UN OBAMA UN PO' "PERONISTA", PUNTA AD UN SECONDO MANDATO.
Obama in campagna elettorale:
"Un'America più giusta"
il Manifesto redazione
Nell'annuale "Discorso sullo stato dell'Unione" Barack Obama rispolvera la sua verve di capopopolo. Cita Steve Jobs e punta il dito contro gli evasori. Insiste: "Investire su istruzione e sanità". Sull'Iran: "Tutte le opzioni sul tavolo".
Un'America che sia "più giusta", dove le regole "siano uguali per tutti", un'America "costruita per durare". Oltre ad affrontare le problematiche "esterne" - primo tra tutti il rapporto con l'Iran - nell'annuale e attesissimo "discorso sullo stato dell'Unione" (il terzo dall'inizio del suo mandato) Barak Obama ha insistito molto sui problemi "endogeni", ed è tornato a toccare i tasti che lo hanno reso un'icona non soltanto negli Usa ma nel mondo intero: gli ideali di giustizia e equità, covati in un paese che da un lato rappresenta per antonomasia le "pari opportunità" e dall'altro ha mostrato anche il volto più duro e feroce del capitalismo e del
liberismo puro.
La "grande sfida" ha detto però Obama, consapevole delle critiche sugli eccessivi compromessi che sarebbe stato costretto ad accettare durante la sua presidenza, "è mantenere le promesse".
Ma la strada da seguire è sempre quella: investire su istruzione e sanità. Durante il discorso, durato poco più di un'ora, Obama ha anche rispolverato il famoso "logo" "Yes we can" che ha contribuito alla sua travolgente vittoria nel 2008.
La verve era quella da campagna elettorale, d'altronde, negli Usa la corsa alle presidenziali è già iniziata.
Tanto che, a caldo, il Wall Street Journal ha definito questo "Discorso
sullo stato dell' Unione" "di stampo populista".
Di sicuro Obama ha voluto giocare sugli "effetti speciali" costruendo una scenografia molto empatica: alle sue spalle c'erano la vedova di Steve Jobs Lauren Powell e la segretaria di Warren Buffet, balzata agli onori delle cronache perché paga più tasse del suo datore di lavoro.
Il "foolish e hungry" Jobs è stato citato nel discorso di Obama per ribadire che l'America è e deve restare "il apese delle pari opportunità" quello
"dove ogni imprenditore che rischia possa aspirare a diventare un
nuovo Steve Jobs".
Il discorso sulle tasse - con un significativo parallelismo con la situazione europea - è stato la spina dorsale del discorso a un'America che ancora non si è liberata dalle spire della crisi economica: «Se guadagni più di un milione di dollari l'anno - ha tuonato Obama - non puoi pagare meno del 30% in tasse».
Giù applausi, anche da una parte del pubblico repubblicano «Un quarto
di tutti i milionari adesso pagano meno tasse di milioni di famiglie della middle-class», ha sottolineato il presidente: «Vogliamo mantenere questi tagli fiscali per gli americani più ricchi?
Oppure vogliamo mantenere i nostri investimenti in altre cose, come
l'istruzione e la ricerca»? «Dobbiamo cambiare il nostro regime fiscale in modo che gente come me e un incredibile numero di membri del Congresso paghino la loro giusta porzione di tasse».
Il tutto proprio nel giorno in cui, in forza della "Buffet Rule", Mitt Romney ha presentato als ua dichiarazione dei redditi, da cui è emerso che paga solo il 15% delle tasse.
Sul fronte internazionale, Obama è stato più che esplicito rispetto
all'Iran e ai suoi presunti progetti di dotarsi di armi atomiche:
«Non c'è nessun dubbio: l'America è determinata a impedire all'Iran
di ottenere l'arma nucleare, e non leverò nessuna opzione dal
tavolo per raggiungere questo obiettivo», ha detto il presidente
americano, scegliendo la formula standard per indicare che
l'opzione militare non viene esclusa a priori.
Tuttavia Obama ha puntato nel suo discorso soprattutto sulla strategia delle sanzioni internazionali per spingere Teheran ad abbandonare il suo programma nucleare bellico.
«Il regime è sempre più isolato -ha affermato- i suoi leader devono affrontare dure sanzioni e fino a quando si sottrarrano alle loro responsabilità la pressione non verrà allentata».
fonte : ilmanifesto.it
http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6336/