CURIOSITA' DELLA STORIA : IL BRASILE "COLONIA NAZISTA".

Pubblicato il da tommasoliguori50

CURSIOSITÁ DELLA STORIA: IL BRASILE “COLONIA NAZISTA”

La scoperta, peraltro non recentíssima, di una fazenda (fattoria), in un
piccolo comune nell´interno dello Stato di São Paulo, interamente costruita con mattoni marchiati con la svastica nazista há riaperto l´interesse sulla presenza e influenza della ideologia nazional-socialista in Brasile.


La dottrina nazista circoló liberamente in Brasile fino al 1942, anno dipietra.jpg
entrata in guerra del paese al fianco degli americani.
Delle 83 cellulenaziste fuori dalla Germania, quella brasiliana era
sicuramente la piú importante, arrivando a contare quase 2900 membri
presenti in 17 dei 27 stati della confederazione.
La prima riunione é datata 1926, e la fondazione ufficiale del partito
nazista é del 1928 nella cittá di Timbó ( sempre stato di São Paulo).
Divenne la maggior sezione estera del partito nazista all´estero.
Potevano essere membri solo i cittadini tedeschi (trattandosi di una organizzazione straniera) mentre i brasiliani, purché discendenti di
tedeschi, potevano essere ammessi come simpatizzanti.
Si calcola che per lo meno il 5% degli immigrati tedeschi in Brasile era
affiliato al partito, che negli anni successivi si strutturó, dando vita a
diverse organizzazioni, come la “Gioventú Hitleriana” la “Associazione
Nazista delle Donne”, il “Fronte Tedesco del Lavoro” e fondando
nel 1932 un giornale, la “Deutscher Morgen” (Aurora Tedesca), battezzato il giornale ufficiale del partito nazista brasiliano, la cui pubblicazione fu proibita alla fine del 1941 (proibizione che in realtá riguardó tutti i giornali stranieri pubblicati in Brasile).
I piú “ortodossi” partecipavano alle manifestazioni vestendo uniformi marroni, simili a quelle usate dalle S.A. in Germania e salutavano col braccio teso.
Pur non rientrando nei piani ufficiali del III Reich la conquista del sud
america, i componenti del partito attuarono, attraverso l´organizzazione
ribattezzata “Ação Integralistas Brasileira”, uma vera e própria 5° colonna, per l´avvento in Brasile di una dittatura che fosse la fotocopia del regime nazista.
Fu per questa impostazione rivoluzionaria “conservatrice”, che l´idea
nazista fu lasciata tranquillamente circolare in Brasile e godette delle
simpatie, nemmeno troppo velate, del governo Vargas e di parte dell´elite
militare.                                                                nazismo.jpg
Fu solo a causa degli accadimenti storici che l´esperienza ufficiale nazista in Brasile terminó (chiusura del giornale, scioglimento delle varie
organizzazioni, il partito in realtá giá era stato sciolto nel 1938, con l´
avvento della dittatura Vargas) con la scelta del paese di entrare in
guerra a fianco degli alleati.
Ció nonostante in Brasile non si creó quel clima di caccia “al nazista”, sul
tipo dell´esperienza americana nei confronti dei cittadini di origine
giapponese ( molti dei quali, durante il conflitto, furono confinati in
appositi campi!), tant´e´ che fin quando operativa, l´ambasciata tedesca di Rio fu tra le piú attive a livello di intelligence tra le rappresentanze
diplomatiche estere.

Questo clima tollerante, permise, negli anni del dopoguerra, ed ancor di piú con l´avvento del regime militare del 1964, a molti ex gerarchi nazisti di trovare cômodo rifugio in Brasile.
Un solo esempio vale per tutti: il famigerato “Ângelo della morte”, il dr.
Josef Mengele, responsabile di atroci esperimentazioni (ed innumerevoli
morti) nel campo di concentramento di Auschwith, trovo rifugio nel comune di Candido Godol, nel 1963, dove esercitó prima come veterinário e poi come medico.
Curioso il fatto che negli anni della sua permanenza nel tranquillo comune
brasiliano, a ogni 5 parti era gemellare: i gemelli erano tutti biondi e con
gli occhi azzurri!.
Tornando all´inizio, la fattoria di cui si parlava, non é certamente l´única
testimonianza della presenza nazista in Brasile, ma certamente é l´único
edifício, di cui almeno si sappia fin´ora, costruita com mattoni “nazisti”.
Una piú approfondita ricerca storica sulla fattoria “Cruzeiro do Sul” (Croce
del sud) ha portato a incredibili quanto spaventose scoperte.

Il marchio a fuoco usato per riconoscere mucche e cavalli era ben una svastica nazista!
Sopra al cancello di ingresso campeggiava la scritta “Con la Germania si
vive di vittoria”, una quasi allegorica replica del famoso motto posto sopra i cancelli di ingresso dei campi di concentramento.
Con la differenza che la fazenda Cruzeiro do Sul anticipa di molto l´
esperienza dei campi di concentramento, e puó essere considerata una sorta di prova generale dei famigerati campi di concentramento nazisti.


Si scopri infatti che in questa “fattoria” lavorarono nel corso degli
anni, in condizione di schiavitú 50 orfani, di etá compresa tra i 7 e 10
anni, tutti provenienti dall´identico “educandario” (cosi erano chiamati gli
orfanotrofi a quel tempo) di Rio de Janeiro, di proprietá di un
simpatizzante fascista.

Com l´illusione di andare a vivere in uma sorta di giardino dell´eden, dove
poter studiare,mangiare e giocare a volontá, questi 50 orfani si ritrovarono ad essere nulla piú di un numero (infatti venivano chiamati per ravizzoli.jpgnumero e non per nome!) addetto ai piú svariati lavori di fática.
Di quei 50 bimbi, oggi ne sono ancora vivi 5, tutti abitanti nel comune di Campina di Monte Alegre.
Il 23, il signor Aloisio Silva, in una intervista rilasciata 2 anni fa, poco
dopo il ritrovamento dei “mattoni”, racconta di come fosse dura la
disciplina, e qualsiasi mancanza veniva severamente punita e di come, quando arrivava il “padrone” si doveva salutare alla nazista.
Un´altro, il 26, Roque da Silva, ricorda delle false promesse fatte, al
momento della partenza per la fattoria e di come ben presto il paradiso si
riveló una gabbia, una dura realtá contraddistinta da massacrante lavoro,
fame costante e punizioni severe.

Oggi la fazenda Cruzeiro do Sul é in completa rovina, solo vecchie
costruzioni in procinto di crollare da un momento all´altro.
Lontani e passati (anni 30 e 40) gli echi dei “sieg heil” degli ospiti (fino
addirittura a 2000) che si ritrovanano presso la fattoria per celebrare i
fasti dell´ideologia nazista, che stridono con il doloroso ricordo di quei
“5 numeri”, la cui unica colpa fu quella di essere abbandonati fuori da
quell´orfanotrofio di Rio.

Dal Brasile Alberto Ravizzoli

 

vedi anche

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