VENTI DI CRISI, VENTI DI GUERRA (tommaso)

Riguardo la crisi finanziaria, si sono accesi due ulteriori, possibili focolai, uno in Giappone, l'altro nella Corea del Sud.
- Giappone -
Il 27 gennaio Standard & Poor’s, ha declassato in maniera drastica il debito giapponese, a causa della paralisi governativa, dell'invecchiamento della popolazione, dell'aumento della disoccupazione e della crescita degli interessi passivi, tali da rendere il debito pubblico insostenibile.
Il debito pubblico giapponese è pari al 233% del Pil (8/9 mila miliardi di dollari) e in forza di questa crisi i Fondi pensione e le Assicurazioni giapponesi potrebbero trovarsi costrette a liquidare gran parte dei propri investimenti esteri, pari a circa tremila miliardi di dollari.
- Corea del Sud -
Sono state sospese per mancanza dei requisiti minimi di capitalizzazione e riserve un notevole numero di Banche e cassa di Rispamio, con relativa corsa agli sportelli da parte dei risparmiatori.
Questi ulteriori elementi vengono ad aggravare un quadro già pesante.
L'impennata del prezzo del petrolio e dei generi alimentari con conseguente ritorno dell'inflazione e aumento dei tassi di interesse.
Le dimostrazioni dei lavoratori del Wisconsin che possono costituire un importante campanello d'allarme importante.
Altri tre elementi vanno considerati.
- Mentre gran parte della popolazione americana è costretta a stili di vita sempre più austeri, la Confederazione e i singoli Stati, fortemente indebitati tagliano spese e personale, contribuendo ad esacerbare ancora di più gli animi;
- gli Usa, potenza egemone, vedono crescere a dismisura rivali come
la Cina, la cui crescita economica esponenziale, sottrae loro sempre nuovi mercati;
- l'America spende in armamenti come tutto il resto del mondo messo assieme.
Che gli U.S.A. ricerchino un modo per contenere l'espansione della Cina ed eventuali seguaci, ma anche di Russia e India, sembra cosa ovvia e banale.
L'aumento dei prezzi dei generi alimentari non preoccupa in particolare la Cina, che possiede risorse economiche per calmierare i prezzi, ma può creare grosse difficoltà a paesi poveri, che cominciavano a considerare l'emergente potenza cinese come loro possibile punto di riferimento.

Offrire sostegno economico, tecnico e politico a questi paesi, rafforzarli nella propria sfera di influenza potrebbe essere un buon punto di partenza.
L'altra opzione è quella di rendere difficoltoso l'approvvigionamento energetico e di materie prime, cercando di controllare in maniera più o meno diretta le aree di estrazione e le principali rotte commerciali.

La guerra non è un avvenimento auspicabile, porta morte e distruzione e nessun leader responsabile può ricercarla deliberatamente.
Ma se la politica di contenimento degli avversari, innesca tensioni che sfociano in una guerra, magari asimmetrica o locale, come farsene una colpa?.
Questa "aggressione morbida" avrà successo?
Di certo Russia e Cina, non staranno a guardare.
vedi anche
Medio Oriente - sfida all'Iran (tommaso)
OBAMA CREA IL PRIMO SUPER-STATO - paola
