BOLOGNA 30ANNI DOPO; IL GOVERNO DIMENTICA LE 85 VITTIME DELLA STRAGE * * (paola)
fonte: http://goo.gl/BrUxr
di Claudio Careri
Deve essere profondamente umiliante per i familiari delle vittime del terrorismo e delle mafie fare la voce grossa in prossimità delle date che ricordano gli eventi tragici della Repubblica, rimasti impuniti. Passa anche la voglia di indignarsi. Specialmente se si tratta di uno degli attentati più cruenti, come la strage alla stazione di Bologna in cui il 2 agosto del 1980 morirono 85 persone. Depistaggi, insabbiamenti, discorsi retorici sull’unità d’Italia e cortine fumogene sono all’ordine del giorno e sbeffeggiano i parenti dei caduti.
Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime critica fermamente l’assenza del Governo dalle celebrazioni commemorative del 2 agosto. "Siamo scomodi perché parliamo troppo spesso di P2 e il Presidente del Consiglio è un piduista (tessera 1816 n.d.r.). Parliamo di stragi di mafia (nel coordinamento ci sono vittime della Strage dei Georgofili) e nella maggioranza parlamentare ci sono condannati in primo e secondo grado o indagati per concorso esterno in associazione mafiosa".
Quando l’anniversario della Strage di Bologna riuscirà a essere un momento di pacificazione nazionale?
Quando arriveremo a scoprire i mandanti e gli ispiratori politici allora le polemiche cederanno il passo a una fattiva collaborazione.
Ma quanto manca al momento dell’accertamento della verità?
Può essere un istante o una vita, dipende. Delle cose si stanno muovendo. I documenti che stanno venendo fuori dal processo sul maxiriciclaggio di Fastweb (c’è un’intercettazione in cui il faccendiere Mokbel dichiara di aver dovuto versare soldi per liberare Mambro e Fioravanti n.d.i.), gli atti relativi alle stragi di Piazza della Loggia e Piazza Fontana lasciano presupporre ben altri scenari. Sono aspetti che possono illuminare il cono d’ombra. Ci sono 14 stragi rimaste senza mandante. Chiediamo che vengano rimossi gli ostacoli e siano messi a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura i documenti secretati. In molte di queste stragi ci sono implicazioni da parte dei servizi segreti. Ebbene ci sono responsabilità pesanti a livello politico da parte di chi ha nominato i vertici dei servizi segreti. Mentre siamo in guerra contro il terrorismo in Afghanistan, non siamo in grado, o meglio non c’è la volontà di combattere il terrorismo a casa nostra e di assicurare alla giustizia le eminenze grigie.
A che punto siamo con l’abolizione del segreto di Stato?
La riforma dei servizi segreti non è stata ancora attuata attraverso i decreti attuativi. La commissione Granata è rimasta impantanata. Il
Governo dovrà emanare un regolamento sul segreto di Stato per stabilire le procedure di accesso, che non può durare più di trent’anni. Sono passati più di trent’anni dalla strage di Bologna. Non vorremmo che nel frattempo venisse fuori un’altra pista che istradasse le ricerche su un binario morto.
Mi sembra di capire che anche le promesse sulle pensioni delle vittime sono rimaste disattese?
La legge 206 è rimasta inapplicata. Il Governo non si fa trovare su questa materia. L’anno scorso è stato votato un ordine del giorno per definire una volta per tutte questa legge. Ebbene, il Governo, nella persona di qualche suo rappresentante, non viene a Bologna, dove poteva parlare tranquillamente in Comune: lo trovo un comportamento vile, una ritorsione contro i parenti delle vittime delle stragi.
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