UN MONDO SENZA PILOTA.

Pubblicato il da tommasoliguori50


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Rifuggo di solito dalle riflessioni generali, perché comportano inevitabilmente giudizi e valutazioni saccenti e tagliate con l’accetta, del tipo “ti spiego io come va il mondo”, dove spesso c’è più “io” che “mondo”…

Ma la sequenza di vertici cui stiamo assistendo, da Bruxelles a Cannes, dall’Europa dei 27 al Gruppo dei 20, ci fa toccare con mano il pericolo sommo di questa fase storica, l’impotenza della politica.

 Siamo abituati a parlarne a proposito di Berlusconi o Bersani.

Ma la farsa quotidiana si trasforma in dramma se ci accorgiamo che quella stessa inadeguatezza rispetto alla portata dei problemi riguarda tutti i protagonisti della scena internazionale, nessuno dei quali ha in mano ricette valide – e può succedere – e neppure però sa disegnare una prospettiva, un obiettivo, un orizzonte per questa età dell’incertezza.

Noi parliamo del crepuscolo del Cavaliere, ma nel volgere di pochi mesi usciranno probabilmente di scena tutti i protagonisti di questi anni, anche quelli che avevano suscitato le più grandi speranze.

Tra un anno esatto, il primo martedì di novembre 2012, gli Stati Uniti eleggeranno il loro presidente. Barack Obama fu salutato nel 2008 come il futuro, la nuova America, un tornante della storia del mondo.

Un anno dopo, senza aver neppure cominciato a governare davvero, era già Premio Nobel per la pace, simbolo vivente di una nuova era.

Oggi Obama è un leader con ridotte possibilità di rielezione, ma soprattutto rischia di essere ricordato come l’uomo che ha portato gli Usa sull’orlo del default, e basta.

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Il debito pubblico del suo paese è un parte rilevante in mano agli investitori cinesi, il ruolo militare della superpotenza militare americana è ormai limitato, la sua forza diplomatica ridicolizzata da Wikileaks.

Ma soprattutto Obama non ha saputo (o potuto, ma in politica è lo stesso) indicare ai suoi cittadini una meta, un’idea di cambiamento, soffocato dalle spire della crisi economica.

E così è per tutti gli altri: Sarkozy uscirà di scena dopo una stagione di movimentismo su tutti i fronti (dalla guerra di Libia al direttorio europeo, dal controllo ferreo sull’informazione alla paternità con Carla Bruni) che ha avuto come disarmante effetto di renderlo il presidente meno amato, sondaggi alla mano, della recente storia francese.

La Merkel è stata la più brava di tutti, trovandosi a gestire la bancarotta dell’Euro nel ruolo peggiore, quello di socio più ricco e solvibile del club: SUONANO.jpgeppure anche lei è destinata a perdere le prossime elezioni, perché la Germania non le perdona il peccato di generosità ereditato dal suo mentore Helmut Kohl, di aver sacrificato il marco delle formiche tedesche sull’altare di una moneta condivisa anche con le cicale.

Stiamo parlando dei soci forti dell’occidente, e il discorso si farebbe più impietoso se allargato ad altri protagonisti: pensate solo alle speranze che aveva suscitato Zapatero in Spagna.

La verità generale, che non assolve nessuno, che non cancella le differenze, ma che non può essere ridotta a accidente congiunturale, è che la crisi economica e le incognite del cambiamento nel mondo globalizzato si sono rivelate troppo più forti delle capacità della politica, come avversari di una diversa categoria di peso.

Il mondo delle transazioni finanziarie invisibili e istantanee è immensamente più potente di ogni banca centrale o ministero del tesoro. E allo stesso modo il mondo dei social network e delle parole d’ordine in rete batte qualsiasi apparato repressivo o organizzazione diplomatica.lui-alla-cloche.jpg All’inizio di quest’anno la protesta spontanea e non prevista da nessun osservatore ha fatto crollare in poche settimane i regimi di Tunisia e Egitto.

Qual è il vettore di quelle rivoluzioni?

A che nuove forme di nazione porteranno?

Ancora oggi non lo sa nessuno.

Fino all’anno scorso sarebbe stato impensabile un mondo che sfugge ai suoi leader o ai suoi gendarmi.

Peggio: per fare la stessa cosa in Libia la Nato, cioè la potenza militare maggiore del pianeta, ci ha messo più di sei mesi, con esiti tuttora imbarazzanti, e Gheddafi linciato come in una faida tribale.

I meno giovani rimpiangono l’equilibrio che per mezzo secolo resse il pianeta dopo la seconda guerra mondiale, tra democrazia occidentale e comunismo sovietico.

Non condivido quella nostalgia, ma certo il venir meno di grandi obiettivi piccola-pupazzo.jpegdi cambiamento, la crisi economica permanente, l’appiattimento del mondo globalizzato, l’assenza di guide internazionali accettate disegnano una scena grigia e incerta, in cui si naviga a vista senza neppure conoscere la rotta né il porto da raggiungere: e nessuno pare in grado di colorare il nostro futuro.

di Enrico Mentana
fonte : facebook, pagina ufficiale bis
http://goo.gl/nhINp

 

vedi anche:

COME SONO STRUTTURATI E COME FUNZIONANO I MERCATI FINANZIARI, - braccio di ferro

ACHAB50. - "I pensierini di Achab50" 6 e non solo!! -

TEOREMA SACCONI. PRATICAMENTE CAPZIOSO , POLITICAMENTE SCORRETTO .

SPREAD ALLE STELLE. BERLUSCONI A PARTE, LA BANCAROTTA GRECA E' IL SEGNALE PER I MERCATI CHE L'EUROPA SI SFALDA!!

I RICCHI PAGANO POCHE TASSE!!

USA. DA UN'ETICA PROTESTANTE AD UN MALINTESO CAPITALISMO!!??

GRECIA : DI CRISI SI PUO' MORIRE!!!

LIBIA - LE RIVOLUZIONI SONO UN BUON AFFARE!!??

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