pronti a mostrare la via e a fare dell’America un posto sicuro per il denaro e gli investimenti”
Il fallimento della super-commissione non implica alcun rischio di default, ma è un segnale inquietante per le agenzie di rating: Fitch si riserva di valutare la situazione a fine mese, mentre Moody’s e Standard and Poors non vedono per ora conseguenze sul rating americano. Fallito l’accordo, scatteranno tagli di spesa automatici a partire dal gennaio 2013.
fonte: http://goo.gl/vQpgT