CORRUZIONE AD ALTA VELOCIT�. Viaggio nel governo invisibile - (con Ferdinando Imposimato e Giuseppe Pisauro) Koinè, 1999
fonte: http://ilmalpaese.wordpress.com/
Ferdinando Imposimato, l'ex giudice, nel suo libro scrive che “lo scandalo della Tav è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico. Esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura”.
Dopo Tangentopoli, “non è scaturita una Repubblica rinnovata ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere.
L’ALLEANZA TRA CETO POLITICO E GRANDI IMPRESE
Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche… ancora oggi entrambe sono sempre più dipendenti dallo Stato.
Più che nel passato esse manovrano l’informazione e la formazione del consenso con metodi spregiudicati e contrari alla verità: coprono i misfatti e le violazioni delle regole del mercato ed esaltano i personaggi politici che agiscono all’insegna di un becera antipartitocrazia e del più demagogico populismo, anticamera di scelte illiberali”.
Un’analisi perfetta dell’attuale situazione politica italiana che, a quasi dieci anni dalla nascita di quella che molti “nuovisti” hanno definito seconda repubblica, ha fatto dimenticare gli scandali e le nefandezze della prima talmente sono gravi quelle di adesso.
Spesso in giro si sente dire: “Rispetto ai politici attuali sento nostalgia di Craxi e Forlani”; a tal proposito, lmposimato ha scritto: “La ventata di moralismo e di ipocrisia che ci ha inondato in questi anni è stata il preludio di disegni trasformistici che non hanno cambiato
in meglio l’immagine del paese”.
Oggi “la politica ha un ruolo subalterno agli interessi forti, alle corporazioni più aggressive… il proscenio è tornato a coloro che sono stati corresponsabili del sistema di corruzione”.
L’autore, nel riprendere il leit motiv del suo libro, sottolinea come “prove macroscopiche e inoppugnabili… hanno subito una sistematica demolizione grazie a percorsi logico giuridici che appaiono ingiustificati, soprattutto nel raffronto con altre indagini nelle quali sono stati svolti ragionamenti in senso esattamente contrario”.
E, a tal proposito cita una deposizione del manager Enzo Papi fatta nel 1993 all’allora p.m Antonio Di Pietro, finita nel nulla: “il boccone più ghiotto è quello dell’Alta Velocità, un affare inizialmente da 29.000 miliardi – lievitato a 140.000 miliardi – con la Cogefar che assume la guida di due consorzi, che si riservano una larga fetta delle risorse pubbliche.
Quando, nel 1991, arriva il primo anticipo di 100 miliardi da dividere tra consorziati, il costruttore Vincenzo Lodigiani mi fece presente che i partiti chiedevano una tangente del 3%”.
LE OLIGARCHIE FINANZIARIE SONO DIVENTATE ARBITRE DEL SISTEMA
“Oggi”, conclude lmposimato, “le oligarchie finanziarie e tecnocratiche, sopravvissute all’ondata di Tangentopoli, sono riuscite a ridimensionare la presenza dei partiti, divenendo esse arbitre esclusive del sistema di spartizione delle commesse pubbliche…con una sistematica violazione delle norme interne ed internazionali sulle gare d’appalto.
Altri gruppi finanziari antagonisti hanno rinunciato alla strada della commessa pubblica ed optato per accordi diretti con Cosa Nostra… Il grande capitale continua ad essere assistito dallo Stato, svincolato dalle regole del mercato”.
Lo scandalo dell’Alta Velocità, ormai decennale, è praticamente passato in silenzio in tutti questi anni.
Come ha detto lo stesso Imposimato, essendo i potentati economici proprietari dei mass media (vedi Fiat e “La Stampa”), l’informazione in proposito è stata assolutamente assente.
Cronaca di un grande scandalo: le manovre attorno all’Alta Velocità. Un investimento valutato 140 mila miliardi di lire per rendere più moderno ed efficiente il sistema ferroviario diviene oggetto di un assalto predatorio.
Gli intrecci tra economia pubblica e privata; la penetrazione della criminalità organizzata; il ruolo della magistratura e della politica; i silenzi dei mass media. Una nuova, più ampia e più occulta trama affaristica che il pool di magistrati milanesi non è riuscita a disvelare, Tutte le società e i nomi degli imprenditori, pubblici e privati, implicati nella più grande inchiesta giudiziaria dopo Tangentopoli.
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