ELEZIONI PLAUSIBILI, ALLEANZE PROBLEMATICHE. -

Pubblicato il da tommasoliguori50

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La Lega valuta lo strappo col Pdl. Ma le alternative latitano.

di Silvia Zingaropoli
Da Lettera 43
Il criptico invito è arrivato da Pierluigi Bersani:

«È ora che la Lega cerchi una nuova strada», ha detto il segretario del Partito democratico (Pd). E il ragionamento non fa una piega.

Ma se la risposta è cortesia, la domanda è lecita: dove potrà mai andare, a questo punto, il Carroccio?

Quale sarebbe, secondo Bersani, questa nuova strada?

Al via le varie ipotesi.
SALVINI: MEGLIO DA SOLI.

Forse l’ha buttata là per vedere che effetto faceva e per tastare le reazioni delle cravatte verdi al “pensiero stupendo” di un idillio targato centrosinistra.

Del resto anche l’irrequieto Matteo Salvini ha buttato l’esca:

«Se non arrivano proposte, meglio andare da soli».

Proposte? Quasi un valzer d’amore tra gamberetti, quello a cui ci tocca assistere ultimamente dentro e fuori i vari gruppi politici: un passetto avanti e uno indietro, aspettando l’audace dichiarazione.

Del resto “da soli”, dati alla mano, non si va da nessuna parte: convinzione nobile, sì, ma è uno scherzo.
PADANI SOLI DAVANTI AL BIVIO. A ben vedere sono proprio tempi duri per il popolo padano, rimasto solo di fronte a un bivio: continuare a inghiottire bocconi amari o perpetrare lo strappo finale.
«Non è detto che staremo con lui (Silvio Berlusconi, ndr) alle prossime elezioni», ha solennemente dichiarato un fiaccato Senatùr in quel di Pontida.locandina.jpg

Perfetto, ma se la liason con il Popolo della libertà (Pdl) del Cavaliere non ha portato tanto bene, vien da chiedersi ancora quali altre alternative abbia il Carroccio.

E, stando ai fatti, la risposta consta di una parola: nessuna.
Infatti anche se l’incontro faccia a faccia tra Umberto Bossi e Pier Luigi Bersani e poi quello tra Bossi e Pierferdinando Casini incombono, la Lega sembra proprio non avere via di scampo dal pidielle.

Ergo, meglio non tirare troppo la corda perché gli effetti potrebbero essere letali, per ambo le parti.
CARROCCIO NEL PANTANO. Del resto è improbabile anche il solo pensiero di un’eventuale fratellanza con il centrosinistra, sebbene il segretario democratico, e persino Antonio Di Pietro, continuino ad auspicare un dialogo con un esercito del Carroccio ormai finito “nel pantano” (Bersani dixit, tanto per non stemperare la vis da “oppositore”).
O ancora, un azzardo anche solo ipotizzare un attracco al “molo” Udc, partito che non ha mai celato le proprie cordiali antipatie per la Lega, e che tra l’altro con Casini continua a infierire su un Umberto Bossi che «si arrampica sugli specchi».

Il panorama potrebbe cambiar solo in caso di un ennesimo riavvicinamento di comodo tra l’Udc e il Pdl, ma al momento il cambio di casacca non è all’orizzonte: e se Casini dovesse optare ancora per l’amico Silvio, questa volta risulterebbe davvero poco convincente.
La Lega ostaggio di una maggioranza vicina alla fine
Il Carroccio impantanato

Altri scenari, altre stranezze. Qualche fantasioso politologo ha addirittura ipotizzato un nuovo sodalizio tra Bossi e Gianfranco Fini, in memoria (si fa per dire) della famigerata legge sull’immigrazione.

Ma data la virata europeista-modernista-riformista-ipertollerante dei futuristi, impegnati anima e corpo nel tentativo di cancellare il proprio colorito passato, un’alleanza col Carroccio adesso sarebbe a dir poco ridicola, per non dire fantascientifica.
UNO SCENARIO MAI VISTO. Mai dire mai, comunque: del resto la politica, lo abbiamo imparato, non smette mai di stupire, anche a costo di farci cadere le braccia.
«Guardi, per uno studioso di fenomeni politici, in questo momento il “laboratorio Italia” offre uno scenario davvero mai visto», ha affermato conversando con Lettera43.it il professor Carlo Mongardini, docente di Scienza politica all’Università La Sapienza.

«Non si è mai vista una situazione del genere, e non solo nel panorama nazionale, ma anche in quello globale».
E il professore ha poi aggiunto: «La Lega dove va? Non lo sa neanche lei.

E il fatto che si ponga programmi irrealizzabili mi lascia stupefatto: alla ricerca di consenso, il Carroccio continua a sollevare un mix di problemi locali (come le quote latte), uniti a proclami irrealizzabili puntando a solleticare l’immaginario collettivo».
LA QUESTIONE DEI MINISTERI. Il riferimento ai ministeri “migranti” è chiaro: «Quello monicelli.jpgleghista è un populismo che sfiora l’utopia: del resto non c’è alcuna possibilità di realizzare il trasferimento dei dicasteri senza collidere con l’essenza stessa delle istituzioni, la Carta costituzionale e le nostre tradizioni».
Inoltre «nel Pdl, le forze divergenti rimangono in un recinto per poter continuare a governare: ma manca il collante e l’implosione è prossima», ha aggiunto Mongardini.
E, tornando alla Lega, «l’alleanza ipotizzata con Bersani è improbabile; quella con Casini è difficile; quella con Fini è impossibile».

Il Carroccio, dunque, ostaggio di una maggioranza prossima alla deflagrazione. Speriamo solo che non trascini con sé tutto il Paese nel “grande botto”.
http://www.lettera43.it/politica/19176/il-carroccio-impantanato.htm

 

Invertiti i fattori, il ragionamento non cambia.

Una certa problematicità riguarda un pò tutte le alleanze.

 

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