- CINEMA - LA TRILOGIA DI KIESLOWSKI - FILM ROSSO -

Tre colori:
Film Rosso
(Trois couleurs: Rouge)
è un film del 1994 di Krzysztof Kieślowski; terzo della trilogia che il regista polacco ha dedicato ai tre colori della bandiera francese e, di conseguenza, al motto della rivoluzione francese, "Liberté, Égalité, Fraternité".
In particolare, questo film sviluppa il tema della fraternità, interpretando questo valore del tutto laicamente, mantenendosi in bilico fra il senso del dovere (proprio della protagonista femminile) di occuparsi, maternamente, degli altri, e la misantropia che spinge il protagonista maschile a fare degli altri un mero oggetto di osservazione.
Fra i tre film della trilogia, esso, anche a detta degli autori stessi, si caratterizza per il profondo e meditato ottimismo, che lo impregna.
L'azione del film si svolge principalmente a Ginevra.
La protagonista è Valentine Dussaut, una giovane modella, fidanzata con un uomo, Michel, che però è in viaggio, lontano.
Parallelamente alla storia di Valentine, che è la vicenda portante del film, il regista ci mostra la vita del giovane Auguste e della sua fidanzata Karin: Auguste è uno studente di giurisprudenza, Karin invece lavora come telefonista del locale centro di meteorologia.
Le vicende di questi ultimi e di Valentine cominceranno a intrecciarsi in maniera
sempre più stretta, quando la giovane modella conoscerà il quarto protagonista, un giudice in pensione, dopo aver investito casualmente con l'auto un cane, recante appunto la piastrina con l'indirizzo del padrone.
Il giudice si mostra subito scostante e poco interessato alle sorti dell'animale ferito.
Valentine quindi, parallelamente al lavoro di modella che la vede impegnata in particolare nella preparazione della sfilata e nell'elaborazione di una campagna pubblicitaria i cui cartelloni saranno poi affissi in tutta la città, inizia a frequentare, anche a causa della solitudine dovuta alla lontananza di Michel, la casa del giudice, nel tentativo di convincere quest'ultimo a riprendersi il cane, di cui egli nulla più vuole sapere.
Nello stesso tempo, Valentine scopre, attraverso i giornali, che suo fratello è coinvolto in una vicenda di droga.
Giunta nuovamente nella casa del giudice, Valentine scopre però che quell'uomo, apparentemente completamente chiuso nella sua solitudine, in qualche modo rivolge la sua attenzione agli altri: spiandoli, intercettando le loro conversazioni telefoniche.
Il giudice reagisce alla scoperta invitando Valentine a denunciarlo ai vicini, ma la ragazza, dopo una breve esitazione, decide di non farlo, e piuttosto inizia a condividere col giudice l'interesse per questa sua attività.
Fra le varie telefonate ascoltiamo, quindi, anche quelle fra Auguste e Karin, una coppia che, stando al romanticismo delle loro parole, sembra davvero molto unita.
Non è così, però, così come non è tutto buono quello che tale sembra: le telefonate che il giudice fa ascoltare a Valentine le permettono di scoprire che, dietro la facciata perfetta e dignitosa che ciascun uomo esibisce, ci sono storie, vicende, che fanno indignare e deludono.
È per questo che il giudice crede che la gente sia cattiva.
Ma Valentine non è disposta a condividere questa idea.
Nel frattempo, Auguste si laurea in giurisprudenza: diventerà presto un giudice anche lui.
La sua donna, Karin, è al suo fianco in questi importanti momenti; ma non molto dopo, Auguste dovrà scoprire, con dolore, che tutto ciò in cui credeva, l'amore in cui riponeva la fiducia, era solo apparenza.
Una sera, cercando Karin, la troverà a casa, ma non da sola: osservandola dalla finestra, infatti, vedrà un altro uomo, insieme a lei, fra le gambe di lei.
Valentine intanto vuole rivedere Michel, capire se lui la ama davvero, e per questo decide di partire per l'Inghilterra.
Ci sarà bel tempo, dice Karin, dal centro meteorologico, al telefono, parlando col giudice, il quale è sempre più interessato alla sorte di Valentine, che in un sogno, profeticamente, vede invecchiare, felice.
Finalmente il giudice - il quale nel frattempo ha confessato in una denuncia la propria attività di spionaggio telefonico - sente il bisogno di aprirsi, di raccontarsi, di avere fiducia in qualcuno - nella giovane modella, a cui racconta il perché, della propria sfiducia negli altri.
Si tratta del suo lavoro, dice: egli, come giudice, anni prima aveva mandato assolto un uomo, che invece aveva scoperto poi essere colpevole.
Non si tratta, però, solo di questo:
egli ammetterà, poi, che anche a lui era successo come ad Auguste, di essere tradito dalla donna che amava, di scoprirlo, proprio nello stesso modo umiliante, all'improvviso.
Egli però, come giudice, aveva poi avuto la possibilità di giudicare, e condannare, quell'uomo, in tribunale; e il giorno dopo la sentenza, l'uomo morì di infarto.
La vendetta, consumata attraverso la giustizia, aveva quindi privato definitivamente il giudice della capacità di amare, che egli ora sembra ritrovare, attraverso Valentine.

Il finale del film vede Valentine, e casualmente anche Auguste, recarsi in Inghilterra, attraverso la Manica, a bordo di un traghetto.
A differenza di quanto previsto, tuttavia, il tempo peggiora rapidamente.
Dal giornale, il giudice apprende che c'è stata una tempesta, e la nave è affondata.
Solo sette persone si sono salvate, e le vediamo, nelle riprese del telegiornale, in quest'ordine: Julie B., moglie di un compositore francese; Stephan K., barman della nave; Karol .K, imprenditore polacco; Dominique O., cittadina francese; Olivier R., francese; Auguste B., cittadino svizzero; la giovane modella, Valentine D. Valentine e Auguste sono per la prima volta vicini, e nell'ultima immagine il volto di Valentine, bagnata dalla pioggia e sferzata dal vento, si identifica nell'immagine analoga e profetica del cartellone pubblicitario, che la ritraeva, a Ginevra.
Giacché, sembra dirci il regista, il Fato e la Necessità, il Caso e il Destino, hanno molto a che fare l'uno con l'altro.
E se ad essersi salvati sono solo i protagonisti della trilogia, è un caso, ma anche un segno del destino: le loro storie hanno meritato di essere raccontate, dirà il regista in una intervista, proprio perché essi, appunto, si sono salvati, a differenza di altri.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tre_colori:_Film_Rosso
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