BOTHAINA KAMEL, "LA DONNA CHE CAMMINA", CANDIDATA ALLE PRESIDENZIALI IN EGITTO ** paola

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

fonte: http://www.arabismo.it

BOTHAINA-KAMEL.jpgSe Bothaina Kamel fosse una scultura, potrebbe essere "L'uomo che cammina" di Alberto Giacometti: una figura lunga e sottile, protesa in avanti, ritratta nel gesto di un passo che sta compiendo.

Dove sta andando Bothaina? A Imbaba, tra la minoranza copta che chiede di essere ascoltata, di vedere riconosciuti i propri martiri; a el-Minya, invitata a una conferenza all'università, sul tema della "consapevolezza politica".

Assolutamente rapita dai discorsi degli studenti li riprendeva con la sua telecamerina, dopo averli incitati con un "Forza, ditemi tutto quello che pensate, io imparo da voi, voi siete il mio coraggio!"; al Cairo, a Assuan, a Fayoum: insomma ovunque, a cercare qualcosa da vedere del suo Egitto, per poterlo comprendere e poi provare a esprimerlo. Per cambiarlo.

Quello che oggi la presentatrice egiziana di 49 anni si propone di fare con la sua candidatura è - nelle parole di Andrew S. Karsch, scrittore e produttore che le sta dando una mano sulle strategie politiche da attuare nella sua campagna elettorale - portarla avanti "non per vincere, ma per restituire dignità ad ogni egiziano".

Non ha bisogno di farne una questione di genere solo perché è una donna, non vuole essere etichettata come la presidentessa delle donne egiziane, ma divenire un punto di riferimento per tutta la società. E vuole conoscerla più a fondo la società in cui vive, per intercettarne i bisogni e condividerne gli sforzi.

Ci vengono in aiuto i pensieri di Alberto Giacometti, il quale era attraversato dalla forte convinzione che "a meno che non si colga l'architettura dell'interno, non si possono dipingere le cose".

Ed è proprio questa la condizione che spinge Bothaina a mettersi in cammino, a cercare le persone, ad ascoltare la storia di ogni quartiere. L'hanno soprannominata "la donna che vale cento uomini" e lei diviene davvero ogni uomo di cui cerca di decifrare la realtà.

"Da chi trae ispirazione Bothaina Kamel?" Risposta: "...Bothaina Kamel!":Andrew-S-Karsch.jpg la pagina facebook della prima donna nella storia d'Egitto a candidarsi alle presidenziali ci accoglie così ed è come se esortasse - attraverso la sua esperienza - ogni donna ad avere fiducia in sé stessa, a credere nelle proprie possibilità.

La sua agenda da futuro presidente è racchiusa in una parola sola: "Egitto". E il suo paese Bothaina ha imparato a conoscerlo bene coi suoi programmi di successo: prima di approdare in tv con lo show Argouk Ifhamni (Ti prego di comprendermi), è stata conduttrice radiofonica di Eterafat al-Leyali (Le confessioni della notte), programma in cui prendeva telefonate di denuncia contro gli abusi sessuali, i maltrattamenti in famiglia, o di racconti degli ascoltatori che parlavano dei propri tradimenti coniugali.

Lo show era così seguito che una commissione di stato per le questioni religiose intervenne inducendo la stazione a cancellare il programma perché considerato lesivo dell'immagine dell'Egitto, come se "implicasse che ogni egiziano sia coinvolto in relazioni peccaminose".

Una tale miopia si trova agli antipodi dell'approccio adottato da Bothaina, che crede si debba sempre affrontare qualunque argomento, che piaccia o no, e per la quale la verità è di certo un valore sacro (tanto che ha in mente un reality show per riprendere ogni tappa della sua campagna elettorale).

Ma va ancora oltre: auspica anche che durante le elezioni si possa contare sulla ripresa diretta con alcune webcam che trasmettano le immagini delle votazioni in tempo reale in tutto il mondo. Già nel 2005, dopo le elezioni referendarie e in vista di quelle parlamentari, insieme ad altre due amiche mise su una piattaforma web (Shayfeen.com, "Vi teniamo d'occhio") per monitorare i casi di brogli e d'irregolarità.

L'esperienza sul web della candidata egiziana continua oggi sul sito Nadafa.org, che ha per motto "Perché la corruzione uccide: combattiamola!" e si affianca alle linee-guida del suo programma elettorale. Asse portante ne è la democrazia, perché "non può esserci democrazia finché c'è povertà" e la lotta alla corruzione è essenziale per sconfiggerla. "I soldi ci sono ma dobbiamo riprenderceli e ridistribuirli", per usare le sue parole.

Andando avanti coi punti del programma, si prefigge di dare spazio ai giovani che hanno fatto la rivoluzione, abbassando per esempio l'età per poter essere eletti in una legislatura da 30 a 22 anni; inoltre sogna la creazione di uno stato sociale e non più militare, in nome del principio di "silmiyya, silmiyya", ovvero "pacifica, pacifica" (sottinteso: rivolta) cantato tante volte alle manifestazioni.

2024_alberto-giacometti.jpgPer Bothaina il solo modo di togliere spazio e risonanza al settarismo violento e dare tranquillità alla minoranza copta del paese, è di gettare le basi per una società in cui tutti abbiano gli stessi diritti di cittadinanza a prescindere dalla religione. Che ogni religione cioè possa convivere con le altre in nome di un principio unificatore che ogni egiziano in quanto tale dovrebbe serbare in sé.

Abbiamo detto che non vuole affermarsi solo come presidentessa del sesso femminile, ma al contempo sa che il ruolo della donna è fondamentale nella società: per questo è in costante contatto con i gruppi femministi egiziani e conta sulla loro collaborazione per capire insieme quali priorità affrontare.

Tornano a chiusura i pensieri di Alberto Giacometti, quando parlava di quel suo "lavorare la creta lavorando anche il vuoto che le sta attorno": Bothaina Kamel ha questo stesso dono, si immerge in piccole realtà e ne coglie la cifra che le lega al resto del reale.

Fa piccoli passi ma ognuno di essi la porta ad avere un quadro d'insieme sempre più ampio, e sente l'impulso ad andare avanti.  

In fondo lei, è la donna che cammina.

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