- DIRITTI NEGATI : DALL'INDUSTRIA AL SUPERMERCAT0, PASSANDO PER IL "CALL CENTER". -
Lo sciopero ai tempi di Auchan
Il Fatto Quotidiano.
dal Blog di Luca Telese
Pochi giorni fa mi si é aperto davanti agli occhi un nuovo abisso nell’Italia del (non) lavoro: il primo sciopero in un supermercato Auchan.
La cosa stupefacente, in quel caso (Roma Casal Bruciato, ma é successo anche a Torino, poco dopo) é che si é verificato un fenomeno quasi osceno:
“ovvero le proteste dei clienti, inferociti per aver trovato alcuni reparti del supermercato chiusi di domenica: "Andate a lavorare"!!, hanno gridato ai ragazzi dell’Auchan, perché non potevano concepire di vedere interrotto il loro piccolo, autistico culto di consumo.

Non ho nulla contro i supermercati, anzi li frequento con una certa assiduità, mi ci trovo bene, sono un fedele delle nuove cattedrali pure io.
Sono violentemente ostile, invece, alla ferocia dei troglo-consumatori.
Sono andato a Casal Bertone, allora, a raccontare.
Non più da cliente, ma da giornalista.
É stato un viaggio nell’orrore.
Dentro il supermercato ognuno dei trecento dipendenti era di fatto solo, davanti alla direzione. I ragazzi assunti fin dall’apertura (12 anni fa) erano quelli che avevano promosso lo sciopero per due motivi:
1) Per conservare il diritto a scegliere se lavorare la domenica o no.
2) Per mantenere il ridicolo straordinario che veniva loro riconosciuto (la bellezza di 2,70 euro all’ora!).
Ma i nuovi assunti, quasi tutti flessibilizzati con il part time, questi “privilegi” non li hanno più.
Quindi faticano a essere solidali.
Le cassiere sono il prototipo del nuovo lavoratore flessibilizzato del terzo millennio: contratto part time, domenica obbligatoria su richiesta della direzione, nessuno
straordinario.
Sono solo a pochi metri dal reparto televisioni da cui é partita la protesta, queste cassiere, ma é come se fossero in un altro mondo, una realtà separata.
Tutto il supermercato é un piccolo grande fratello dove i lavoratori non parlano volentieri con un giornalista per via della video-sorveglianza.
E tutto il supermercato non é una fabbrica in cui i lavoratori si possono unire per chiedere un contratto o dei diritti, ma un insieme di tribù in cui tutti lottano per l’autosopravvivenza, una nell’inconsapevolezza delle condizioni dell’altra, e tutti sono disarmati di fronte al datore di lavoro, divisi da diverse modalità di contratto.
I sindacati tradizionali non esistono più.
CIsl e Uil si sono autodistrutte firmando un contratto para-schiavile in cui per i primi tre giorni di malattia il lavoratore non viene pagato. Vedi :.http://goo.gl/WZJ5l
Dopo la settimana che ho passato davanti a Mirafiori, mi sembra ancora più eroica la battaglia della Fiom contro il referendum Marchionne e in difesa del contratto nazionale.
Se il futuro del lavoro fosse il modello Auchan, viva l’anacronismo.
Anche perché lo sciopero, arma antica, e spesso delegittimata dalla propaganda degli amici del giaguaro, questi ragazzi (che guadagnano nel migliore dei casi 1.150 euro al mese) é davvero un sacrificio e un privilegio, non certo una comoda e pigra abitudine.
Ma, lo sciopero, malgrado tutto, é anche un’arma che non perde mai la sua forza.
“Io - mi ha raccontato una ragazza di un reparto, chiamiamola Maria – non avevo aderito: per pigrizia, per debolezza.
Ma quando ho visto che, per fare crumiraggio, i dirigenti delle Risorse Umane erano
costretti a caricare loro i bancali con i rifornimenti delle merci, ho provato una sensazione strana.
Un po’ di rabbia, perché quello che stavano facendo era assurdo.
E un po’ di divertimento, perché per la prima volta i nostri capi mi sembravano goffi e ridicoli. Allora mi sono scoperta a pensare, mentre assistevo a questo spettacolo, alle cinque del mattino: che schifo.
Può succedere qualsiasi cosa.
Ma la prossima volta faccio sciopero pure io”.
Lo avevo visto già a Torino.
Il coraggio, come solo la paura, può essere contagioso.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/12/lo-sciopero-al-tempo-di-auchan/117682/
Vedi anche:
- L'INTERNAZIONALISMO DEL CAPITALE E IL NAZIONALISMO DEL LAVORO -
- L'ATTACCO AL SAPERE - OVVERO OPERAZIONI DI INGEGNERIA SOCIALE -
FILM: "FUGA DAL CALL CENTER" - Regia di Federico Rizzo -
"LA LAUREA NON E' PIU' UN ASCENSORE SOCIALE" - SEMBRA UNA BANALITA, INVECE E' UN GRIDO DI GUERRA. -
SOLO I POVERI PAGANO LE TASSE -
